LO
STILE
ZUI QUAN (TSUI CH'UAN)
醉 拳
"STILE DELL'UBRIACO"

Conosciuto
oggi con il nome più generico di Zui Jiu Quan o Tzui Ju Kuan (boxe dell'ubriaco),
nel panorama degli stili di Kung Fu e delle arti marziali in genere è sicuramente uno dei più particolari, acrobatici e curiosi in quanto si
ispira agli atteggiamenti ed ai movimenti di una persona annebbiata da fiumi di alcool.
Appartiene
alla scuola Wai Jia (stili esterni), anche se molti esperti lo definiscono
uno stile "interno" per evidenziarne l'aspetto fluido e sciolto
dei movimenti; imprevedibile nelle sue tecniche sfrutta la falsa idea di instabilità che il praticante da all'avversario per sorprenderlo con tecniche inaspettate.
Completamente immerso nell'antica saggezza del pensiero cinese, riflette
al meglio, nelle sue movenze, il concetto di "pieno e vuoto",
proprio del dualismo Yin/Yang della filosofia Taoista, dei riferimenti
agli elementi naturali e agli animali (Wu Xing).
La nascita e l'evoluzione di
questo stile è di difficile analisi in quanto, inizialmente lo
si tramandava oralmente, solo nell'ambito familiare e in rare eccezioni
a pochi, selezionati allievi esterni.
La storia dello Zui Quan (Tsui Ch'uan)
si può dividere in tre punti fondamentali, non legati tra di
loro che vedono la nascita e l'evoluzione dal nord al sud della Cina.
Stile dell'ubriaco degli 'otto immortali'
Zui ba xian quan (tsui pa hsien quan)
醉 八 仙 拳
Di questo stile, come per altri stili tradizionali di Wushu, esistono numerose varianti e numerosi sotto stili. Il ramo di questo stile praticato e divulgato dalla scuola del M° Chang Dsu Yao è quello denominato appunto Zui Ba Xian Quan (Tsui Pa Hsien Ch'uan) che spesso troviamo impropriamente tradotto in italiano come 'Boxe degli otto immortali ubriachi' quando invece la traduzione secondo noi più corretta è 'Boxe dell'ubriaco degli Otto Immortali', sfumatura ben diversa in quanto non ci risulta che gli Otto Immortali fossero famosi per la loro passione per l'alcool!
Questo particolare stile trae la sua origine da otto figure importantissime e leggendarie della mitologia popolare taoista cinese dette 'Ba Xian' (otto immortali appunto), ognuno caratterizzato da diverse movenze
durante il combattimento che rispecchiano, secondo la leggenda, le diverse personalità del genere umano; si veda l'apposita sezione che abbiamo dedicato dal titolo:
"ba xian - La leggenda degli otto immortali"
Nella Scuola Chang, oltre alle tecniche fondamentali, tramandata anche una forma a mano nuda che dovrebbe essere legata alla figura del 'Giovane Immortale' ovvero Han Xiangzi oltre alle tecniche di spada e bastone dell'ubriaco.
In questo stile il praticante imita lo stato di ebbrezza,
oscillando a destra e a sinistra, come se stesse sempre per perdere
l’equilibrio, ma questo è solo un trucco per disorientare
l’avversario, così come lo sono i rapidi cambi di direzione
e le cadute improvvise. E' uno stile senza dubbio molto affascinante ma non è paragonabile per importanza a stili tradizionali più famosi tipo Mei Hua Quan o Ba Ji Quan sia come efficacia che come consistenza di programma di studio.
Per questo motivo molte scuole lo studiano come stile complementare allo stile principale praticato.

L'ORIGINE TRA STORIA
E LEGGENDA
Il
primo fatto storico coincide con la vita artistica del poeta e filosofo
Li Po, vissuto intorno al 600-700 d.C., sotto la dinastia Tang. A lui
si deve il fondamento spirituale e filosofico dello stile, più che una codificazione delle tecniche dell'ubriaco; del suo modo di combattere
infatti non si sa praticamente nulla. Notevole invece il suo contributo
letterario e poetico, di evidente estrazione Taoista, al concetto di "ubriaco", non già come persona in preda ai fumi dell'alcool,
ma come persona che è in estasi profonda perché perfettamente
integrata con la natura circostante, impegnata nella costante ricerca
della verità, della saggezza, rappresentata dalla Luna.
Così
come avviene inizialmente per un ubriaco, di sentire la propria energia
che irrompe all'esterno, dandogli una consapevolezza superiore del proprio
corpo e della realtà, permettendogli di "essere più
vero", sia nei movimenti che nel pensiero, libero dalle inibizioni
del vivere sociale.
Il secondo punto lo abbiamo durante la dinastia
Ming (1330-1644) direttamente nel monastero di Shaolin, vera fucina
di stili di Kung Fu.
Si narra che un anziano monaco esperto
nell'arte del Kung Fu, un giorno si trovò ad osservare due giovani
iniziati suoi allievi, che di nascosto stavano per battersi. Contrariato
e in procinto di intervenire per separarli, si accorse che i due erano
ubriachi e che a stento si tenevano in equilibrio. Colpito da ciò,
osservò i suoi allievi che, già esperti nella lotta, si
fronteggiavano con le tecniche del loro Kung Fu " annebbiate dal
vino", dando vita ad uno scontro imprevedibile nei movimenti, estremamente
acrobatico ed efficacissimo sia negli attacchi che nelle azioni di difesa.
Dall'osservazione e dall'analisi di questo combattimento il monaco Maestro
ne ricavò uno stile di Kung Fu, chiamato poi "L'ubriaco
del monastero di Shaolin".
Il terzo evento si riferisce ad un misterioso
Maestro di cui non si conosce il nome e che viveva nel sud della Cina
durante la dinastia Ching, intorno alla seconda metà del 1800.
Si narra che un monaco Taoista tramandò lo stile dell'ubriaco
ad un monaco Buddista e che quest'ultimo ebbe come suo unico allievo
un vagabondo che girava per il sud nella regione del Fukkien. Di questo
Maestro non si sa praticamente nulla, salvo il fatto che utilizzò il suo stile per combattere contro due giovani esperti di Kung Fu.
Questa
storia narra che i due, dopo aver partecipato ad una dimostrazione di
Kung Fu, nella quale mostravano la loro abilità nella lotta,
al momento di spartirsi il ricavato dello spettacolo cominciarono a
litigare fino a battersi e, mentre la gente lasciava la piazza per paura
di essere coinvolta nello scontro, arrivò un vecchio vagabondo
ubriaco. Egli teneva in una mano una fiaschetta di vino e nell'altra
un bastone; si sedette su di un sasso ad osservare, sorseggiando il
suo vino e ridendo dei due che si battevano. Già alterati per
la lite, si infastidirono subito della presenza di quel vagabondo e
cercarono di mandarlo via, ma inutilmente. Egli si mise a prenderli
in giro fino a farli smettere litigare. Allora uno dei due si avvicinò
al vecchio chiedendo cosa avesse da ridere, ed egli rispose:
"Lo
stile Hung Gar, che tu usi, è troppo rigido, duro e tu sei troppo
serio";
poi rivolgendosi all'altro:
"Tu fai troppa scena,
lo stile Hou Chuan è sciocco ed esagerato, tutti e due messi
insieme non valete un granché".
All'improvviso il ragazzo
che usava l'Hung Gar attaccò il vecchio con violenza, deciso
a togliersi subito dai piedi quell'ubriacone, ma questo, continuando
a ridere e bere, schivò tutti gli attacchi senza mai reagire.
Si
fece allora sotto l'altro, con il suo stile acrobatico e imprevedibile,
ma nello stesso modo, mandò a vuoto tutti gli attacchi rivelando,
nonostante l'età, un'agilità sorprendente.
A quel punto
i due attaccarono insieme, ma il risultato fu solo quello di far decidere
al vecchio che era il momento di reagire e li batté velocemente
e con estrema facilità.
Esterrefatti si prostrarono ai suoi piedi
implorando di essere accettati come allievi e di seguirlo per sempre;
l'anziano Maestro vagabondo rifiutò, dando però loro uno
scritto che conteneva i principi dello stile e le indicazioni per trovare
l'unico suo allievo e servitore che il vagabondo aveva avuto in passato.
Trovato il servo, non riuscirono a farsi accettare, in quanto esisteva
già l'erede della scuola: il Maestro Tsai, il quale porterà avanti lo stile tramandandolo a suo figlio, il Maestro Tsai Kun Hsu.
Tsai
Kun Hsu insegnerà nel centro della Cina, nella zona di Shanghai
fino a che, in seguito agli accadimenti politici di quell'epoca ed alla
conseguente messa al bando delle arti marziali, si trasferì a
Taiwan, dove fondò la sua scuola e dalla quale escono i suoi
due migliori allievi: il Maestro Chen Kei Fu ed il Maestro Ho Tang Sing.
In realtà esistono diverse scuole di Zui Ba Xian Quan, non solo
quella di Tsai Kun Hsu, come pure esistono molti maestri di questo stile;
le scuole sono in tutto otto, delle quali tre del "sud" e
cinque del "nord"; due di queste sono Nei Jia ed in via di
estinzione, le altre sono Wai Jia.
Sono rappresentate dalle otto statuette
dei sacri immortali, ognuna delle quali in una posizione caratteristica.
Attualmente il Maestro Tsai Kun Hsu ha la sua scuola a Taiwan, il Maestro
Ho Tang Sing insegna ad Hong Kong ed il Maestro Chen Kei Fu ha una scuola
a Canton ed una ad Hong Kong.
Molto
spesso si definisce lo stile dell'Ubriaco con il detto "CHO CHUAN
NI SOU PA", cioè "lo stile che non sai mai quello che
fa".

COLLEGAMENTI:
GLI STILI TRADIZIONALI DI WUSHU
LA LEGGENDA DEGLI OTTO IMMORTALI
IL TAOISMO E LE ARTI MARZIALI
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