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il KUNG FU
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Zhong
Guo Quan 中 国 拳 (pugilato cinese) |
Quan
fa 拳 法 (metodo di pugilato) |
Quan
shu 拳 術 (arte del pugilato) |
Wu
Shu 武 術 (Arte della guerra) |
Wu
Yi 武 绎 (abilità marziale) |
Guo
Shu 国 術 (arte nazionale) |
Il termine più utilizzato in Cina è Wu Shu 武 術 (Arte di Guerra) intesa come arte di combattimento marziale. Quando si parla di Wushu è sempre bene specificare se Tradizionale o Moderno perchè oggi, impropriamente in occidente, con questo termine si intende quello moderno, una disciplina sportiva nata in epoca recente che pone enfasi sull'estetica
del movimento e sulla prestazione atletica e coreografica, più che all'aspetto
marziale.
Nel
1912, inoltre, la Repubblica Cinese, da poco costituita, rese ufficiale
il termine 'Kuo shu' 国 術 (Py: GuoShu) (arte nazionale), termine dal quale tra l'altro prende nome anche il nostro sito 'Kuoshu.net', ancora oggi molto usato
soprattutto a Taiwan.
A livello popolare, i termini 'wushu' e 'wu i' sono considerati più dotti e accademici, mentre, d'altra parte, nel linguaggio comune capita di indicare la pratica del kung fu con 'Da Quan', che letteralmente significa 'colpi di pugilato', ma in senso esteso indica appunto l'allenamento delle arti marziali; da questo termine deriva successivamente anche 'San Da'
Il
kung fu è primariamente un modo di combattere di origine cinese; al suo interno sono racchiuse tutte le arti marziali cinesi Interne ed Esterne (es: Tai Ji Quan, Ba Ji Quan, Meihua Quan, Xing Yi Quan, Ba Gua Zhuang, Tang Lang Quan, ecc).
Per millenni, e nelle più svariate condizioni storiche e sociali,
i cinesi hanno utilizzato il Gong Fu per lottare, conquistare e difendersi, non
di rado anche a scapito della vita.
Un'arte marziale che sia veramente
tale deve fornire i mezzi per vincere in uno scontro, di qualunque tipo
esso sia e per millenni gli stessi cinesi hanno cercato il modo più
efficace di pervenire a questo risultato.
L'abilità degli antichi
praticanti è divenuta giustamente leggendaria e nella maggior
parte dei casi, purtroppo, il livello attuale è ben lontano da essa forse perchè sono cambiati anche gli scopi per i quali si pratica.
Ciò
non toglie che ancora oggi i vari stili tradizionali di kung fu rappresentino
un metodo di combattimento di notevole efficacia. Efficacia che, tuttavia,
si rivela allo studente solo dopo un periodo piuttosto lungo, variabile
a seconda delle attitudini individuali, di pratica assidua e completa dedizione.

Antica tela cinese che ritrae il grande
maestro
'Yang Chen Fu' in allenamento con il bastone lungo 'kun'
Le
tecniche di combattimento, infatti, devono essere praticate ripetutamente
per innumerevoli volte, finché non divengono parte delle
reazioni inconsce e istintive dell'allievo; solo a quel punto non ci sarà
più spazio tra l'attacco dell'avversario e la propria, precisa,
reazione, perché non ci sarà bisogno di ricorrere ai lenti
processi della mente razionale per pensare al da farsi. Tutto accadrà
spontaneamente e il tempo e lo spazio muteranno di significato, al servizio
dell'ineluttabile vittoria del guerriero kung fu.
Ecco perché si dedica molto tempo all'allenamento
quasi ossessivo delle forme e delle tecniche di base, create secondo
il principio della massima utilità.
Al principiante occidentale
può sembrare di perdere del tempo in posizioni assurde, soprattutto
se confrontate con sport da combattimento più recenti dove in pochi mesi e con una selezione ristretta di esercizi si sale su un ring. Queste metodiche di allenamento intenso e talvolta logorroico sono solo,
in realtà, chiavi di accesso a una realtà più profonda.
Per costruire un castello, si dice nel kung fu, ci vuole molto tempo, ma sarà poi assai difficile da abbattere, mentre per
costruire una casa ci vuole meno tempo, ma essa crollerà molto
più facilmente.

Antica rappresentazione di allenamenti
di kung fu
Le
arti marziali cinesi sono state nei secoli codificate seguendo le leggi
delta natura, della fisica, secondo una precisa conoscenza del corpo
e dello spirito umani.
Questo ci porta a considerare un secondo aspetto
delta pratica del kung fu, quello salutare.
Sarebbe oltremodo stolto
divenire bravissimi nell'evitare di essere danneggiati da un avversario
per poi auto-danneggiarsi con una pratica scorretta o perseguendo uno stile di vita sbagliato.
Considerazioni come queste portarono probabilmente il grande, mai dimenticato maestro Chang Dsu Yao ad asserire che il kung fu è per un 30% autodifesa e per un 70% salute.
Allenare
il kung fu, in accordo con i principi dell'antichissima medicina cinese,
che sempre più vengono confermati dalle scienze moderne, è
quindi anche un ottimo modo per mantenersi in ottima salute psicofisica; parallelamente
a tutti quei vantaggi che può dare qualsiasi disciplina sportiva
(condizionamento cardiorespiratorio, eliminazione delle tossine, riequilibrio
ormonale, vantaggi per l'apparato muscolo-scheletrico, miglioramento
della coordinazione, eccetera), l'accento è posto sulla cura
per gli aspetti respiratori ed energetic come per esempio attraverso le pratiche di Qi Gong tipiche degli stili interni.
La sensazione di benessere
che si prova dopo un corretto allenamento di kung fu si estende,
a lungo andare, anche alle singole azioni di vita quotidiana.
L'allenamento tradizionale, se effettuato con consapevolezza, tende con il tempo a rinforzare articolazioni, muscoli e tendini e sviluppa inizialmente una forza esteriore molto efficace che viene con il passare del tempo e l'aumentare dell'esperienza a trasformarsi in forza interiore e quindi Qi.
Usare il corpo con consapevolezza è uno dei risultati che il kung fu garantisce oltre ad un incremento non indifferente della coordinazione motoria, dell'equilibrio, dell'elasticità e della fiducia in se stessi.
Il kung fu, con i suoi innumerevoli stili offre a chiunque livelli di approccio diversificati in base alle proprie capacità fisiche e ai propri gusti senza nessuna controindicazione.
E' assolutamente importante sapere fin da subito che:
Il kung fu tradizionale non è uno sport ma una pratica artistica antichissima che come tale deve essere approcciata.
Nel kung fu non esitono competizioni obbligate ma esse sono solo un addendum al quale l'allievo può liberamente decidere di non partecipare e queste devono essere interpretate solo come motivi ed incentivi di allenamento senza scopo puramente agonistico.
Nel Kung fu non esistono avversari ma solo compagni di allenamento. Gli obbiettivi dell'allenamento sono esclusivamente quelli di sorpassare e migliorare i propri limiti e non quelli di raggiungere o superare quelli degli altri.
Per imparare il kung fu non esistono scorciatoie o corsi accellerati. La strada da percorrere è quella lunga e si basa esclusivamente sulla pratica costante.
La pratica del kung fu ha un inizio ma non ha una fine. Evitate di intraprendere questa strada se il vostro obbiettivo è quello di raggiungere la cintura nera o un qualunque altro grado. L'unico obbiettivo deve essere quello di migliorare. Il Maestro Chang diceva spesso che raggiungere la vetta di una montagna serve solo per vedere quanto sia alta la montagna successiva.
Questo è kung fu tradizionale.
Col
tempo la già citata, continua commistione tra strategia del combattimento,
scienza, filosofia e religione ha comportato in molti casi un trascendere
il rudimentale scopo della predominanza nello scontro fisico, per puntare
a un fine superiore: fu così che molte scuole di kung fu fecero
proprio l'ideale della formazione di un individuo completo, in armonia
con se stesso e con l'ambiente, in grado di vivere al massimo delle
potenzialità umane.
Così il kung fu è divenuto,
in Cina, anche un prezioso strumento di educazione e di crescita personale.
Il primo dovere di un shih fu, specialmente nei confronti degli allievi
più giovani, dovrebbe essere proprio fornire un'educazione che
aiuti a crescere persone complete e migliori. In Cina, infatti, non
era desueto che le famiglie affidassero, a tale scopo, un figlio a un
maestro di kung fu.
Così, per riassumere, prima di divenire un
vero shih fu (maestro/padre), dovrete avere acquisito conoscenze accurate in vari campi
dell'umano sapere: dalla medicina alla psicologia, alla pedagogia; ma
anche la fisica, la chimica (ciò che un tempo si chiamava alchimia)
e le scienze naturali, senza trascurare le belle arti e la letteratura,
essenziali per un reale arricchimento e un'evoluzione dello spirito
umano: molti maestri sono stati ottimi calligrafi, pittori, poeti o
musicisti. Tradizionalmente, l'ideale confuciano voleva il guerriero
esperto sia di arti militari (wu) che di letteratura (wen). Ciò
non significa, comunque, che la storia del kung fu sia stata costellata
solo di grandi eruditi: non era tanto il livello di cultura raggiunto,
quanto la disposizione, la qualità dell'animo.
Oggi, un po' in tutto il mondo, giovani e meno giovani, donne e uomini si accostano al kung fu per svariate ragioni. Spesso la motivazione può essere un'insicurezza più o meno profonda, che non deve costituire fonte di vergogna, giacché si tratta di un ruolo che il kung fu ha svolto praticamente da sempre, sia nel suo aspetto fisico che in quello psichico o spirituale.
Una classica domanda che ci si pone quando si parla di Arti Marziali in senso lato, è
dove e quando queste abbiano avuto origine.
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schema diffusione arti marziali

Francobollo
originale cinese raffigurante un duello
fra monaci e truppe imperiali a difesa del monastero
COLLEGAMENTI:
IL
MAESTRO CHANG DSU YAO
KUAN - IL DIO DELLA GUERRA
GLI STILI DEL KUNG FU
LE ARMI DEL KUNG
FU
ENERGIA
INTERNA e qI GONG
Ultima revisione di questa pagina: 22.02.2009 06:24