Kung fu shaolin tradizionale scuola Chang dsu yao

QUIN NA
"Le tecniche di leva"

“Qin” in cinese significa “afferrare o catturare”, nello stesso modo in cui un’aquila afferra un coniglio o un poliziotto cattura un assassino.
“Na” significa “trattenere e controllare”.

Quindi “Qin Na” si puo’ tradurre come “afferrare e controllare”. Oltre le tecniche di presa che ne suggeriscono il nome, l’arte del Qin Na include anche le tecniche che utilizzano pressioni e anche percussioni. Parlando in generale, le tecniche di presa sono le piu’ fondamentali nel Qin Na, mentre le tecniche di pressione e percussione sono le piu’ avanzate. Le tecniche di presa del Qin Na controllano e bloccano le giunture o i muscoli e i tendini dell’avversario cosi’ che non possa muoversi, neutralizzando la sua capacita’ nel combattimento. Le tecniche di pressione sono usate per intorpidire (paralizzare) gli arti dell’avversario, per procurargli la perdita della coscienza o eventualmente per ucciderlo.

Le tecniche di pressione sono di solito applicate sulle cavita’ del Qi per influenzare la circolazione del Qi negli organi e nel cervello. Le tecniche di pressione sono anche usate frequentemente sulle terminazioni nervose per provocare estremo dolore ed incoscienza. Le tecniche di percussione sono applicate ai punti vitali e possono essere mortali. Le cavita’ nei canali del Qi o alcune aree vitali possono essere attaccate o colpite per provocare la rottura delle arterie. Tutte queste tecniche servono per “afferrare e controllare” l’avversario.

Le tecniche di Qin Na possono essere generalmente suddivise in categorie come:

1. “Fen Jin” (dividere i muscoli e i tendini)
2. “Cuo Gu” (dislocare le ossa)
3. “Bi Qi” (bloccare il respiro)
4. “Duan Mai” (bloccare o chiudere le vene e le arterie) o “Dim Mak” (premere le vene e le arterie)
5. “Dian Xue” (pressione delle cavita’) o “Dim Mak” (premere i meridiani).

All’interno di queste categorie, Fen Jin include anche “Zhuan Jin” (afferrare i muscoli e i tendini) e “Dian Xue” include anche “Na Xue” (afferrare e premere le cavità).

Generalmente, dividere i muscoli e i tendini, dislocare le ossa e qualche tecnica di blocco del respiro sono relativamente facili da imparare e la teoria che c’e’ dietro è facile da capire. Esse di solito richiedono solo forza muscolare e pratica per realizzare un controllo efficace. Quando quelle stesse tecniche sono usate per rompere le ossa o ferire le giunture o i legamenti o i tendini, di solito avete bisogno di usare il Jin.
(Per una discussione sul Jin, consultare il libro dell’autore “Advanced Yang style Taj Chi Chuan vol. 1 – Tai Chi theory and Tai Chi Jing).

Bloccare le vene e le arterie e premere le cavita’ richiede una conoscenza dettagliata della dislocazione delle cavita’, della profondita’ e della scelta del momento opportuno per colpire, sviluppo di Yi (mente), Qi (energia interna) e Jin ( potenza marziale), tecniche e forme di mano speciali. Cio’ di solito richiede forme di istruzione orale da parte di un maestro qualificato, non solo a causa della profondita’ della conoscenza dell’argomento, ma anche perché la maggior parte delle tecniche possono facilmente causare la morte. Per questo un maestro di norma passa queste conoscenze allo studente che possiede una buona moralita’ ed è fidato.

Nessuno puo’ dirci quando il Qin Na fu usato per la prima volta, è probabile che sia cominciato la prima volta che un uomo afferro’ un altro con l’intenzione di controllarlo. Afferrare gli arti dell’avversario è una delle maniere piu’ semplici e istintive per immobilizzarlo e controllarne le azioni. A causa della loro praticita’, le tecniche di Qin Na sono state praticate a lungo con le altree tecniche di combattimento fin dalle origini delle arti marziali molte migliaia di anni fa. Benche’ nessun sistema marziale in cui venisse praticato solo il Qin Na si sia presentato, quasi tutti gli stili marziali hanno mescolato il Qin Na con le proprie tecniche. Anche in Giappone, Corea ed altri paesi orientali che sono stati significativamente influenzati dalla cultura cinese, le arti marziali indigene hanno mescolato le tecniche di in Na in maggiore o minore misura. In genere, poiche’ gli stili del sud della Cina sono specializzati nelle tecniche di mano e nel combattimento a corta distanza, essi tendono ad avere un migliore sviluppo delle tecniche di Qin Na e a contare su di esse di piu’ delle tecniche del nord.

Poiche’ gli stili del sud pongono grande enfasi sul condizionamento delle mani che non gli stili del nord, essi tendono a usare in misura maggiore le prese sui muscoli e le pressioni sulle cavita’. In piu’ , a causa dell’enfasi nel combattimento a corta distanza, gli stili del sud mettono piu’ in evidenza le tecniche per “incollarsi” o “aderire” e sono di solito applicate attraverso movimenti circolari che permettono il controllo dell’avversario senza che questi avverta la sensazione di cio’ che gli sta’ succedendo. Anche il lavoro sugli spostamenti è considerato una parte fondamentale della preparazione per un praticante degli stili del sud. E’ da ricordare che queste affermazioni sono solo di carattere generale, e che ci sono stili del nord che enfatizzano gli stessi aspetti. Negli stili interni cinesi come il Tai Ji o il Liu He Ba Fa, la neutralizzazione è fatta di solito con movimenti circolari e cosi’ le tecniche di Qin Na tendono ad essere fluide e rotonde. Spesso l’avversario sara’ controllato prima di rendersi conto che una tecnica gli è stata applicata. In coordinazione con i movimenti circolari, il Qin Na circolare puo’ essere usato per distruggere le radici dell’avversario e per proiettarlo lontano. La lotta coreana, il Ju Jitsu e l’Aikido giapponese sono basati sugli stessi principi del Qin Na. Poiché questi paesi sono stai influenzati in maniera significativa dalla cultura cinese, appare probabile che il Qin Na cinese abbia altrettanto influenzato le loro arti marziali indigene. Poiché le tecniche fondamentali di Qin Na possono essere usate per afferrare e controllare un criminale senza ferirlo o ucciderlo, esse hanno rappresentato una parte importante della preparazione degli agenti di polizia, ufficiali del governo, e dei poliziotti di oggi. La pratica delle arti marziali nel tempio di Shaolin comincio’ intorno al 527 d.C. Poiché molte tecniche di Qin Na non mortali erano efficaci, i praticanti di arti marziali del tempio cominciarono una ricerca, uno sviluppo ed una pratica orientata in questo campo. Durante l’ultima dinastia Qing nel XIX secolo le tecniche di Shaolin erano patrimonio della popolazione e largamente praticate, e le tecniche di Qin Na vennero tramandate insieme con gli stili sviluppatisi nel tempio di Shaolin. Molte tecniche di Qin Na si svilupparono anche nell’uso di armi appositamente atte a catturare l’arma dell’avversario. Se l’avversario veniva disarmato si trovava automaticamente in una situazione svantaggiata. Per esempio l’uncino della spada ad uncino o l’impugnatura di un “Chai” (Sai) erano progettati apposta per questo.


PRINCIPI GENERALI

Sebbene le tecniche di Qin Na possano apparire differenti tra uno stile di Kung Fu ed un altro, le teorie ed i principi delle applicazioni rimangono gli stessi. Queste teorie e principi formano le radici di tutte le tecniche di Qin Na. Se aderirete a queste radici il vostro Qin Na continuera’ a crescere e a migliorare, ma se ignorerete queste radici il vostro Qin Na rimarra’ sempre sottosviluppato. Prima di trattare ogni categoria di Qin Na dovete comprendere come non esista una tecnica che sia perfetta per tutte le situazioni. Cio’ che fate dipende da cio’ che l’avversario fa, e poiché il vostro avversario non rimarra’ fermo e non lascera’ che voi lo controlliate, dovrete essere capaci di adattare il vostro Qin Na alle circostanze. Come tutte le altre tecniche delle arti marziali, il vostro Qin Na deve rispondere e seguire la situazione e quindi è necessario che sia abile, vivo, veloce e potente. Dovete inoltre capire che il Qin Na deve essere applicato di sorpresa. Nel Qin Na di presa bisogna acchiappare l’avversario, e se egli è consapevole delle vostre intenzioni sara’ molto difficile applicare la tecnica. In tali casi sarete obbligati a usare colpi sulle cavita’ invece delle tecniche di presa. Di solito è piu’ sicuro colpire l’avversario piuttosto che controllarlo. Il sottomettere un avversario per mezzo delle tecniche di controllo del Qin Na è un modo di mostrare pieta’ verso qualcuno che non volete ferire. Per applicare con successo le prese spesso avrete bisogno per prima cosa di fare una finta o colpire l’avversario per poi realizzare la vostra tecnica di controllo. Per esempio potete usare un pugno per richiamare una parata dell’avversario e quando lui blocca, voi velocemente afferrate la sua mano e usate il Qin Na per controllarlo. In alternativa potete calciare la sua tibia per portare la sua attenzione sulla gamba e immediatamente afferrare la sua mano e controllarlo.
Molto spesso le tecniche di Qin Na fanno contemporaneamente uso di principi tratti da diverse categorie. Per esempio molte tecniche usano simultaneamente i principi di divisione dei muscoli o dei tendini e di dislocazione delle ossa.

Vediamo nel dettaglio le 5 categorie di Qin Na:

“Fen Jin” o “Zhua Jin” (dividere i muscoli e i tendini o afferrare i muscoli e i tendini)
Fen in cinese significa dividere, Zhua significa afferrare e Jin significa tendine, guaina, muscolo. Fen Jin o Zhua Jin Qin Na rimanda alle tecniche che strappano i muscoli e i tendini dell’avversario o anche distaccano i tendini dalle ossa.

“Cuo Gu” (dislocare le ossa)
Cuo significa sbagliato, disordinato, o posizionare erroneamente e Gu significa osso. Cuo Gu sono quindi le tecniche di Qin Na che pongono le ossa in posizioni sbagliate. Tali tecniche sono di solito applicate alle giunture.

“Bi Qi” (chiudere/bloccare il respiro)
Bi in cinese significa chiudere, bloccare o fermare, e Qi (piu’ specificatamente Kong Chi) significa aria. Bi Qi è la tecnica che impedisce all’avversario di respirare, causando percio’ il suo svenimento. Vi sono tre categorie di Bi Qi, diversificate ne modo di affrontare la chiusura. La prima categoria è la chiusura diretta della trachea, la seconda categoria è il colpire i muscoli che circondano i polmoni, l’ultima categoria è la pressione delle cavita’ o il colpire le terminazione dei nervi.

“Dim Mak o Duan Mai” (pressione delle vene/arterie o blocco delle vene/arterie)
Il Dim Mak è anche conosciuto come Dian Mai che è solo la stessa parola in un dialetto differente. Dian significa puntare o premere con un dito. Mai significa canali del chi o meridiani (Qi Mai), o vasi sanguigni (Xue Mai). Percio’ Dian Mai significa colpire o premere o i meridiani del Qi o le vene/arterie; Duan significa rompere, bloccare, fermare.

Dim Mak o Dian Xue” (pressione dei meridiani o delle cavita’)
Dian significa premere con un dito e Xue si riferisce alle cavita’ dell’agopuntura. Il corpo umano ha piu’ di 800 cavita’, perlopiu’ lungo gli otto vasi e i dodici canali. La pressione sulle cavita’ è un metodo per disturbare o influenzare la circolazione del Qi dell’avversario.

(Tratto dal libro “Analisi approfondita del Qin Na dello Shaolin” del Dr. Yang Jwing-Ming )

 

Ultima revisione di questa pagina: 28.05.2008 09:31

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