Kung fu shaolin tradizionale scuola Chang dsu yao

PARLARE DI KUNG FU...
(introduzione al sito Kuoshu.net)
di Giacomo Lucarini

 

Parlare di Kung fu e pretendere di riuscire a farlo con precisione e completezza d'informazione è molto più complesso di quanto si possa pensare.
Il termine "Kung Fu" (py: "Gong Fu") infatti, include l'insieme di tutte le arti marziali cinesi che a loro volta comprendono stili, sottostili e caratteristiche differenti che nel corso dei secoli si sono evolute, fuse, modificate e talvolta purtroppo anche estinte.

E’ inutile nascondere che spesso, in modo particolare in occidente, sull'argomento c'è molta confusione, a volte poca sostanza, molte chiacchiere spesso contrastanti, fantasiose e qualche volta tristemente ridicole.
Effettivamente reperire informazioni serie e veritiere sull'argomento non è semplice in particolar modo se la ricerca si restringe al solo contesto occidentale e soprattutto se ciò che si cerca riguarda le arti tradizionali più antiche e meno commercializzate dai media.

E' piuttosto ricorrente ascoltare o leggere storie apparentemente molto affascinanti ma che poi si rivelano prive di contenuto e di fondamenta storiche e tecniche genuine.
Racconti fantomatici che descrivono performance improbabili di Maestri, storie, aneddoti e leggende inverosimili contribuiscono nel rendere poco credibile un arte che non ha certo bisogno di simili pubblicità ingannevoli per mostrarsi in tutto il suo splendore.
Simili storie, per esempio, non sono altro che le superficiali interpretazioni di aneddoti molto usati nella cultura cinese che dovrebbero servire solo a comprenderne i significati e le morali intrinseche Quando si racconta una novella lo scopo non è quello di convincere l’interlocutore che questa corrisponda ad un fatto realmente accaduto ma piuttosto di far passare la morale importante in essa contenuta.

E' un problema di culture differenti, di fonti di informazione poco attendibili e di persone che troppo spesso si prendono libertà interpretative troppo personali e poco oggettive talvolta per sopperire alla poca sostanza.
E' giusto quindi conoscere, informarsi e filtrare le informazioni buone da quelle viziate da superficialità.

Senza alcun dubbio una delle cause maggiori di distorsione è la diversità della lingua. Per tradurre correttamente trattati marziali dal cinese ad una qualsiasi lingua di ceppo occidentale è necessaria un'interpretazione deontologica che sia frutto di un esperienza tecnica marziale e di una conoscenza importante sul pensiero e sulla cultura orientale oltre ovviamente ad un’ottima padronanza della lingua stessa.
Ovviamente questi sono requisiti piuttosto rari e le persone che possiedono queste competenze non sono moltissime di conseguenza.

Partendo da questi presupposti è chiaro che l’interesse principale per noi è quello di contribuire nel nostro piccolo a questa selezione di informazioni armati di buon senso, umiltà e delle nostre stesse esperienze sul campo senza la presunzione di voler affermare verità inopinabili ma al contrario con la speranza di coinvolgere tutti coloro che ritengono di poter contribuire in qualche modo in questo progetto.

Prendiamo assolutamente le distanze da fanatismi e dalle critiche non costruttive di chiunque non intenda mettersi in discussione ma pretenda esclusivamente di dettare il proprio pensiero come assoluto.

Il kung fu dovrebbe essere praticato come prima cosa per il proprio benessere psico-fisico e come seconda cosa, ma non meno importante, come strumento di difesa personale.

Praticare kung fu significa portare avanti e tramandare con responsabilità un’arte che probabilmente ha più di mille anni e chi la pratica con devozione, umiltà, costanza e passione non può che definirsi un artista. Solo gli insegnanti che ne apprendono questo senso più profondo riescono a trasferire ai propri allievi quelle doti necessarie per la coltivazione di questa splendida pratica ed accendere quindi quella fiammella che non si spegnerà facilmente.
A questo proposito ringrazio il M° Chang Wei Shin ed il Maestro Manenti Claudio ai quali devo tutta la mia esperienza passata, presente e futura.

Saper conoscere il proprio corpo, aumentare il proprio equilibrio, i propri riflessi, la forza fisica, l'energia interiore, l'elasticità muscolare, l'esplosività; questi sono solo pochi dei pregi che l'arte ci può infondere oltre che ad aumentare la sicurezza in se stessi e garantire la propria incolumità per mezzo dell'acquisizione di tecniche di difesa personale.

Il problema dell'attendibilità delle fonti nasce anche dal fatto che spesso le diverse scuole e correnti di pensiero occidentali sono a compartimenti stagni e le mentalità sono chiuse; questo è un terribile male che pesa ai danni del progresso e dello sviluppo tecnico-culturale del kung fu.

Questo sito contiene i risultati di una continua ricerca approfondita di informazioni e dalla raccolta di notizie da molteplici fonti (Maestri, libri, siti internet, forum) sperando che la nostra esperienza ci siano stati di aiuto nel saperle filtrare nel modo più appropriato possibile.
Le nostre ricerche in particolare si orientano verso quel ceppo di stili che il Maestro "Chang Dsu Yao" (py: Zhang Zu Yao") ha portato in Italia con il suo arrivo ma è nostro interesse l’approfondimento di qualunque argomento o stile che riguardi le arti marziali cinesi tradizionali in generale.

La nostra speranza è quella di poter dare un contributo alla divulgazione di notizie il più attendibili e riscontrabili possibili su questo argomento a noi molto caro ed è per questo motivo che mettiamo le nostre ricerche a disposizione di chiunque sia interessato sperando di poter dissetare un po’ la sete di conoscenza di tutti gli appassionati come noi.

Chiunque voglia contribuire a questo nostro progetto può tranquillamente inviarci informazioni, relazioni e articoli sulle arti marziali cinesi tradizionali e sulle scuole senza vincoli di federazioni o stili.
Sarà nostra premura riscontrarne l'attendibilità e provvedere all'eventuale pubblicazione in spazi appositi indicando chiaramente nomi, contatti ed eventuali links degli autori.

Giacomo Lucarini

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Ultima revisione di questa pagina: 07.09.2012 08:36

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