Kung fu shaolin tradizionale scuola Chang dsu yao


Arti Marziali
..Insegnare con efficacia, Imparare divertendosi

di Max Petrei
Wing Chun Kung Fu - WSL Sistem / Pescara

Non sempre le cose importanti hanno sostanza o consistenza, pensiamo ad es. al suono, o al silenzio, o alla musica, o pensiamo al nulla per eccellenza, il “vuoto”!

La dualità tra materia e vuoto scandisce ogni cosa nell’antico Oriente, cosa sarebbe un vaso senza “il suo” vuoto interno che lo caratterizza?, semplice, non sarebbe un vaso, e non avrebbe alcuna utilità, o una casa senza il “vuoto” compreso nel perimetro delle sue finestre e porte?, semplice, non sarebbe vivibile da nessuno, quindi non avrebbe alcuna utilità.

L’insegnamento in se è vuoto, esistono insegnanti efficienti, ma inefficaci in termini didattici, pregni di nozioni ma incapaci di renderle fruibili agli altri, quindi con valore aggiunto zero. Altri ancora superano tale limite negativamente, divenendo addirittura a modo loro non solo neutri, ma addirittura deleteri per l’apprendimento, e per la formazione dell’allievo.

Allora dov’è il giusto ?, qual è il giusto?, e com’è riconoscibile?
La didattica o un istruttore, non ha di per sé, solo per ragion d’essere, efficacia, è necessario qualcosa in più, quindi è necessario affrontare sempre lo scomodo territorio del come, ossia la modalità con la quale si esegue una qualsiasi attività. Oggi molti passano all’insegnamento per svariati motivi, spesso per il proprio rientro economico, o per nutrire il proprio ego, altri per autoaffermazione o addirittura rivalsa verso un “qualcosa o qualcuno”.

Per insegnare bisogna aver approfondito i perché, in quanto la differenza che distingue un giovane allievo da un praticante esperto o un istruttore è proprio questa, la conoscenza più profonda di un tema comune, i suoi motivi, principi, caratteristiche ed effetti, tematica e applicazione.

Quindi per insegnare con successo, è necessario gestire qualitativamente nel contempo due aspetti fondamentali, che sono la profondità della conoscenza e la modalità dell’erogazione della stessa.
Non basta sapere qualcosa o tutto, per essere “considerati un bravo istruttore.

Questo mi è stato reso definitivamente chiaro conoscendo e sopratutto osservando il mio ex riferimento, (di cui non faccio il nome per evitare inutili promozioni, a lui non gradite) a tutti gli effetti oggi uno tra i personaggi più esperti di Wing Chun al mondo vissuto in Hong Kong anche a stretto contatto con la leggenda del Wing Chun, sifu Wong Shun Leung.

Tutto ciò fa esperienza l’abbiamo detto, ma cos’è che fa la differenza?
A mio parere e la filosofia di come si rende disponibile tale conoscenza, per questo non c’è maestro o scuola che lo possa insegnare, questa capacità, scaturisce dal proprio vissuto , dall’intelligenza, dalla sensibilità, dalle scelte passate soprattutto quelle sbagliate, e dai risultati ottenuti, una serie di esperienze tra esse diverse, oltre a ciò, i rapporti umani.
Già tutto arriva qui, i rapporti umani, essi sono importanti, il come si insegna passa attraverso questo aspetto, come frutto dell’esperienza di come noi stessi abbiamo vissuto tale passaggio, in passato. La violenza nell’animo di chi si appresta ad insegnare, ma anche di chi vuole imparare non dovrebbe esistere, esso anzi, dovrebbe rappresentare soltanto “un incidente passeggero” involontario.

Qual è il modo per memorizzare un certo concetto in maniera indelebile e veloce?
Normalmente i bei momenti, quelli piacevoli e rilassati, sono quelli che hanno più probabilità di partorire con successo tali ricordi, sotto questo aspetto, viceversa i momenti di rabbia, di aggressività di tensione o di violenza tendono ad essere cancellati e smaltiti, dal presente e dall’io o comunque accantonati dalla nostra psiche. Il bambino impara meglio se nel contempo si diverte, viceversa rigetta ciò che impara quando è nervoso o aggressivo, o viene costretto.

Nella didattica tra adulti, perché dovrebbe essere diverso?, ecco perché sono un assertore dell’ imparare divertendosi, questa se mai fosse una regola, lo è a maggior ragione nelle arti marziali.

Il divertimento non preclude il sapere anzi lo facilita, la visione che vuole essere i praticanti di arti marziali, “esperti di rissa” o assatanati con gli occhi assetati di sangue del “proprio partner di allenamento” è uno stereotipo occidentale di basso livello.

Quando si è aggressivi, tesi, se non aggressivi o addirittura violenti , senza saperlo ci stiamo autoprocurando un deficit comunicazionale, durante lo scambio informativo. Si stanno inconsapevolmente escludendo dal proprio cervello dei recettori fondamentali, in particolare quelli che fanno parte dell’attenzione e della concentrazione, attivandone invece altri che nulla hanno a che fare con l’apprendimento.

Dovremmo prendere ad esempio i bambini, Imparare da loro, ad affrontare ciò che si fa con l’animo innocente, con la loro schietta onestà, questa è realmente un’esperienza illuminante.
La capacità di “assorbimento” aumenterebbe a dismisura rispetto ai personali standard.

La limitazione delle nostre immagini stereotipate, e precostituite, i pregiudizi, insieme ai nostri dogmi, i concetti preconfezionati e acquisiti dal sistema sociale, ci limitano, e ci ingabbiano obbligandoci a percorrere strade strette già tracciate da altri e quindi non nostre.

La conoscenza di noi stessi passa anche attraverso un modo di sapersi mettere in discussione sulle cose che facciamo e su come le vediamo, non tutti hanno il necessario coraggio, non tutti affrontano il passaggio del ponte qualcuno guarda cosa c’è al di là… ma poi torna indietro e rimane dov’è.

La conoscenza del sé richiede coraggio e apertura mentale, un vero e proprio mondo tutto da scoprire,…..serenamente.

Max Petrei
Istruttore di Wing Chun Kung Fu - WSL Sistem / Pescara
Maxrealwingchun@live.it

 

 

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Ultima revisione di questa pagina: 15.02.2010 02:38

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