Kung fu shaolin tradizionale scuola Chang dsu yao

 

m° chang dsu yao

"Presentazione di alcune osservazioni personali
maturate nello studio e nella pratica delle arti marziali"

Di seguito riportiamo la traduzione di un articolo in cinese, che uscì sulla rivista " 武壇 ".

Ringraziamo il M° Chang Wei Shin, per averci affidato personalmente l'articolo originale e la possibilità quindi di tradurre un documento così interessante ed unico.
Ringraziamo inoltre, Alessandro Lazzarelli per l'impeccabile traduzione. L'articolo originale è riportato alla fine della traduzione.

TRADUZIONE ARTICOLO

Nel documento seguente è riportata la copia di un articolo precedentemente scritto dal maestro Chang Dsu Yao a pubblicato sulla rivista 武壇.

In tutta la mia vita ho sempre amato le arti marziali e spero che i miei connazionali coltivino simili interessi al fine di promuovere lo spirito del paese. Per raggiungere tale scopo bisogna incoraggiare l’attività delle arti marziali, tener viva la cultura tradizionale cinese, dedicare tutta la vita allo studio e alla pratica del Meihua Quan, fare nostri gli obiettivi perseguiti dai circoli delle arti marziali, farli conoscere a tutto il mondo, pubblicarli uno dopo l’altro, promuoverli attraverso discussioni pubbliche. Oggi, dopo circa 10 anni di esperienza e osservazioni personali maturate nella pratica delle arti marziali, vorrei presentarvi alcuni punti brevi e concisi che le persone interessate all’argomento potranno prendere come spunto di riflessione o come oggetto di critica.

1. Imparare le arti marziali è come imparare qualsiasi altra disciplina, bisogna prima avere una conoscenza delle arti marziali, solo con la conoscenza si può sviluppare interesse, si può creare un’incomparabile determinazione ad apprendere, si può arrivare alla perseveranza. In base a questa perseveranza, si possono sormontare le amarezze e difficoltà psicologiche, raggiungere i traguardi artistici più alti delle arti marziali.

2. Nonostante la loro grande varietà, le arti marziali cinesi hanno la stessa origine e si basano sugli stessi principi. Quando si inizia ad imparare basta scegliere uno stile in base al proprio interesse, poi una volta che si è ben preparati si può imparare un altro stile. L’importante è non imparare più di uno stile allo stesso tempo. Allenarsi con le arti marziali è come praticare la calligrafia (cinese), se si scrivono due caratteri allo stesso tempo alla fine non si ottiene nessun risultato.

3. Nel periodo iniziale della pratica bisogna prima di tutto raccogliere materiale di riferimento o andare a trovare un maestro che possa dare delle valide indicazioni, inoltre bisogna scegliere lo stile con cui sentirsi a nostro agio.

4. Per imparare le arti marziali bisogna avere un programma, determinazione, volontà, coraggio, non lasciarsi distrarre da altre cose, non imporsi alcuna restrizione di tempo o di spazio.

5. Per imparare le arti marziali bisogna prima di tutto fare bene i compiti, tenere una condotta morale, portare rispetto alla famiglia, onorare il maestro e i suoi insegnamenti, rispettare sia i compagni di scuola più anziani che quelli più giovani, essere amichevoli e compassionevoli verso gli altri.

6. Per imparare le arti marziali bisogna avere una vita regolare, fatta di principi, lavorare e riposarsi ad orari fissi, non si devono avere abitudini deleterie per la salute [penso che si riferisca all’eccesso di desideri].

7. Tempo per l’allenamento: a parte il tempo dedicato alla lezione, all’allenamento personale, ai pasti, e al riposo, nel tempo rimanente ogni minuto ed ogni secondo deve essere dedicato all’apprendimento delle arti marziali; colui che pratica le arti marziali non conosce “il tempo per lo svago” (espresso dai quattro caratteri cinesi 休閒玩樂)

8. Il tempo più consono alla pratica è il primo mattino, seguito dalla sera. Ci si può allenare dopo i pasti purchè sia trascorsa almeno un’ora. Dopo l’allenamento non si devono bere bevande ghiacciate, ancora peggio è sedersi o sdraiarsi, l’ideale è fare qualche movimento di rilassamento o camminare intorno.

9. L’estate è la stagione migliore per la pratica che dovrebbe essere fatta al chiuso. Un verso di questa scuola recita: “Un’estate vale più di tre autunni, un autunno vale più di tre inverni”. Ciò significa: i risultati di una stagione estiva di pratica equivalgono a quelli di tre autunni, mentre i risultati di un autunno sono pari a quelli di tre inverni. Questo perché nella stagione estiva le articolazioni si aprono più facilmente, le ossa e i muscoli sono più distesi, la forza fisica è superiore, i calci, i pugni, e la respirazione diaframmatica hanno effetti inaspettati.

10. Imparare le arti marziali è come imparare un linguaggio, si procede dal superficiale al profondo, dal facile al difficile. Bisogna mantenere un certo grado di progressione, un ordine, un insieme di priorità, sapere quali siano le urgenze, cercare la naturalezza; non si può parlare con impazienza, la frenesia non porta ad alcun risultato.

11. Per imparare le arti marziali bisogna saper accettare con modestia, praticare e studiare con perseveranza, domandare se si hanno dubbi, auto-­‐correggersi nella maniera giusta.

12. Per imparare le arti marziali bisogna avere lo spirito dell’imitazione [un modello di riferimento], abitudini e caratteristiche vantaggiose, esuberanti ambizioni.

13. Colui che impara le arti marziali deve essere gentile e modesto con le altre persone, equanime nel gestire gli affari di ogni genere. Quando incontra un problema deve dimostrare pazienza ed auto-controllo, non parlare è sbagliato, non mettersi in mostra invece è un punto di forza, bisogna agire secondo la via universale dell’amore.

14. Per imparare le arti marziali è importante prima ricordarsi la posizione, poi il nome, e a seguire la forma. Una volta che si è appreso bene un pezzo della forma si può passare a quello successivo, non si può pretendere troppo tutto insieme.

15. Nella fase iniziale della pratica è inevitabile che i muscoli siano indolenziti, ma non è consigliato sospendere l’allenamento, si deve continuare, poi dopo due o tre settimane tutto tornerà alla normalità in maniera naturale.

16. Quando alleniamo i calci bisogna mantenere la calma e la naturalezza, senza essere precipitosi, la foga può causare danni muscolari, se comunque accidentalmente ci si dovesse far male ai muscoli o nervi delle gambe si dovrebbe continuare l’allenamento, senza fermarsi. Se ci si ferma si complica ulteriormente il danno.

17. Quando si pratica la respirazione diaframmatica bisogna ricordarsi i metodi di protezione. Si deve imparare senza paura ma con cautela, in base al proprio grado di apprendimento, non si deve assolutamente superare il proprio livello. 3

18. Riguardo al qigong, è importante prima allenarlo da fermi, poi da seduti, poi in movimento. Il qigong accompagna il movimento (sia il movimento che la postura), se praticato costantemente aiuta a combattere la fatica anche dopo un lungo allenamento.

19. Allenamento in coppia: a mani nude o con armi, bisogna allenare una forma meticolosamente, poi allenarla di nuovo, eseguendola in base al proprio livello, non si deve strafare.

20. Durante la pratica è importante rilassare la struttura corporea scaricando il peso a terra. Inoltre è importante concentrarsi, fare degli stimoli interni e di quelli esterni un unico oggetto di attenzione, mantenere la calma e la pacatezza.

ARTICOLO ORIGINALE

Articolo M° Chang Dsu Yao

Il Maestro Chang dsu Yao

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Ultima revisione di questa pagina: 22.09.2013 09:21