Kung fu shaolin tradizionale scuola Chang dsu yao

attraverso la cina

Brevi appunti di un viaggio indimenticabile

Beijing - pechino

Il viaggio comincia dal'Aeroporto di Firenze dove una vera e propria bufera costringe il volo prima del nostro a dirottare verso Bologna l'atterraggio. Il nostro invece parte regolarmente ma con non poche turbolenze in volo... Il primo impatto con Pechino è stato devastante. Era appena piovuto (stagione delle piogge) e l'aria era veramente irrespirabile dall'umidità sommata al caldo bestiale. Una nebbia bianca mista tra smog e umidità impediva la visibilità a 50 metri. Per fortuna, all'aeroporto, ad aspettarci e confortarci c'era il mitico Xuxuan (Edoardo), il nostro amico attore dell'Opera di Pechino che con la sua simpatia e gentilezza, ha subito smorzato quel primo impatto. La sera dopo aver cenato in un ristorante Koreano, siamo andati in un fantastico quartiere chiamato Houhai (dietro il mare). Una passeggiata sul lungo fiume ricco di locali in un atmosfera tradizionale e deliziosa. In alcune vie interne abbiamo visto i famosi Hutong, i vicoli con case antiche cinesi. Sono abitazioni basse, grige, quasi tutte con un piccolo giardino. Sulla porta alcuni simboli in legno ne definiscono l'importanza in base alla celebrità del primo proprietario. Alla fine del quartiere ho potuto vedere l'ingresso e gli alloggi della Scuola di Kung fu "Beijing Shichahai School" una delle più famose, che vanta nel passato allievi come Jet li.

Il giorno successivo, la mattina. siamo andati a visitare il Tempio Celeste detto anche Tempio del Paradiso "Tiantan". Il nome in effetti gli rende giustizia perché sia il Tempio che il parco attorno popolato da maestri e praticanti di Taijiquan, Qigong e Kung fu in genere sono fantastici. Nel pomeriggio abbiamo visitato il Tempio Buddista del Lama "Yonghe Lamasery" all'interno del quale si percepisce un'atmosfera molto suggestiva tipicamente Chan (Zen). Non lontano dal Tempio del Lama, abbiamo visitato un piccolo quartiere molto carino, ricco di attività aperte da immigrati tra i quali, un amico Italiano di Edoardo (Federico) che ha un caratteristico negozio di biciclette artigianali e fa il giocoliere. Più avanti abbiamo preso un caffè freddo in un ristorante Greco gestito da cinesi. Sempre nei dintorni, abbiamo visitato uno splendido parco ricco di raffigurazioni che riguardavano la medicina tradizionale cinese, con particolare riferimento all'agopuntura. Un bellissimo cartello di bronzo riportava spiegazioni e figure incise che spiegavano alcuni movimenti del Baduanjin. La sera siamo stati a cena in un bellissimo ristorante tipico Manciù dove abbiamo mangiato veramente bene. La giornata si è conclusa con un massaggio incredibile fatto da dei non vedenti che come ci spiegava Edoardo, sono i migliori massaggiatori in Cina. Esperienza indimenticabile!

Edoardo dice che le cose da fare a Pechino sono tre: Vedere la Muraglia, vedere l'Opera di Pechino e mangiare l'anatra alla Pechinese, o Anatra laccata. Alla Muraglia Cinese (Wanli changcheng) ci siamo andati con una specie di minitour perché la nostra guida ufficiale quel giorno non poteva stare con noi. Il tour, dopo averci portato in qualche fabbrica-negozio (Giada, Vasi cinesi, Tè e seta) molto interessanti ma con scopi puramente commerciali, ci ha portato a Badalin (circa un ora di viaggio), dove si trova la parte di muraglia cinese che fungeva come ultima difesa di Pechino contro gli invasori. La Muraglia Cinese è impressionante, e pensare che supera gli 8.000 Km la rende ancor più impressionante. Unico piccolo inevitabile inconveniente: la folla. Troppe persone per godersi lo spettacolo con l'atmosfera che meriterebbe! Dopo la Muraglia, il Tour si è concluso con la visita alle Tombe dei Ming, suggestive ma quasi interamente ricostruite a parte l'ultimo tratto.

In realtà, una delle cose più splendide di Pechino è Gugong, la Città Proibita. Una vera e propria città nella città. Imponente, immensa, maestosa e veramente spettacolare. Pechino è fatta ad anelli, secondo un progetto geomantico basato sul Fengshui. Il primo anello, ovvero la parte centrale della città è rappresentata proprio da Gugong, contornata da un largo canale e da mura molto alte. Per pranzo siamo andati a mangiare la famosa anatra alla Pechinese, in effetti perderla sarebbe stato un peccato. E' buonissima! Non a caso Edoardo ci ha portati nel ristorante accanto alla scuola di Kung fu, conoscendomi, quindi dopo pranzo abbiamo potuto vedere un po' di allenamenti in questa scuola splendida con una sala per disciplina e con tappeti immensi. Dopo pranzo siamo andati nel parco di fronte a Gugong, Jingshang Park dove attraverso una scalinata bella lunga, si arriva ad una terrazza piuttosto in alto dove è possibile rendersi conto di come sia veramente immensa la Città Proibita. Questa terrazza ha fatto da panorama a molti film, non per ultimo Karate Kid con Jakie Chan. La sera siamo andati all'opera di Pechino dove si esibivano i colleghi di Edoardo. Siamo potuti andare anche dietro le quinte a vedere tutta la preparazione e il trucco. L'opera che abbiamo visto era di tipo marziale e prevedeva numerose acrobazie da parte degli attori, davvero bravi.

Il giorno seguente, siamo andati in metropolitana in direzione Piazza Tian An Men. Siamo partiti col sole, usciti dalla metro abbiamo trovato una bufera con pioggia e vento, tipici della stagione delle piogge. Non siamo potuti uscire dalla metro ed Edoardo ci ha raggiunti li dove abbiamo passato un paio di ore in una stazione delle più grandi con centri commerciali, ristoranti e negozi. Al termine della bufera abbiamo potuto visitare Piazza Tien An Men in tutta la sua grandezza e suggestività.

tianjin

Da Pechino, non potevo non andare a Tianjin, città natale di uno tra i più famosi maestri di kung fu. Huoyuanjia, le cui gesta sono state raccontate in numerosi film tra i più recenti "Fearless". Tianjin è collegata a Pechino attraverso dei treni velocissimi che toccano i 360 Km orari e che in un ora circa ti permettono di raggiungerla. Il villaggio di Huoyuanjia invece, non è così facilmente raggiungibile. Abbiamo preso un autobus che dopo un ora ci ha scaricati in un posto dove al volo siamo saliti su dei tricicli a motore che ci hanno portati fino ad un certo punto. Da li invece abbiamo preso un taxi che ci ha scaricati di fronte alla Scuola di Kung fu Huoyuanjia Wenwu School. Il tassista ci dice che normalmente non fanno entrare e ci suggerisce di dire che eravamo interessati a portare i nostri figli a studiare kung fu li. La persona che ci apre ci dice chiaramente che non accettano studenti occidentali, quindi Edoardo gioca la carta della sincerità e spiega che io ero un fanatico del kung fu e che avevo fatto tanta strada per arrivare li quindi ci fanno entrare. La scuola è enorme e oltre alle imponenti sale, comprende gli alloggi degli studenti. E' tipo come un college americano. Quando siamo arrivati, stavano facendo dei grossi lavori di ristrutturazione e il museo di Huoyuanjia adiacente purtroppo era chiuso. I ragazzi erano appena usciti dalla lezione e io mi sono tolto la soddisfazione di salire su quel tappeto, in quella sala cosi ricca di storia ed energia. Al centro della Scuola, una statua di Huoyuanjia. Ci siamo fatti una foto con alcuni studenti incuriositi dalla nostra inattesa presenza mentre Edoardo gli spiegava che io ero un praticante italiano di Kung fu. A quel punto mi hanno regalato la loro maglietta ufficiale della Scuola. Siamo usciti e a piedi abbiamo raggiunto la casa di Huoyuanjia. Chiusa da un muro esterno e non accessibile. Quello che più mi ha colpito l'assoluta non commercializzazione del prestigio e del nome di questo Maestro per scopi turistici. La povertà di quel villaggio è troppa forse anche semplicemente per pensare una cosa simile e Huoyuanjia, riposa li in pace lontano da tutto e da tutti in una positiva indifferenza.

Nel pomeriggio Edoardo ci ha portati da dei suoi amici dell'Opera di Pechino di Tianjin che non rivedeva da anni e con loro abbiamo pranzato. Impossibile offrire un pranzo ad un cinese nella propria città. Tutto offerto! Nel pomeriggio siamo andati nella Via della Cultura Antica di Tianjin dove negozi di armi cinesi e oggetti d'Arte si alternano in uno scenario molto tradizionale a negozi di dolciumi, cibo e libri. La Via finisce in una Piazza Storica della Città. Ovviamente, in questa sede, non potevo non comprarmi una Spada!

zhengzhou - dengfeng - tempio shaolin

Il 4 in cinese non porta bene e il giorno 4, quando si doveva partire da Pechino con destinazione Zhengzhou nella regione Henan, una bufera all'aeroporto di destinazione ci impediva di decollare e ci costrigeva a star chiusi per qualche ora dentro l'aereo fermo sulla pista. A Zhengzhou ci siamo arrivati la notte e, se a pechino pochissimi parlano l'inglese, li nessuno. Per fortuna con la coda dell'occhio noto che un cinese aveva il voucher del nostro stesso albergo e per fortuna questo cinese parlava inglese! Con lui raggiungere di notte in taxi l'albergo a circa un ora dall'aeroporto è stato uno scherzo ed è stata dura anche contribuire alla spesa del taxi visto che voleva offrire tutto lui. Alle 3:30 si arriva in albergo e il giorno dopo sveglia alle 7:00 destinazione Shaolin.

Il Monastero Shaolin non è proprio dietro l'angolo, no! Si trova alle pendici di una catena montuosa chiamata Songshan a circa una mezzora, 40 minuti da una piccola città chiamata Dengfeng. Dengfeng si trova a circa un paio di ore di autobus da Zhengzhou. Sull'autobus tra Dengfeng e il Tempio Shaolin, conosciamo due ragazzi cinesi sui vent'anni, uno di Zhengzhou e uno dello Yunan (Heyang e Sudan) che parlavano inglese. Con loro abbiamo trascorso tutta la giornata al tempio e nel pomeriggio ci hanno voluto offrire i migliori Noodles di Dengfeng. I cinesi della Cina, con gli stranieri, sono di una gentilezza e disponibilità impagabile, soprattutto i più giovani.
Il Tempio Shaolin è davvero suggestivo, sarà che è il sogno di tutti coloro che praticano kung fu, ma anche oggettivamente resta un ambiente spettacolare. Dopo l'ingresso si raggiunge lungo una strada costeggiata da un fiume, il "main gate", ovvero la famosa porta di accesso che vediamo in tutte le foto del tempio. L'interno è in puro stile Chan (Zen) e poco dopo l'ingresso si raggiunge la famosa stanza delle 48 buche, dove il terreno è segnato da degli avvallamenti fatti nel tempo dai monaci esercitando le tecniche di kung fu e le pareti sono affrescate con degli affreschi che narrano le gesta dei monaci guerrieri. Uno di questi sembra che ti segua con gli occhi ed effettivamente... lo fa!

I monaci attualmente non si allenano più nel Tempio, divenuto un cimelio artistico e turistico ma si allenano nelle scuole e negli ambienti limitrofi. Tutta la zona è piena di riferimenti al Kung fu, al Qigong. Numerose sono le statue di monaci in posizioni classiche degli stili del Nord. Più avanti, sempre per la stessa strada si trova il sentiero per raggiungere la famosa grotta di Damo, dove la leggenda dice che egli rimase in meditazione per molti anni fino a lasciare la sua immagine impressa nella roccia (c'è davvero!) e dopo questa lunga meditazione scese al Tempio ed imparti nuovissime tecniche di meditazione ai Monaci che divennero molto più forti di quanto lo fossero già. La Cina è tutta così: un misto di storia e leggenda che si intrecciano sempre in un connubio affascinante che trova spunto nelle più radicate teorie Buddiste e Taoiste.

La Grotta di Damo si raggiunge in un ora di trekking svelto a partire dal Tempio. Sempre sulla stessa strada, ma dopo soltanto circa trecento metri, si trova la Foresta delle Pagode (Dalin). Le pagode sono le tombe degli antichi maestri monaci del Tempio. E' uno degli ambienti più suggestivi, immerso nel verde. Nel pomeriggio siamo andati a vedere la dimostrazione di Kung fu dei monaci, all'interno di una sala del tempio. In questa sede sono stato convinto dagli amici Cinesi e da mia moglie a salire sul palco quando i monaci cercavano volontari per una specie di competizione. Indossavo anche la maglia della nostra scuola di Prato e di conseguenza non mi sono potuto sottrarre, anzi ho vinto la gara che consisteva nell'imitare al meglio le acrobazie del Monaco. Una folla di cinesi mi ha acclamato, nemmeno fossi chissà chi e fino all'uscita dal Tempio, tutti mi salutavano e volevano foto con me. Gli occidentali ma in particolare gli italiani sono davvero amati dai Cinesi ed è normale sentirsi chiedere di fare le foto con loro anche senza motivo. La maglietta della nostra Scuola l'avrebbero pagata oro!!! Peccato ne avevo solo una, le avrei regalate volentieri. Finita la giornata, i due ragazzi non sono stati contenti di averci fatto da guida tutto il giorno e offerto il pranzo ma ci hanno voluto riportare fino a davanti la porta dell'albergo. Mi hanno chiesto la maglietta e avendo solo la mia gliel'ho data pure sporca! Giuro che gliene rimanderò qualcuna appena le rifaremo.

shanghai

Da Zhengzhou si riparte per Shanghai dal gate 4... A questo punto è vero che il 4 non porta bene perché il nostro aereo viene fatto atterrare a Nanchino perché su Shanghai era in corso una bufera. Dopo TRE ore chiusi in aereo senza nessuna comunicazione in lingue diverse dal cinese, unico aiuto un signore di Taiwan che parlava un inglese abbastanza comprensibile, si riparte e si arriva a Shanghai. Mentre a Pechino, nemmeno nel ristorante di fronte all'albergo sapevano cosa significasse "Menu", a Shanghai, per fortuna le comunicazioni migliorano un po'.

Shanghai è un misto tra Parigi, Newyork e Pechino. Mantiene ancora quel pizzico di tradizione in un contesto di metropoli gigantesca. Nella zona del cosiddetto "Bund", ovvero la parte che si affaccia sul mare e che permette la visione della Skyline, la concentrazione di persone è impressionante... tutto il mondo era li in quel momento! La torre della Tv "Perla d'Oriente" in tutto il suo splendore, sembra quasi messa in ombra dallo Shanghai World Financial Center che con i suoi 492 metri è il terzo grattacielo più alto del mondo. Forse rispetto a Pechino Shanghai è ancora più bassa come prezzi, e la sera con due euro a testa abbiamo fatto una bella cena.

La parte vecchia della Città è interessante, in particolare nella zona della concessione Francese, ricca di negozietti per lo shopping molto particolari. I giardini Youyang sono molto belli ma forse Pechino sui parchi è ancora più avanti. Purtroppo la mia fotocamera reflex mi abbandona, proprio nella città natale del suo marchio (Canon). Al che, dopo che un cinese ambulante aveva già perso un ora nel vano tentativo di farmela ripartire, mi manda al centro assistenza. Un centro commerciale a 5 piani solo strumenti per la fotografia e il video. Li apprendo che la mia scheda madre si era schiantata. Il Cinese in modo molto onomatopeico faceva "Puff" con la bocca. Con 45 euro me la sostituisce e la macchina torna nuova.

nanjing - nachino e suzhou (jiangsu)

Nanchino si raggiunge in un ora di supertreno da Shanghai e sembra una Shanghai in miniatura. A nanchino ci sono moltissimi mercatini dove si trova di tutto! Da non perdere il Tempio di Confucio (Fuzimiao) e la Terrazza della Pioggia di Fiori (Yuhuatai), bellissima!

Suzhou si raggiunge in mezzora di supertreno da Shanghai e sembra una Venezia d'Oriente. Canali con acqua verde e barche in legno, attraversati da ponti in marmo bianco sembrano davvero imitare la città Italiana con la quale tra l'altro sono gemellati, appunto Venezia. Li un giro in barca va fatto assolutamente. La cosa ancora più bella di Suzhou però sono i giardini classici in puro stile Cinese con laghetti, alberi e bonsai, talmente belli da divenire patrimonio dell'Unesco.

xi'an - (shangxi)

Xi'An non da certo una buona impressione come città. E' una delle città più caotiche, ingolfate, inquinate che abbia mai visto. Lavori in corso ovunque e completa disorganizzazione. Una specie di autogestione del traffico fa si che ognuno faccia come gli pare senza regole, provocando ingorghi difficilmente districabili. A Xi'An, le cose che mi hanno colpito di più, positivamente sono poche ma valgono il viaggio e la sopportazione degli aspetti negativi sopra menzionati. La torre della campana al centro di una specie di piazza gigante, il Tempio degli Otto immortali, un tempio Taoista unico nel suo splendore, interamente dedicato agli Otto Immortali (Baxian) e non per ultimo... Bingmayong, l'esercito degli uomini e cavalli di Terracotta. E' evidente che in questo sito, ci si trova davanti ad una delle scoperte più sensazionali della storia del pianeta terra. Purtroppo, nonostante avessi riaggiustato la macchina fotografica, la lascio in albergo e con estremo rammarico scatto le foto col cellulare... Ovviamente anche questo è un patrimonio dell'Unesco.

hong kong

Il volo da Xi'An ad Hongkong, come per continuare la scia di sfortuna aerea, ritarda di due ore e le turbolenze che ci hanno seguito in tutti i voli, ci fanno nuovamente sussultare verso l'atterraggio.
Hong Kong è la città con più alta concentrazione umana del mondo ed è veramente imponente tanto da far sembrare una New York quasi piccola... Noi eravamo in hotel a Kowloon, il distretto a nord dell'isola di Hong Hong. Kowloon è la città più sviluppata in verticale del mondo e il nostro albergo di 20 piani, sembrava una casetta di legno da giardino a confronto dei grattacieli intorno. Il punto più famoso di Kowloon è Tsim Sha Tzui, la punta che da sul mare e sulla skyline dell'isola di Hong Kong. Qui parte la famosa Avenue of the stars, una versione cinese della omonima di Hollywood. Qui a terra ci sono le pietre dedicate ai vari personaggi del cinema orientale, alcuni con le impronte delle mani. Tra le tante, Jakie Chan (Chin Long), tutti i fratelli Show della Show Brothers, Jet li e Bruce lee (Lee Xiao Long). A quest'ultimo, Hong Kong ha dedicato anche una splendida statua in bronzo che impone sul mare. Poco più a sud si trova la Nathan Road, una delle strade più famose per lo shopping e li nei pressi si trova il Kowloon Park, un parco splendido dove molti cinesi si ritrovano per praticare kung fu e taijiquan con maestri vari. Lo stile che va per la maggiore di Taiji è lo stile Wu ma è molto conosciuto e praticato anche lo Yang. Un violento temporale mi ha "costretto" a rimanere a guardare questi allenamenti per un paio di ore e scambiare qualche chiacchera con alcuni maestri.

L'isola di Hong Kong si raggiunge velocemente passando sotto il mare con la metropolitana. Ad Hong Kong saliamo sulla scala mobile più alta del mondo che in una quarantina di minuti porta in vetta ad una collinetta, passando attraverso un quartiere veramente carino e ricco di posti per mangiare che ricorda un po' i saliscendi di San Francisco in piccolo. Da Hong Kong, affacciandosi sul Mare dal porto si vede la Skyline di Kowloon. La visita imperdibile però è il Peack: dopo un paio di ore di fila, riusciamo a prendere la funicolare che porta in vetta a questo colle che impone su Hong Kong. L'attesa è snervante ma lo spettacolo che si vede da lassù è impagabile.

Il giorno della partenza per l'Italia, andiamo a passare un po' di tempo, nuovamente al Kowloon Park, dove, per l'appunto c'èra una bellissima dimostrazione di Kung fu e Danza del leone. Si esibivano tre Scuole differenti: una era una Scuola di uno stile che non conoscevo, il Pak Mei Li (stile delle sopracciglia bianche), onestamente non mi diceva gran che; una era una Scuola di Qixing Tanglangquan (Mantide Religiosa delle Sette Stelle) stile del quale anche noi conosciamo alcune forme e che ho apprezzato di più, e una non ho ben capito ma credo fosse una scuola dello stile del Drago. Interessanti i combattimenti con il panchetto e soprattutto la Danza del Leone. L'organizzatore, che parlava bene inglese, mi fa conoscere tutti e tre i Maestri. Il mio cinese di livello base sono contento che sia servito in diverse circostanze ma il problema delle tonalità è impressionante. La stessa cosa, detta con un tono appena fuori posto, per loro è completamente incomprensibile!

Un viaggio sicuramente non rilassante, intenso che lascia dentro un ricordo fantastico che va affrontato col giusto spirito e con un briciolo di intraprendenza.

I Cinesi in Cina? sono splendidi! Vorrei un giorno poter dire la stessa cosa di altri... ma lo vedo lontano.

GALLERIA FOTOGRAFICA DEL VIAGGIO

GGalleria Fotografica Viaggio in Cina

 

COLLEGAMENTI:

IL MAESTRO CHANG DSU YAO

IL KUNG FU

IL TAI JI QUAN

GLI STILI DI KUNG FU

I NOSTRI CORSI

 

Valid XHTML 1.0 Transitional CSS Valido!


Condividi su Facebook

QUICK MENU

Ultima revisione di questa pagina: 19.08.2010 07:32