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	<description>Accademia di Arti Marziali - Kung fu - Tai Chi e Difesa Personale - Prato</description>
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		<title>Difesa personale, autodifesa</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Dec 2024 17:08:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È veramente utile? A cosa serve? Cerchiamo di fare chiarezza. In questo articolo cercherò di fare chiarezza sul delicatissimo tema della difesa personale, sulla base delle mie pluriennali esperienze di pratica, di formazione e di insegnamento. L&#8217;autodifesa è un argomento</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kuoshu.net/difesa_personale_autodifesa/">Difesa personale, autodifesa</a> proviene da <a href="https://www.kuoshu.net">Kuoshu.net</a>.</p>
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<h4 class="wp-block-heading">È veramente utile? A cosa serve? Cerchiamo di fare chiarezza.</h4>



<figure class="wp-block-image size-full no-archivio"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2024/12/difesa_personale.webp" alt="Difesa Personale Prato" class="wp-image-9016" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2024/12/difesa_personale.webp 1024w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2024/12/difesa_personale-300x225.webp 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2024/12/difesa_personale-768x576.webp 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>In questo articolo cercherò di fare chiarezza sul delicatissimo tema della <strong>difesa personale</strong>, sulla base delle mie pluriennali esperienze di pratica, di formazione e di insegnamento. L&#8217;<strong>autodifesa</strong> è un argomento spesso affrontato troppo &#8220;alla leggera&#8221; e falsato da una comunicazione talvolta poco realistica e molto orientata al &#8220;business&#8221; piuttosto che focalizzata sulle necessità individuali dei praticanti. Chiaramente quella che esprimo è esclusivamente la mia opinione personale che si aggiungerà alle tante presenti in rete ma che spero possa chiarire i dubbi dei praticanti o aspiranti praticanti.<br></p>



<span id="more-8910"></span>



<h5 class="wp-block-heading">CONCETTO DI DIFESA PERSONALE O AUTODIFESA</h5>



<p>Il primo aspetto che tengo a chiarire subito nei miei corsi è proprio il concetto di &#8220;difesa personale&#8221;. La chiara comprensione di questo termine, per me rappresenta una &#8220;condicio sine qua non&#8221; senza la quale non si prosegue nemmeno. È infatti proprio dalla corretta definizione che emerge lo scopo sul quale poi si baseranno tutti gli strumenti tecnici ed attitudinali proposti nel programma dei miei corsi.</p>



<p>Per &#8220;<strong><em>difesa personale</em></strong>&#8221; o &#8220;<em><strong>autodifesa</strong></em>&#8221; si intendono tutta una serie di strumenti psicologici, attitudinali, comportamentali e tecnico-pratici che hanno il <strong>solo</strong> ed <strong>unico</strong> scopo di <strong>prevenire</strong> o <strong>ridurre al minimo</strong> i danni fisici e psicologici causati da una eventuale situazione lesiva o potenzialmente lesiva nella quale ci potremmo trovare coinvolti.</p>



<p>Leggendo attentamente questa definizione, diviene molto chiaro e concreto quello che dovrebbe essere lo scopo di un corso di autodifesa e soprattutto, vengono immediatamente escluse tutta una serie di cose che al contrario, si potrebbero dimostrare completamente controproducenti e che potrebbero far evolvere in peggio una situazione potenzialmente già molto pericolosa.</p>



<p>Per fare un esempio spicciolo ma molto pratico possiamo dire che cercare di &#8220;<strong>mettere KO</strong>&#8220;<strong> il proprio aggressore</strong>&#8221; <strong>non è difesa personale</strong>, al contrario cercare di evitare, e quando non possibile limitarsi a proteggersi e liberarsi al solo scopo di scappare, <strong>è esattamente difesa personale</strong>. Questo non significa che mettendo KO il proprio aggressore non si risolverebbe il problema, si risolverebbe eccome! Il fatto è che statisticamente è purtroppo decisamente improbabile che questo accada e il solo pensare di poterlo fare, aumenta esponenzialmente il rischio che stiamo già correndo.</p>



<p>La difesa personale, deve essere pensata principalmente per <strong>persone più leggere</strong>, <strong>meno forti e meno stronze degli aggressori</strong>. Questa è la realtà! </p>



<p>Le probabilità che un soggetto robusto e forte venga aggredito da un soggetto esile e deboluccio tendono allo zero, mentre altissime sono le casistiche in cui un soggetto più forte e pesante possa aggredire un soggetto più gracile e leggero. Ma che strano vero? Generalmente <strong>chi aggredisce ha pure poco da perdere</strong>, è a suo agio in situazioni di questo tipo e sceglie attentamente la preda sulla base di varie considerazioni tipo appunto sesso, robustezza, peso, aspetto fisico ed altri fattori che statisticamente possono rendere facile o difficile la sua attività lesiva. </p>



<p>Il &#8220;ladruncolo&#8221; appostato al Bancomat, raramente cercherà di strappar via i soldi ad un energumeno di 90 KG di muscoli e dalla faccia incazzata ma al contrario, lo farà molto volentieri nei confronti di un esile anziano, di una ragazza o di un ragazzino dall&#8217;aspetto innocuo.</p>



<p>Se vogliamo essere pratici e realisti, dobbiamo pensare che da un&#8217;eventuale aggressione, è oro colato se riusciamo a limitare i danni, liberarsi e fuggire da qualche parte a chiedere aiuto. Il resto purtroppo sono fantasie e false certezze che qualcuno cerca di dare facendo un gravissimo errore.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="500" height="500" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2024/11/file-W8MBX3RWzo4fb04HOboMXh4X-1-e1732898605817.webp" alt="" class="wp-image-8946" style="width:500px;height:auto"/><figcaption class="wp-element-caption">Su chi punteresti 10.000€ sulla vincita in uno scontro fisico?</figcaption></figure></div>


<h5 class="wp-block-heading">L&#8217;IMPORTANZA DELLA TECNICA</h5>



<p>La tecnica è il solo strumento che permette di compensare la differenza di forza e di peso tra aggressore e aggredito. Maggiore è questo dislivello e più la tecnica deve essere precisa e corretta. Al contrario, tornando all&#8217;esempio precedente, più un soggetto è forte e robusto (pesante) più può permettersi una tecnica grezza. La forza può compensare la mancanza di tecnica e la tecnica può compensare la mancanza di forza. Se in un soggetto coesistono entrambi questi fattori, sicuramente il suo livello di autoprotezione sarà molto alto.</p>



<p>Quando si insegna difesa personale, dobbiamo presupporre verosimilmente di trovarsi nel caso più complicato e immedesimarsi sempre in un soggetto con molti svantaggi nei confronti dell&#8217;aggressore. Sì, sarebbe molto facile insegnare a difendersi a persone grosse, forti e robuste ma dobbiamo attenerci alla statistica e prendere come riferimento le situazioni più estreme ridimensionando le aspettative e calibrandole in modo ermetico allo scopo principale della difesa personale ovvero, <strong>evitare</strong>, l<strong>imitare i danni, scappare e mettersi al sicuro</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong><em>&#8220;Datemi una leva e vi solleverò il mondo&#8221;</em></strong></p>



<p>Quando un gesto non riesci a portarlo a termine per mancanza di forza, devi necessariamente usare la tecnica. Ma che cosa sarebbe questa &#8220;tecnica&#8221; esattamente?</p>



<p>Per tecnica si intende un&#8217;azione effettuata con dei criteri ben precisi che, sfruttando al meglio le leggi della fisica e della biomeccanica, permettono la migliore efficacia possibile ottimizzando l&#8217;energia a disposizione.</p>



<p>Facciamo un esempio pratico. Se qualcuno più pesante di me mi tira per un braccio ed io rispondo irrigidendomi e tirando dalla parte opposta, automaticamente la leva si alzerà al punto da farmi perdere completamente peso sui piedi e comincerò ad andare sempre più rapidamente verso chi mi sta tirando a sé. Se invece io cerco di non irrigidire la muscolatura del braccio e della spalla, sposto il mio peso abbassandomi sulla gamba arretrata e punto in avanti l&#8217;altra gamba tesa, abbasserò il punto di leva ed aumentando l&#8217;attrito al suolo renderò molto più difficile e faticosa l&#8217;azione di chi mi sta tirando. </p>



<p>L&#8217;aggressore, se molto forte magari riuscirà comunque a muovermi ma una cosa è farlo senza alcun problema e in un tempo brevissimo, una cosa è farlo con fatica e lentamente. Se aumenta il tempo, aumentano anche le probabilità che qualcuno ad esempio mi noti ed intervenga in mio soccorso o che lo stesso aggressore desista.</p>



<p>Facciamo un altro esempio. Se qualcuno mi afferra per un polso ed è più forte di me, se io provassi a liberarmi cercando di strattonare il braccio, sprecherei soltanto molta energia per nulla. Se però, quella poca energia che ho, la provassi a concentrare in un gesto tecnico che sfrutti un principio di leva, avrò molte più probabilità di riuscire a liberarmi. Meno forza ho, più dovrò essere preciso nell&#8217;eseguire pedissequamente il gesto tecnico per sfruttare al massimo la mia energia anche se poca in confronto a quella dell&#8217;aggressore.</p>



<h5 class="wp-block-heading">È SUFFICIENTE UN CORSO DI POCHE LEZIONI?</h5>



<p>No. Detto e chiarito questo però va capita anche una cosa fondamentale ovvero che da una parte bisognerà pur partire no? Dal momento che con il piede oltrepassi la porta di ingresso di un Dojo, hai fatto il tuo primo passo nel cercare soluzioni al problema della tua autoprotezione. Inizialmente serve un approccio molto graduale, basico e soprattutto nozionistico. Un corso di poche lezioni ti deve dare questo. Deve farti capire bene di cosa si parla, quanto serio e complesso sia il problema. Deve distruggere le tue false illusioni e porti i problemi per come si potrebbero presentare realmente. Deve farti capire quando il tuo cervello ti propone soluzioni controproducenti e deve convincerti che alcune tue azioni sbagliate potrebbero contribuire a far evolvere in maniera negativa una situazione di pericolo potenziale. Inizialmente serve una fase propedeutica che cambi il tuo modo di pensare e di reagire. Un corso di poche lezioni non deve darti mille soluzioni, deve dartene pochissime ma deve fartele comprendere bene. In una fase di approccio alla quale si affaccia un pubblico eterogeneo serve molta sensibilità. Vanno comprese le esigenze e le difficoltà di ogni singolo partecipante e vanno affrontate in modo graduale. C&#8217;è chi quella porta del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dojo">Dojo</a> la varca con grossa fatica psicologica superando già un primo delicatissimo ma coraggioso step. C&#8217;è chi viene per pura curiosità perché non ha idea di cosa lo attenda. C&#8217;è chi viene perché ha subito una violenza, un trauma che rischia di riproporsi in qualsiasi istante se l&#8217;insegnante non ha giusta la sensibilità per approcciarsi. Negli anni di insegnamento ho avuto modo di seguire moltissime persone e proprio grazie a questo numeroso campione umano ho imparato nel tempo a capire le esigenze di ognuna di queste. Non si possono buttare persone che hanno subito un trauma, in una mischia di invasati vestiti in mimetica che pensano di essere combattenti del Mossad o della SWAT. Serve un cuscinetto che accompagni gradualmente una persona che non ha mai avuto a che fare con un&#8217;Arte Marziale o uno Sport da contatto in queste nuove dimensioni. A questo deve servire il corso di poche ore. Sembra poco? No. Per risolvere un problema hai due soluzioni di cui una sola funziona. Affrontare il problema e quindi cominciare a comprenderlo, o fare finta che il problema non esista.</p>



<p>Cominciare un percorso è il primo passo verso la meta ed è la cosa che ti distinguerà da coloro che parlano di cose che non sanno ma che passi non fanno. Partire è sempre il passo più complesso, rompere quell&#8217;inerzia per qualcuno rappresenta già una prima vittoria importante.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong><em>&#8220;C&#8217;è più tra zero e uno che tra uno e cento&#8221;</em></strong></p>



<p>Forse allora la domanda più giusta da porsi non è se &#8220;è sufficiente&#8221; un corso di poche lezioni ma &#8220;se serve&#8221; un corso di poche lezioni. In questo caso la risposta è &#8220;SI&#8221;, se ovviamente proposto nel modo giusto.</p>



<p>Per raggiungere un sufficiente livello di Autoprotezione è importante però non fermarsi. Dopo aver fatto questo primo passo e quindi in un certo senso aver &#8220;rotto il ghiaccio&#8221; conviene sicuramente proseguire nell&#8217;approfondimento per poi finalmente arrivare ad un giusto livello di esperienza che continuamente o saltuariamente va tenuta in allenamento. Per questo il mio consiglio è sempre quello di ricordarsi se non sempre ma almeno ogni tanto, di rifare un corso o in alternativa di intraprendere un percorso alternativo o complementare in una seria disciplina Marziale.</p>



<h5 class="wp-block-heading">ARTE MARZIALE, SPORT DA COMBATTIMENTO O DIFESA PERSONALE?</h5>



<p>Questo è un argomento che ho ampiamente sviscerato in <a href="https://www.kuoshu.net/le-arti-marziali/">questo articolo</a> che suggerisco di leggere, in ogni caso cerco di riassumere il mio punto di vista. In teoria tutte le Arti Marziali sono inizialmente nate con lo scopo esclusivo della difesa personale o comunque del combattimento (altrimenti non si chiamerebbero &#8220;Marziali&#8221;), tuttavia nei secoli questa componente nella maggior parte di queste è lentamente sfumata e migrata verso aspetti più olistici e legati al benessere o all&#8217;aspetto esclusivamente artistico e non Marziale appunto. Molte di queste discipline contengono strumenti utili per la difesa personale se opportunamente selezionati, contestualizzati e sintetizzati in un <strong>metodo di difesa personale</strong>. Gli sport da combattimento, sono quelli che a livello di allenamento e contesto probabilmente si avvicinano maggiormente a quella che potrebbe essere la gestione di un confronto reale. Mi riferisco a discipline di striking (calci e pugni) tipo il pugilato, la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Muay_thai">Thai</a>, il <a href="https://www.kuoshu.net/sanda">Sandà</a> ecc. e discipline di grappling (lotta) tipo, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Judo">Judo</a> agonistico, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sambo">Sambo</a>, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jiu_jitsu_brasiliano">Brazilian Jujitsu</a> ecc. Queste discipline sono tutte valide come percorso complementare da intraprendere in momenti successivi ma ritengo che in una fase iniziale serva appunto un approccio più specifico ed esclusivamente mirato all&#8217;argomento. L&#8217;obiettivo di uno sport da contatto è quello di vincere una gara in un contesto preciso e regolamentato sfruttando tecniche e allenamenti specifici al fine di ottenere questo risultato che è una cosa un po&#8217; diversa rispetto a predisporre una persona psicologicamente e fisicamente ad affrontare una situazione violenta ed imprevedibile.</p>



<p>Quindi sì, praticare Arti Marziali o Sport da contatto che prevedono sparring con avversari non collaborativi è estremamente utile alla difesa personale ma per la maggioranza delle persone che si approcciano ad essa da neofiti serve (a mio parere) uno step intermedio specifico ed approfondito che mantenga il focus sull&#8217;obiettivo finale di autodifesa diverso da quello del contesto agonistico e che preveda una formazione sull&#8217;argomento non solo a livello fisico ma anche psicoattitudinale.</p>



<h5 class="wp-block-heading">IL PERICOLOSO EFFETTO &#8220;DUNNING-KRUGER&#8221;</h5>



<p>&#8220;Eh ma è difficile in questo modo!&#8221;<br>Quando mi dicono questa cosa, la mia risposta è sempre la stessa: &#8220;mostrami le tue alternative migliori&#8221;. Rendersi conto che &#8220;è complicato&#8221; è proprio il primo step in avanti nel tentativo di aumentare il proprio livello di autoprotezione. Spesso, si ha un idea &#8220;sulla carta&#8221; di come si potrebbe risolvere un problema e fino a quando non ci troviamo a doverlo risolvere veramente, non possiamo sapere se la nostra ipotetica soluzione sia funzionale e purtroppo quasi sempre non lo è, a causa dell&#8217;effetto &#8220;<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dunning%E2%80%93Kruger_effect">Dunning–Kruger</a>&#8220;.</p>



<p>L&#8217;effetto Dunning-Kruger (EDK) è una&nbsp;<strong>distorsione cognitiva nella quale individui poco esperti e poco competenti in un campo tendono a sovrastimare la propria preparazione giudicandola, a torto, superiore alla media</strong>. Grafico rappresentativo dell&#8217;effetto Dunning-Kruger.</p>



<p>Meno si conosce un problema e più ci si sente sicuri nell’affrontarlo. Più si approfondisce la conoscenza di un problema e più ci si rende conto della sua complessità. Un corso di difesa personale, deve rapportare alla realtà, questa classica distorsione cognitiva data dall’inesperienza.</p>



<p>Immaginate di vedere una collina. Salire sulla sua vetta potrebbe sembrare semplice soprattutto se non è molto alta ed il sentiero per raggiungerla è facile. Ma quanto è alta e quanto è facile realmente il sentiero lo ipotizziamo e fino a che non proviamo a salirci non lo possiamo sapere con certezza. E se quella che vedevamo da terra non fosse stata la vetta ma solo l&#8217;unica parte visibile dal punto di partenza? Raggiunta la nostra ipotetica vetta, c&#8217;è la possibilità che da li, si cominci a scorgere una parte molto più alta che non avevamo messo in conto, e così via. Il padre del mio attuale Maestro di <a href="https://www.kuoshu.net/kung-fu/">Kung Fu</a> (<a href="https://www.kuoshu.net/chang-dsu-yao/">Chang Dsu Yao</a>) diceva: &#8220;<em>Raggiungere serve perché da li possiamo vedere quanto sia alta la vetta successiva</em>&#8221; Se restiamo lì in basso a guardare e non approfondiamo mai i problemi, si rimane impantanati nel &#8220;Monte dell&#8217;ignoranza&#8221;.</p>



<p>Questa che segue è una rappresentazione della classica curva Dunning-Kruger dal quale emerge chiaramente che maggiore è la competenza, maggiore è anche la conoscenza della reale serietà del problema, mentre al contrario, minore è la competenza e minore è la percezione del rischio e della complessità della situazione. Questo concetto chiaramente non vale solo per la Difesa Personale ma per tutte le attività che prevedono una preparazione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="977" height="720" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2024/12/dunning_kruger-e1734823670627.png" alt="Effetto_Dunning-Kruger" class="wp-image-8957" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2024/12/dunning_kruger-e1734823670627.png 977w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2024/12/dunning_kruger-e1734823670627-300x221.png 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2024/12/dunning_kruger-e1734823670627-768x566.png 768w" sizes="(max-width: 977px) 100vw, 977px" /><figcaption class="wp-element-caption">Effetto_Dunning-Kruger</figcaption></figure></div>


<p>Anche in questo caso faccio degli esempi pratici. Un ragazzo atletico e forte, potrebbe pensare che in caso di aggressione queste sue qualità siano sufficienti ad avere la meglio. Sicuramente queste qualità possono essere un bel vantaggio, è ovvio, ma da qui a pensare &#8220;io con queste qualità me la caverò sicuramente&#8221; c&#8217;è una bella differenza. Altro esempio classico: &#8220;se capita a me io gli do un bel calcio nelle palle o una ditata negli occhi altro che queste tecniche!&#8221;. Anche in questo caso, si parla senza cognizione di causa. Si vedono due o tre filmati su internet dove tutto sembra facile ed efficacie e si pensa che in una situazione reale queste cose funzionino per davvero, senza aver mai testato nulla di simile. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mike_Tyson">Mike Tyson</a> diceva:</p>



<p class="has-text-align-center">&#8220;<em><strong>Everyone has a plan until they get punched in the mouth</strong></em>&#8220;</p>



<p>&#8220;Tutti quanti hanno un piano fino a quando non prendono un pugno in bocca&#8221;. Nulla di più vero! soprattutto nella nostra nazione dove a farla da padrone sono i famosi &#8220;Leoni della testiera&#8221;. Sulla carta abbiamo mille soluzioni, nella realtà è grassa se ne funzionano due. Questo perché è impossibile avere la garanzia che le soluzioni pensate o chiacchierate, se non testate davvero, funzionino nella reale situazione.</p>



<h5 class="wp-block-heading">LA CONSAPEVOLEZZA&nbsp;È IL PRIMO OBIETTIVO</h5>



<p>Prima ancora di cominciare ad imparare strumenti tecnici di autodifesa, bisogna lavorare sulla testa e cominciare a mettere i puntini sulle &#8220;i&#8221; su quelli che sono i comportamenti da rieducare ai fini di difesa personale. Nelle mie lezioni quando spiego gli obiettivi del corso parlo di acquisire nel tempo almeno tre consapevolezze importanti.</p>



<h5 class="wp-block-heading">1- Conseguenze delle proprie azioni/reazioni: L&#8217;orgoglio o la vita?</h5>



<p>Dobbiamo aver chiare le conseguenze che derivano dalle nostre azioni o reazioni. Conseguenze che possono spesso contribuire a far evolvere in negativo un evento pericoloso e già di per sé quindi non troppo positivo. Qui generalmente mi scontro subito con allievi ed allieve dal carattere piuttosto &#8220;focoso&#8221; che agiscono più &#8220;di pancia&#8221; che &#8220;di testa&#8221; e che rappresentano generalmente anche la maggioranza.</p>



<p>Per chiarire il concetto faccio sempre l&#8217;esempio della bilancia dove da una parte dobbiamo mettere &#8220;cosa rischiamo di perdere&#8221; e dall&#8217;altra &#8220;cosa ci aspettiamo di ottenere&#8221;. Insegnando da oltre venti anni, di casi reali ne ho sentiti molti e vi assicuro che in queste situazioni il cervello rischia di non essere in grado di fare scelte intelligenti ma al contrario, predilige su diversi soggetti le scelte più autolesioniste. </p>



<p>Se sono piccolo/a, leggerino/a e un energumeno decisamente poco raccomandabile e sicuramente più cattivo e forte di me cerca di togliermi di mano la borsa o il telefono e intorno a me non c&#8217;è nessuno che possa aiutarmi (e se c&#8217;è non è detto che poi lo faccia), ingaggiare un tira e molla per cercare di salvare l&#8217;oggetto di proprietà spesso può rivelarsi la scelta più sbagliata. </p>



<p>&#8220;<em>Eh bah allora diamogliela sempre vinta a loro!</em>&#8220;&#8230; I</p>



<p>l mio obiettivo come insegnante di difesa personale, non è quello di &#8220;sconfiggere il male&#8221; o far trionfare il bene ma è quello di dare una formazione tale che <strong>riduca al minimo il rischio di danno psicofisico</strong> nel soggetto coinvolto nell&#8217;evento. Vi assicuro che molte persone conosciute direttamente, sulla base di questo ragionamento, che da un punto di vista etico è sacrosanto (&#8220;<em>la borsa è mia perché dovrei dartela</em>&#8220;), si sono fatte molto male fisicamente e molto molto male psicologicamente.</p>



<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vasco_Rossi">Vasco Rossi</a> in una sua canzone dice: &#8220;<em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=NRwLQ77o9lE">Corri e fottitene dell&#8217;orgoglio, ne ha rovinati più lui del petrolio</a></em>&#8220;. Affermazione verissima in molti casi e sicuramente uno di questi è la difesa personale. Meglio difendere l&#8217;orgoglio o l&#8217;incolumità fisica? Meglio tornare a casa con un giramento di palle o passare tre giorni in ospedale per lesioni, percosse o, peggio ancora, rischiare di morire? La tua vita vale il prezzo di un IPhone? Se pensi razionalmente la risposta sai già qual è. Se reagisci &#8220;di pancia&#8221; come fanno in molti, ti rimando alla frase di Tyson al piano di sopra.</p>



<p>Quando in gioco c&#8217;è la tua vita o quella di un tuo caro, non esiste cosa diversa che abbia motivo di essere difesa. Poi, se vuoi fare l&#8217;eroe e tentare la fortuna, l&#8217;importante è che ti assumi in modo maturo e razionale le conseguenze, ma a livello statistico stai facendo una scelta folle ed è giusto che io te lo faccia presente. Questo è uno degli aspetti sui quali spesso mi trovo in contrasto con &#8220;colleghi&#8221; che invece insegnano ad essere un po&#8217; i paladini della giustizia o dei supereroi. Per me, dare queste false certezze è fare il contrario esatto rispetto all&#8217;insegnare a proteggersi e non c&#8217;è peggior cosa che un insegnante di difesa personale possa fare. Chi insegna deve essere realista e sincero e deve calarsi nei panni di chi ha di fronte. </p>



<p>Creare una falsa sicurezza nelle persone per me è molto grave.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="500" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2024/11/orgoglio_vita-e1732898420324.webp" alt="" class="wp-image-8945"/><figcaption class="wp-element-caption">Cosa pesa di più?</figcaption></figure></div>


<h5 class="wp-block-heading">2- La consapevolezza del rischio reale: È giusto aver paura?</h5>



<p>&#8220;<em>Faccio un corso di difesa personale per togliermi la paura di girare da sola</em>&#8220;. Un corso di difesa personale la paura te la deve far aumentare, non te la deve togliere. La <strong>paura</strong> è uno degli strumenti più importanti della difesa personale. Quando percepisci paura significa che il tuo corpo ti sta in qualche modo dando un segnale di allarme. &nbsp;È giusto comprendere questa paura e soprattutto va ascoltata, non ignorata o addirittura combattuta. Se ho paura devo prendere delle precauzioni ad esempio: hai paura a passare da una strada perché in fondo ci vedi persone esagitate che non ti danno molta fiducia? allora passa da un&#8217;altra parte e se proprio non puoi, aumenta al massimo la soglia di attenzione; togli le mani di tasca, smetti di &#8220;spippolare&#8221; sul telefonino. Aguzza la vista, guardati attorno. Se hai il famoso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gas_OC">spray al peperoncino</a>, prendilo e tienilo in mano e cerca di orientarlo anche dal lato giusto magari!</p>



<p>A questo deve servire la paura. Perché mai dovrei fartela passare? </p>



<p>L&#8217;eccesso di sicurezza spesso è responsabile dell&#8217;evoluzione negativa di un evento pericoloso. Ovviamente la paura non è <strong>panico</strong>. Il panico è una paura non funzionale ed è estremamente controproducente. Si va nel panico quando ci si trova improvvisamente in una situazione non prevista ed estrema. Riprodurre in palestra alcune situazioni stressanti anche se con tutte le limitazioni e precauzioni del caso, è un primo strumento per evitare reazioni pericolose come appunto il panico o il <a href="https://www.stateofmind.it/2018/07/freezing-paura-emergenza/">freezing</a>.</p>



<h5 class="wp-block-heading">3- <strong>La consapevolezza del contatto fisico</strong></h5>



<p>Chi non ha mai praticato sport da contatto spesso nei corsi di difesa personale trova un primo scoglio nella paura o nel disagio del contatto fisico. Quando qualcuno che non conosciamo ci &#8220;mette le mani addosso&#8221; e non siamo abituati a questo, possiamo provare fastidio, imbarazzo o addirittura paura. Questo accade anche in palestra ed è un primo aspetto su cui lavorare per educare e imparare a conoscere le proprie reazioni non prevedibili in queste dimensioni nuove.</p>



<p>Immaginate due persone tranquille alla fermata dell&#8217;autobus. Una è un pugile professionista con alle spalle 300 match agonistici e diverse rotture di naso. Una invece è una persona pacifica che non ha mai avuto a che fare con il contatto fisico né per sport né altri tipi di esperienze. Passa una terza persona e dal niente sferra un pugno ad entrambi. Secondo te, la reazione psicologica delle due vittime sarà la medesima? Il pugile, non dico che sarà nella sua confort zone ma sicuramente avrà una reazione lucida perché il suo cervello in quella dimensione è abituato a lavorarci da sempre. La seconda persona, al di là del dolore fisico del colpo, avrà una reazione assolutamente diversa. Potrebbe avere un attacco di panico, potrebbe terrorizzarsi al punto di entrare in stato di freezing. Potrebbe addirittura avere reazioni folli e controproducenti ad esempio invece che scappare, ingaggiare una rissa che sarebbe probabilmente persa in partenza e che potrebbe peggiorare notevolmente la situazione. Sì, perché chi ti colpisce senza motivo per strada è sicuramente più folle e più violento di te.</p>



<p>Abituarsi al contatto fisico con esercizi propedeutici, graduali e alla portata di chiunque, è un primo importante passo da fare nel complesso mondo dell&#8217;autodifesa.</p>



<h5 class="wp-block-heading">4- <strong>La consapevolezza della fase in cui ci troviamo</strong></h5>



<p>La difesa personale deve prevedere soluzioni e strumenti per gestire al meglio quattro scenari ben precisi. Il primo scenario è quello della &#8220;scintilla&#8221;. Un banale diverbio di quelli che capitano quotidianamente, può rappresentare un innesco di una situazione spiacevole e/o pericolosa. In questa fase, lo strumento più utile è il cervello. Imparare a capire quando &#8220;non è più il caso&#8221;, imparare a disinnescare alcuni meccanismi che stanno degenerando, cercare di riportare la situazione ad un confronto civile o quando non possibile ad un allontanamento anche se non sembra sono tecniche di difesa personale. LA PREVENZIONE è difesa personale!</p>



<p>Se non si è bravi nel comprendere e nel gestire questo primo scenario, ci troveremo poco dopo a doverne gestire uno nuovo che prevede un primo contatto fisico. Uno spintone, un pugno, un calcio ci portano a questa seconda fase. Simile alla prima per alcuni aspetti ma con tutti i problemi che derivano dal contatto fisico che ho affrontato nel paragrafo precedente. In questa fase, il cervello (inteso come risposta attitudinale) è sempre uno strumento che può contribuire a riportarci a casa senza o con pochi danni psicofisici ma rispetto alla prima situazione, qui dobbiamo anche sapersi proteggere fisicamente da questi colpi che possono arrivare.</p>



<p>Se la cosa degenera, da calci e spintoni a trovarsi in una nuova fase di lotta in piedi è un attimo. Una presa al giubbotto, al braccio, al collo, ai capelli, non è la stessa cosa di un pugno o uno spintone. Qui se non si è abili nel <strong>liberarsi</strong>, difficilmente riusciremo a fuggire. </p>



<p>In una fase come quella sopra, dove ci troviamo coinvolti in una lotta in piedi, è quasi scontato che dopo poco si finisca a terra. Vuoi perché è proprio l&#8217;aggressore che ci manda giù, vuoi perché si inciampa in qualcosa e si cade, ma questo esito è molto verosimile purtroppo.  Questo probabilmente è lo scenario peggiore ed è quello che prevede un maggior ricorso alla tecnica. Peggiore è lo scenario e più complessa è la soluzione. I corsi di difesa personale che non prevedono la lotta al suolo sono infatti assolutamente incompleti.</p>



<p>Per ognuno di questi scenari servono strumenti diversi presi da discipline diverse e che devono essere sintetizzati in un metodo preciso. Nel secondo scenario, ad esempio, sono utili per proteggersi tecniche basilari di discipline di striking (Esempio Pugilato, Sandà, Thai). Nel terzo scenario, quello della lotta in piedi, sono utili tecniche per rompere le prese, presenti ad esempio nel Judo, nel Kung Fu ed ingenerale nelle discipline di grappling. Nel quarto scenario, che prevede una fase di lotta a terra sono molto utili le tecniche di uscita e di guardia del Brasilian Jiujitsu ad esempio.</p>



<p>Ecco perché la difesa personale non può essere insegnata all&#8217;interno di un corso mono disciplinare. Chi insegna non dovrebbe peccare di presunzione dicendo che la sua Arte Marziale è quella migliore per l&#8217;autodifesa ma dovrebbe rimboccarsi le maniche e studiare tutte quelle tecniche delle altre discipline a complemento delle lacune che la sua stessa arte ha per forza di cose.</p>



<h5 class="wp-block-heading">LA FOLLIA DEI MAGHI DEL DISARMO</h5>



<p>&#8220;<em>Sì ok ma se chi mi aggredisce ha un coltello?</em>&#8220;<br>Io per scelta non insegno nessun tipo di tecnica di disarmo perché le tecniche di disarmo nella realtà non solo non funzionano ma sono estremamente pericolose e controproducenti. Tutte quelle tecniche che vediamo nei video di questi che vi insegnano a togliere coltelli, pistole e AK47 di mano ai propri aggressori, sono folli. Spacciano tecniche militari ai civili, i quali se si convincono davvero di poterle fare, la volta che ci provano vanno al macello. Sì perché queste tecniche ha senso insegnarle appunto a militari, corpi speciali e addetti alla sicurezza in quanto dotati di adeguati strumenti: guanti in Kevlar, corpetti anti taglio o giubbotti antiproiettile, caschi con visiere. Per non parlare delle finalità. Un Poliziotto che interviene per arrestare un soggetto, non lo fa per autodifesa, lo fa per lavoro. Un civile non deve arrestare nessuno, deve pensare a non farsi male e provare a togliere di mano un coltello o una pistola a qualcuno <strong>NON È</strong> <strong>DIFESA PERSONALE</strong>.</p>



<p>&#8220;<em>Eh vabbè allora cosa dovrei fare?</em>&#8220;<br>Domanda giusta alla quale io rispondo in modo molto crudo ma estremamente realista.<br>Se qualcuno ha un coltello o, peggio, una pistola e il suo fine è ucciderti, probabilmente ti ucciderà.<br>Questa è la peggiore delle possibilità ma anche (per fortuna) la più rara. Ammesso che non siate persone particolarmente esposte a questo rischio, molto probabilmente chi vi dovesse puntare un&#8217;arma non vuole uccidervi ma vuole qualcosa in cambio. In questo caso si torna al paragrafo sopra del calcolo rischio/beneficio; Vuole la borsa? Vuole l&#8217;orologio? Vuole l&#8217;auto? Sono disposto a rischiare la vita per una di queste cose? A voi la scelta!</p>



<p>Nella realtà, senza strumenti di protezione adeguati, le tecniche di disarmo per dei normali civili <strong>NON FUNZIONERANNO</strong>! Con il compagno collaborativo invece funzioneranno e saranno anche molto esaltanti, ma quella non è la realtà. C&#8217;è pieno di video in rete dove questa cosa che sto dicendo è ampiamente dimostrata.</p>



<h5 class="wp-block-heading">LA DIFESA PERSONALE È EGOISTA</h5>



<p>Come già detto, un normale cittadino non dovrebbe mai cercare di sostituirsi alle forze dell&#8217;ordine. Cercare di intervenire in una rissa o comunque in una situazione pericolosa, va contro qualsiasi principio di autodifesa. Come ci spiegano spesso anche nei corsi di Primo Soccorso, prima di intervenire in aiuto a qualcuno dobbiamo valutare se ci sono pericoli per noi. Perché la nostra incolumità deve necessariamente essere messa al primo posto. Quando ci sono situazioni del genere e non si è addestrati, non si dovrebbe mai intervenire per calmare qualcuno o nel tentativo di sedare una rissa. Il nostro dovere civico si limita alla chiamata al <strong>112</strong>. Per questo motivo ritengo che la difesa personale debba essere egoistica. Il senso è proprio quello di dare la priorità alla propria autoprotezione prima di pensare a quella degli altri. Ognuno deve aver chiaro quanto e cosa rischia coinvolgendosi in una situazione pericolosa che non lo riguarda direttamente. Se si decide di intervenire, bisogna essere certi delle proprie capacità altrimenti si rischia soltanto di farsi male e magari di peggiorare il risvolto della situazione. Proteggere sé stessi e poi i propri cari senza necessariamente andare oltre questo. Nessuno può darvi la colpa di non essere intervenuti in una rissa. Il vostro dovere finisce con la chiamata dei soccorsi, il resto non è dovuto.</p>



<p>Parlando di 112, una cosa che suggerisco sempre è quella di installare l&#8217;APP sul proprio Smartphone che si chiama &#8220;<strong>Where Are U</strong>&#8221; contrassegnata da un&#8217;icona con scritto &#8220;112&#8221;. Una volta registrata, potete usarla per chiamare i soccorsi e rispetto alla normale telefonata ha alcuni vantaggi. Il primo vantaggio è che invia automaticamente la vostra posizione mentre un&#8217;altra funzione utilissima è la chiamata silenziosa. Questa modalità vi permette di chiamare i soccorsi in situazioni dove non potete parlare (violenze domestiche, rapine, rapimenti ecc.). Cliccando su questo link potete visualizzare un video che spiega molto bene il funzionamento: <strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZSdx2jig4bg">Guarda il video</a></strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="300" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2024/12/112-e1735227025840.png" alt="Where are U 112" class="wp-image-8988"/></figure></div>


<p class="has-text-align-center"><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=it.Beta80Group.whereareu&amp;pcampaignid=web_share">Scarica l&#8217;APP per Android</a> | <a href="https://apps.apple.com/it/app/112-where-are-u/id888964800">Scarica l&#8217;APP per IPhone</a></p>



<p>Concludendo, la difesa personale è un complesso percorso di conoscenza e preparazione. Ogni passo, anche piccolo, può aiutare a proteggere sé stessi e i propri cari. Iniziare è il gesto più importante: la consapevolezza e la pratica sono la chiave per affrontare il pericolo con lucidità e sicurezza.</p>



<p class="has-text-align-center">&#8220;<em>Un viaggio di mille miglia comincia con un singolo pass</em>o&#8221; Lao Tsu.</p>



<p class="has-text-align-center">&#8220;<em>Una battaglia evitata è una battaglia vinta</em>&#8221; dal libro &#8220;L&#8217;arte della guerra&#8221; di Sun Tsu</p>



<p></p>



<p>Che questo articolo ti abbia convinto o non ti abbia convinto, il mio invito è sempre il medesimo, vieni a provare uno dei miei corsi a PRATO. Info <a href="https://www.difesapersonaleprato.it/corsi.html">difesapersonaleprato.it</a></p>



<p><a href="https://www.difesapersonaleprato.it/giacomo-lucarini.html"><strong>Giacomo Lucarini</strong></a></p>



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		<title>Baduanjin (八段錦)</title>
		<link>https://www.kuoshu.net/baduanjin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giack]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2022 11:28:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[baduanjin]]></category>
		<category><![CDATA[Kung Fu]]></category>
		<category><![CDATA[otto pezze di broccato]]></category>
		<category><![CDATA[otto pezzi di broccato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Otto Pezze di Broccato Il Baduanjin (WG: Pa Tuan Chin) è una sequenza tecnica di Qigong molto antica, le cui origini risalgono a circa mille anni fa. Essa può essere praticata in due diversi modi, Marziale o terapeutico. Questa tecnica</p>
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<h4 class="wp-block-heading">Otto Pezze di Broccato</h4>


<div class="wp-block-image no-archivio">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="966" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/hongkong_74-1024x966.jpg" alt="" class="wp-image-8722" style="width:768px;height:725px" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/hongkong_74-1024x966.jpg 1024w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/hongkong_74-300x283.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/hongkong_74-768x725.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/hongkong_74-1536x1449.jpg 1536w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/hongkong_74-2048x1932.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tecniche di Baduanjin rappresentate in un parco di Pechino</figcaption></figure></div>


<p>Il Baduanjin (WG: Pa Tuan Chin) è una sequenza tecnica di <a href="https://www.kuoshu.net/qigong-chi-kung/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Qigong</a> molto antica, le cui origini risalgono a circa mille anni fa. Essa può essere praticata in due diversi modi, Marziale o terapeutico. Questa tecnica è composta da otto esercizi che vengono paragonati ai fili di seta, i quali tessuti insieme danno una forma composta, il broccato appunto.<br></p>



<span id="more-8721"></span>



<h3 class="wp-block-heading">COS&#8217;È IL BADUANJIN</h3>



<p>Il termine Baduanjin o Pa Tuan Chin, tradotto letteralmente dal cinese (八段錦) significa &#8220;Otto Pezze di Broccato&#8221;. Il Broccato è un tessuto molto resistente e vivace ma in questo caso il termine è metaforico. Le &#8220;Otto Pezze di Broccato&#8221; in questo caso sono rappresentate dalle sequenze tecniche di un serie di esercizi di riscaldamento e di respirazione (Qigong) suddivisi in ripetizioni da otto. Come ormai sappiamo, il numero otto è considerato sacro e fortunato nella cultura cinese, di conseguenza è spesso utilizzato per cadenzare le ripetizioni degli esercizi. Questi antichi esercizi, per le loro proprietà benefiche, sono considerate preziose e quindi accostate al tessuto Broccato. Altro motivo che giustifica questa metafora con il tessuto, è la particolare trama molto intrecciata e resistente. Per i cinesi infatti, il Baduanjin serve a creare proprio una specie di tela o intelaiatura posturale, muscolare e tecnica, indispensabile per poter praticare <a href="https://www.kuoshu.net/kung-fu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kung Fu</a>.</p>



<p>Negli anni, o meglio nei secoli, il Baduanjin è stato praticato sia come ginnastica terapeutica, sia come preparazione Marziale del fisico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">BENEFICI DELLA PRATICA DEL BADUANJIN</h3>



<p>Gli esercizi contenuti nelle sequenze del Baduanjin, nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medicina_tradizionale_cinese" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medicina Tradizionale Cinese</a> sono adatti per distendere i meridiani e mettere in moto tutti i percorsi dell’energia all’interno del corpo umano (<a href="https://www.kuoshu.net/qigong-chi-kung/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qi</a>).<br>Grazie alla loro azione è possibile aprire le <strong>tre porte principali</strong> del nostro corpo: <strong>le spalle, le anche e la vita</strong>. Le sue caratteristiche, così come il M° <a href="https://www.kuoshu.net/chang-dsu-yao/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chang Dsu Yao</a> ci ha insegnato, sono la respirazione addominale durante i movimenti (durante l&#8217;inspirazione il diaframma contraendosi si abbassa e l&#8217;addome si allarga, nella fase di espirazione i muscoli addominali si contraggono e il diaframma si rilassa) e la semplicità delle posizioni. Oltre che ad essere la principale forma di riscaldamento e di attivazione muscolare utilizzata nella <a href="https://www.kuoshu.net/kung-fu-chang/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scuola Chang</a>, questa pratica è molto utile per rafforzare il fisico (muscoli, ossa e tendini) e dona ottimi effetti terapeutici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">LE ORIGINI DEL BADUANJIN</h3>



<p>L’origine di questa serie di esercizi è databile almeno nell’epoca della<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dinastia_Song" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> dinastia dei Song (1127 – 1279)</a>, nel corso degli anni si è ritrovato riferimenti e registrazioni in testi e dipinti risalenti a tale epoca, alcuni ritrovati addirittura nelle grandi encicliche taoiste. È noto infatti da vari documenti, che alla fine della dinastia Song fosse già diffuso un’opera taoista pubblicata nella metà del dodicesimo secolo, comprende un intero capitolo intitolato proprio “Baduanjin”. In alcuni testi classici si attribuisce l&#8217;origine del Baduanjin alla figura di&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Yue_Fei" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yue Fei</a></p>



<p><br>Nel corso della sua diffusione la tecnica del “Baduanjin”, si è differenziata nelle due scuole, del Nord e del sud (già ampiamente descritte nella sezione : <a href="https://www.kuoshu.net/stili-di-kung-fu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">principali suddivisioni degli stili di Kung Fu</a>) . Le scuole del Nord, sono caratterizzate da una maggiore complicatezza e difficoltà nella pratica, poiché negli esercizi si usa molto la posizione del cavaliere (“<a href="https://www.kuoshu.net/tecniche-base-kung-fu-chang/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mabu</a>”) in quanto più orientati alla componente Marziale. Per questo motivo il “Baduanjin” al Nord venne anche chiamato “<strong>Gli otto broccati del soldato</strong>”. Nella scuola del Sud invece il grado di difficoltà è molto limitato dato che la pratica è basata sulla flessibilità, negli esercizi si usa molto la posizione stante rilassata, perciò al Sud il “Baduanjin” è anche chiamato “<strong>Gli otto broccati del letterato</strong>”. </p>



<p>Il momento migliore per praticare questa tecnica di Qigong è la mattina prima di cominciare la giornata, ma può comunque essere praticata in ogni momento, sempre però a distanza di almeno un’ora dai pasti, poiché la respirazione è migliore e il corpo non è più contratto. La respirazione, come già detto, deve essere addominale, ma senza una cercata “forzatura” del ritmo personale del respiro. Per completare al meglio gli esercizi bisogna inoltre tener conto di un adeguata rilassatezza del corpo umano, anche al massimo dello stiramento, poiché nella pratica più si è rilassati e più lo stiramento sarà efficace. Tramite queste otto tecniche tutte le parti del corpo vengono messe in funzione. Gli esercizi vanno svolti lentamente e ripetuti almeno otto volte ciascuno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">BA DUAN JIN DELLA SCUOLA CHANG</h3>



<p>Il Baduanjin adottato dalla <a href="https://www.kuoshu.net/kung-fu-chang/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scuola Chang</a> è suddiviso in due gruppi di esercizi principali, la prima parte è più legata al <a href="https://www.kuoshu.net/qigong-chi-kung/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Qigong</a> ed è anche la più antica. La seconda parte invece è rappresentata da veri e propri esercizi di stretching, riscaldamento e <a href="https://www.kuoshu.net/tecniche-base-kung-fu-chang/">tecniche base di Kung Fu </a> sempre con particolare attenzione alla respirazione. Esiste anche una terza parte di esercizi, abbandonata dal normale programma di riscaldamento forse anche per esigenze di tempo ma che comunque è interamente mirata all&#8217;aumento della forza muscolare e della resistenza fisica. La seconda e la terza parte sono comunque di origine molto più recente rispetto alla prima.</p>



<p></p>



<h4 class="wp-block-heading has-text-align-left">BADUANJIN DI YI LU (八段锦 第一 路)</h4>



<p>Di seguito una illustrazione cinese che rappresenta gli otto esercizi da ripetere otto volte, che formano la prima sequenza del Baduanjin, quella più antica.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="394" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/baduanjin-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-8727" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/baduanjin-1-1.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/baduanjin-1-1-228x300.jpg 228w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gli otto esercizi del primo Baduanjin</figcaption></figure></div>


<p>Traducendo il documento sopra riportato, possiamo descrivere gli otto esercizi come segue:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong> 双手托天 Shuāngshǒu tuō tiān</strong><br>&#8220;Sorreggere il cielo con le mani&#8221;<br></li>



<li><strong>左右开弓 Zuǒyòu kāigōng</strong><br>&#8220;Tendere l&#8217;arco a sinistra e a destra&#8221;<br></li>



<li><strong>举臂独立 Jǔ bì dúlì</strong><br>&#8220;Alzare il braccio in <a href="https://www.kuoshu.net/tecniche-base-kung-fu-chang/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">posizione Duli</a>&#8220;<br></li>



<li><strong>左右后瞧 Zuǒyòu hòu qiáo</strong><br>&#8220;guardare a sinistra, a destra e dietro&#8221;<br></li>



<li><strong>摇头摆尾 Yáo tóu bǎi wěi</strong><br>&#8220;Oscillare la testa e far ondeggiare la parte dietro del corpo&#8221;<br></li>



<li><strong>前后弯腰 Qiánhòu wān yāo</strong><br>&#8220;Piegare la vita avanti e indietro&#8221;<br></li>



<li><strong>左右防打 Zuǒyòu fáng dà</strong><br>&#8220;Parare e colpire con la mano a sinistra e a destra&#8221;<br></li>



<li><strong>玉柱七颠 Yù zhù qī diān</strong><br>&#8220;Sobbalzare sette volte il &#8220;Pilastro di Giada&#8221; (termine metaforico per la spina dorsale)</li>
</ol>



<p></p>



<h4 class="wp-block-heading has-text-align-left">BADUANJIN DI YI ER LU (八段锦 第<strong>二</strong> 路)</h4>



<p>Di seguito elenchiamo gli otto esercizi da ripetere otto volte, che formano la seconda sequenza del Baduanjin così come praticata nella Scuola Chang</p>



<p></p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong> Movimento del collo in più direzioni </strong><br>(颈部多向运动 Jǐng bù duō xiàng yùndòng)<br></li>



<li><strong>Movimento rotatorio delle braccia stando fermi</strong><br></li>



<li><strong>Movimento rotatorio delle braccia voltandosi a destra e a sinistra</strong><br></li>



<li><strong>Torsioni della schiena a destra e a sinistra da <a href="https://www.kuoshu.net/tecniche-base-kung-fu-chang/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">posizione Mabu</a></strong><br>(&#8220;Guardare a destra, sinistra e poi dietro&#8221;)<br></li>



<li><strong>Assumere la posizione &#8220;<a href="https://www.kuoshu.net/tecniche-base-kung-fu-chang/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pu Bu (Pu T&#8217;ui)</a>&#8221; a sinistra e a destra</strong><br></li>



<li><strong>Inclinazioni laterali della schiena a destra e a sinistra</strong><br></li>



<li><strong>Esercizi di stretching seduti a terra con una gamba distesa e una piegata dietro la schiena</strong><br></li>



<li><strong><strong>Esercizi di stretching seduti a terra con le gambe divaricate</strong></strong></li>
</ol>



<p></p>



<h4 class="wp-block-heading">BA DUAN JIN DI SAN LU (八 段 锦 第 二 路)</h4>



<p>Al momento non siamo riusciti a reperire una fedele lista degli esercizi che dovrebbero far parte di questa sequenza e ci limitiamo a riportare una lista sommaria estratta da esperienze e ricordi dei Maestri della Scuola: </p>



<p>Piegamenti sulle braccia in diverse varianti tra le quali quelle dalla verticale. </p>



<p>Addominali a coppia e individuali in più varianti.</p>



<p>Piegamenti su una o entrambe le gambe tipo &#8220;Squat&#8221;, individuali e a coppia.</p>



<p>Esercizi per allenare le posizioni assunte nelle cadute fondamentali e i loro movimenti atletici.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I 20 consigli del M° Chang Dsu Yao</title>
		<link>https://www.kuoshu.net/consigli-chang-dsu-yao-arti-marziali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giack]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2022 16:27:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arti Marziali]]></category>
		<category><![CDATA[Chang Dsu Yao]]></category>
		<category><![CDATA[chang wei shin]]></category>
		<category><![CDATA[Kung Fu]]></category>
		<category><![CDATA[maestro chang]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.kuoshu.net/?p=8314</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo del M° Chang Dsu Yao pubblicato sulla rivista Wu Tan Di seguito riportiamo la traduzione di un articolo in cinese, che uscì sulla rivista &#8221; 武壇 &#8221; (Wu Tan). L&#8217;articolo contiene 20 consigli che il Maestro Chang Dsu Yao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kuoshu.net/consigli-chang-dsu-yao-arti-marziali/">I 20 consigli del M° Chang Dsu Yao</a> proviene da <a href="https://www.kuoshu.net">Kuoshu.net</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">Articolo del M° Chang Dsu Yao pubblicato sulla rivista Wu Tan</h4>


<div class="wp-block-image no-archivio">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/Chang4-823x1024.jpg" alt="Il Maestro Chang Dsu Yao" class="wp-image-8702" width="617" height="768" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/Chang4-823x1024.jpg 823w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/Chang4-241x300.jpg 241w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/Chang4-768x955.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/Chang4-1235x1536.jpg 1235w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/Chang4.jpg 1573w" sizes="auto, (max-width: 617px) 100vw, 617px" /><figcaption>Il Maestro Chang Dsu Yao</figcaption></figure></div>


<p>Di seguito riportiamo la traduzione di un articolo in cinese, che uscì sulla rivista &#8221; 武壇 &#8221; (Wu Tan). L&#8217;articolo contiene 20 consigli che il <a href="https://www.kuoshu.net/chang-dsu-yao/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Maestro Chang Dsu Yao</a> desiderava trasmettere ai propri allievi e agli appassionati di <a href="https://www.kuoshu.net/le-arti-marziali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Arti Marziali</a>.<br></p>



<span id="more-8314"></span>



<p class="has-text-align-center"><strong>&#8211;<em> inizio traduzione articolo</em> &#8211;</strong></p>



<p>In tutta la mia vita ho sempre amato le arti marziali e spero che i miei connazionali coltivino simili interessi al fine di promuovere lo spirito del paese. Per raggiungere tale scopo bisogna incoraggiare l’attività delle arti marziali, tener viva la cultura tradizionale cinese, dedicare tutta la vita allo studio e alla pratica del <a href="https://www.kuoshu.net/stili-di-kung-fu/">Meihua Quan</a>, fare nostri gli obiettivi perseguiti dai circoli delle arti marziali, farli conoscere a tutto il mondo, pubblicarli uno dopo l’altro, promuoverli attraverso discussioni pubbliche. </p>



<p>Oggi, dopo circa 10 anni di esperienza e osservazioni personali maturate nella pratica delle arti marziali, vorrei presentarvi alcuni punti brevi e concisi che le persone interessate all’argomento potranno prendere come spunto di riflessione o come oggetto di critica.</p>



<ol class="wp-block-list"><li>Imparare le arti marzial<a href="https://www.kuoshu.net/le-arti-marziali/">i</a> è come imparare qualsiasi altra disciplina, bisogna prima avere una conoscenza delle arti marziali, solo con la conoscenza si può sviluppare interesse, si può creare un’incomparabile determinazione ad apprendere, si può arrivare alla perseveranza. In base a questa perseveranza, si possono sormontare le amarezze e difficoltà psicologiche, raggiungere i traguardi artistici più alti delle arti marziali.<br><br></li><li>Nonostante la loro grande varietà, le arti marziali cinesi hanno la stessa origine e si basano sugli stessi principi. Quando si inizia ad imparare basta scegliere uno stile in base al proprio interesse, poi una volta che si è ben preparati si può imparare un altro stile. L’importante è non imparare più di uno stile allo stesso tempo. Allenarsi con le arti marziali è come praticare la calligrafia (cinese), se si scrivono due caratteri allo stesso tempo alla fine non si ottiene nessun risultato.<br><br></li><li>Nel periodo iniziale della pratica bisogna prima di tutto raccogliere materiale di riferimento o andare a trovare un maestro che possa dare delle valide indicazioni, inoltre bisogna scegliere lo stile con cui sentirsi a nostro agio.<br><br></li><li>Per imparare le arti marziali bisogna avere un programma, determinazione, volontà, coraggio, non lasciarsi distrarre da altre cose, non imporsi alcuna restrizione di tempo o di spazio.<br><br></li><li>Per imparare le arti marziali bisogna prima di tutto fare bene i compiti, tenere una condotta morale, portare rispetto alla famiglia, onorare il maestro e i suoi insegnamenti, rispettare sia i compagni di scuola più anziani che quelli più giovani, essere amichevoli e compassionevoli verso gli altri.<br><br></li><li>Per imparare le arti marziali bisogna avere una vita regolare, fatta di principi, lavorare e riposarsi ad orari fissi, non si devono avere abitudini deleterie per la salute [penso che si riferisca all’eccesso di desideri].<br><br></li><li>Tempo per l’allenamento: a parte il tempo dedicato alla lezione, all’allenamento personale, ai pasti, e al riposo, nel tempo rimanente ogni minuto ed ogni secondo deve essere dedicato all’apprendimento delle arti marziali; colui che pratica le arti marziali non conosce “il tempo per lo svago” (espresso dai quattro caratteri cinesi 休閒玩樂 &#8211; Xiūxián wánlè)<br><br></li><li>Il tempo più consono alla pratica è il primo mattino, seguito dalla sera. Ci si può allenare dopo i pasti purché sia trascorsa almeno un’ora. Dopo l’allenamento non si devono bere bevande ghiacciate, ancora peggio è sedersi o sdraiarsi, l’ideale è fare qualche movimento di rilassamento o camminare intorno.<br><br></li><li>L’estate è la stagione migliore per la pratica che dovrebbe essere fatta al chiuso. Un verso di questa scuola recita: “Un’estate vale più di tre autunni, un autunno vale più di tre inverni”. Ciò significa: i risultati di una stagione estiva di pratica equivalgono a quelli di tre autunni, mentre i risultati di un autunno sono pari a quelli di tre inverni. Questo perché nella stagione estiva le articolazioni si aprono più facilmente, le ossa e i muscoli sono più distesi, la forza fisica è superiore, i calci, i pugni, e la respirazione diaframmatica hanno effetti inaspettati.<br><br></li><li>Imparare le arti marziali è come imparare un linguaggio, si procede dal superficiale al profondo, dal facile al difficile. Bisogna mantenere un certo grado di progressione, un ordine, un insieme di priorità, sapere quali siano le urgenze, cercare la naturalezza; non si può parlare con impazienza, la frenesia non porta ad alcun risultato.<br><br></li><li>Per imparare le arti marziali bisogna saper accettare con modestia, praticare e studiare con perseveranza, domandare se si hanno dubbi, auto-correggersi nella maniera giusta.<br><br></li><li>Per imparare le arti marziali bisogna avere lo spirito dell’imitazione [un modello di riferimento], abitudini e caratteristiche vantaggiose, esuberanti ambizioni.<br><br></li><li>Colui che impara le arti marziali deve essere gentile e modesto con le altre persone, equanime nel gestire gli affari di ogni genere. Quando incontra un problema deve dimostrare pazienza ed auto-controllo, non parlare è sbagliato, non mettersi in mostra invece è un punto di forza, bisogna agire secondo la via universale dell’amore.<br><br></li><li>Per imparare le arti marziali è importante prima ricordarsi la posizione, poi il nome, e a seguire la forma. Una volta che si è appreso bene un pezzo della forma si può passare a quello successivo, non si può pretendere troppo tutto insieme.<br><br></li><li>Nella fase iniziale della pratica è inevitabile che i muscoli siano indolenziti, ma non è consigliato sospendere l’allenamento, si deve continuare, poi dopo due o tre settimane tutto tornerà alla normalità in maniera naturale.<br><br></li><li>Quando alleniamo i calci bisogna mantenere la calma e la naturalezza, senza essere precipitosi, la foga può causare danni muscolari, se comunque accidentalmente ci si dovesse far male ai muscoli o nervi delle gambe si dovrebbe continuare l’allenamento, senza fermarsi. Se ci si ferma si complica ulteriormente il danno.<br><br></li><li>Quando si pratica la respirazione diaframmatica bisogna ricordarsi i metodi di protezione. Si deve imparare senza paura ma con cautela, in base al proprio grado di apprendimento, non si deve assolutamente superare il proprio livello.<br><br></li><li>Riguardo al <a href="https://www.kuoshu.net/qigong-chi-kung/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Qigong</a>, è importante prima allenarlo da fermi, poi da seduti, poi in movimento. Il Qigong accompagna il movimento (sia il movimento che la postura), se praticato costantemente aiuta a combattere la fatica anche dopo un lungo allenamento.<br><br></li><li>Allenamento in coppia: a mani nude o con armi, bisogna allenare una forma meticolosamente, poi allenarla di nuovo, eseguendola in base al proprio livello, non si deve strafare.<br><br></li><li>Durante la pratica è importante rilassare la struttura corporea scaricando il peso a terra. Inoltre è importante concentrarsi, fare degli stimoli interni e di quelli esterni un unico oggetto di attenzione, mantenere la calma e la pacatezza.<br><br></li></ol>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Articolo originale del M° Chang Dsu Yao</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/articolo.jpg" alt="" class="wp-image-8704" width="700" height="1466" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/articolo.jpg 700w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/articolo-143x300.jpg 143w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/09/articolo-489x1024.jpg 489w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure></div>


<p>Ringraziamo il M° <strong>Chang Wei Shin</strong>, per averci affidato personalmente l&#8217;articolo originale del padre e la possibilità quindi di tradurre un documento così interessante ed unico. Ringraziamo inoltre, Alessandro Lazzarelli per l&#8217;impeccabile traduzione. L&#8217;articolo originale è riportato alla fine della traduzione.</p>
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		<item>
		<title>Lo stile Baji Quan (Pa Chi Ch&#8217;uan)</title>
		<link>https://www.kuoshu.net/stile-bajiquan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giack]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Aug 2022 16:43:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[baji]]></category>
		<category><![CDATA[bajiquan]]></category>
		<category><![CDATA[otto polarità]]></category>
		<category><![CDATA[otto poli]]></category>
		<category><![CDATA[pa chi ch'uan]]></category>
		<category><![CDATA[pachi chuan]]></category>
		<category><![CDATA[stile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stile degli Otto Poli 八極拳 Bajiquan (Pinyin) o Pa Chi Ch&#8217;uan (Wade Gilles) significa &#8220;stile degli Otto Poli&#8221; o &#8220;delle Otto Polarità&#8221;; in cinese si scrive 八極拳 . Si tratta di uno degli stili più praticati nel Kung Fu</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Lo stile degli Otto Poli 八極拳</h3>


<div class="wp-block-image no-archivio">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="575" height="960" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/Master_zhou_baji_quan_posture-2.jpg" alt="Lo stile Bajiquan 八極拳" class="wp-image-8607" title="Lo stile Bajiquan 八極拳" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/Master_zhou_baji_quan_posture-2.jpg 575w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/Master_zhou_baji_quan_posture-2-180x300.jpg 180w" sizes="auto, (max-width: 575px) 100vw, 575px" /><figcaption>Mabu liangyi ding zhou &#8211; Posizione tipica dello stile Bajiquan</figcaption></figure></div>


<p><strong>Bajiquan</strong> (Pinyin) o <strong>Pa Chi Ch&#8217;uan</strong> (Wade Gilles) significa &#8220;stile degli Otto Poli&#8221; o &#8220;delle Otto Polarità&#8221;; in cinese si scrive 八極拳 . Si tratta di uno degli stili più praticati nel Kung Fu della Scuola Chang (<a href="https://www.kuoshu.net/kung-fu-chang/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kung fu Chang</a>) del M° Chang Wei Shin. E&#8217; uno stile esplosivo e molto applicativo in combattimento che si basa su una postura forte e ben radicata al suolo ed un utilizzo totale di tutto il corpo per sferrare colpi devastanti.</p>



<span id="more-8575"></span>



<h4 class="wp-block-heading">BAJIQUAN &#8211; Un uragano di potenza</h4>



<p>Come introduzione, riportiamo questo articolo di <strong>Stefano Pernatsch</strong> co-autore (insieme al M° Zuyao Wu) del libro (<a href="https://www.ibs.it/ba-ji-quan-segreti-degli-libro-stefano-pernatsch-zu-y-wu/e/9788879843362?lgw_code=1122-B9788879843362&amp;gclid=CjwKCAjwi8iXBhBeEiwAKbUofZpgCaap0lR5FhblOPlHPYxuIrfrW8GyIW7FSnTzUh-fUtIs8yNEMxoCTmcQAvD_BwE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bajiquan, i segreti degli Otto Poli</a>), del quale consigliamo caldamente l&#8217;acquisto, che riassume egregiamente tutte le qualità di questo importantissimo stile di Kung fu.&nbsp; Successivamente descriveremo lo stile nel contesto della <a href="https://www.kuoshu.net/kung-fu-chang/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scuola Chang</a>.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>&#8220;Un uragano di potenza nato per conquistare. Uno stile che crea combattenti inarrestabili&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Gli stili di kung fu sono più numerosi delle stelle in cielo&#8221;</em>, recita un proverbio; in questo variopinto firmamento marziale, una stella brilla con intensità particolare, pur essendo assai difficile da osservare. Infatti la gloriosa storia del Bajiquan (Pinyin) o Pa chi ch&#8217;üan (Wade Gilles) rende essa sola conto dell&#8217;incredibile efficacia di questo stile.<br><br>Ecco come la descrive il dottor <a href="https://bajishenquanhui.com/maestro-zu-yao-wu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Zu Yaowu</a>, Maestro della 8ª generazione di Bajiquan: sebbene si possa supporre la datazione del Bajiquan (o Pa Chi Ch&#8217;üan) a qualcosa come 1000 anni fa, le prime testimonianze scritte di questo stile risalgono a circa 300 anni orsono, quando il monaco Lei Kui Yuan apparve nel villaggio di <a href="https://goo.gl/maps/XeFz3ZifNqeZfwYa7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mengcun</a>, provincia di Hebei. Da allora Mencun è conosciuto come &#8220;il paese del Bajiquan&#8221;, poiché l&#8217;arte venne tramandata in linea diretta e pura ai suoi abitanti per le seguenti 5 generazioni, prima di diffondersi nella vicina città di <a href="https://www.giack.it/ngg_tag/tianjin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tianjin</a> e venire arricchito dalle esperienze dei singoli maestri. Tianjin è forse più conosciuta per le gesta del Maestro Huo Yuanjia conosciuto anche come &#8220;Eroe di Tianjin&#8221; la cui biografia romanzata è raccontata nel <a href="https://www.kuoshu.net/cinema-kung-fu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">film &#8220;Fearless&#8221; con Jet Li</a> (a tale proposito suggeriamo di dare un occhiata al nostro articolo &#8220;<a href="https://www.kuoshu.net/cinema-kung-fu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cinema e Arti Marziali</a>&#8220;<br><br>Ma la storia del Bajiquan prende una piega leggendaria quando i suoi destini si legano ai palazzi governativi: i suoi praticanti citano con fierezza il fatto che, a partire da Yung-Cheng che regnò dal 1723 al 1735, ogni imperatore della dinastia Ch&#8217;ing studiò il Bajiquan ed impiegò i suoi praticanti come guardie del corpo e allenatori per i suoi ufficiali.<br><br>Il successore di Yung, Ch&#8217;ien-Lung, dichiarò:<br>&#8220;<em>Per la pace e gli stili morbidi abbiamo il <a href="https://www.kuoshu.net/tai-chi-chuan/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Taijiquan</a>, ma per combattere e conquistare abbiamo il </em>Bajiquan&#8221;. E in effetti il Bajiquan fu usato in numerosi scontri di confine dai soldati che proteggevano le frontiere dell&#8217;Impero. Anche la guardia del corpo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiang_Kai-shek" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chiang Kai-shek</a> e quella di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mao_Zedong" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mao_Zedong</a> erano praticanti di Bajiquan: dal momento che un simile ruolo richiedeva capacità non comuni, i suddetti leaders politici scelsero il sistema di combattimento che era risultato più efficace tra oltre 200.<br><br>Al giorno d&#8217;oggi, invece, lo stile viene insegnato alle forze speciali cinesi, nonché ai servizi segreti di paesi come Singapore e Vietnam. Alcuni vecchi maestri, tra cui Sifu Zu, disapprovano l&#8217;insegnamento a tali persone, perché esse utilizzano con troppa facilità il Bajiquan per uccidere. Questo è anche uno dei motivi per cui è così difficile trovare un vero esperto di questo stile: oltre alla tradizionale durezza e al rigore degli allenamenti, che già lo rendono meno accessibile, i suoi maestri sono sempre stati estremamente accorti nel trasmettere tecniche tanto pericolose. [&#8230;]<br><br>Secondo Zu, il monaco Lei strutturò lo stile seguendo i principi scientifici della dinamica fisica, il che portò all&#8217;uso ottimizzato del corpo e della forza. Infatti uno dei segreti dell&#8217;efficacia del sistema, su cui Zu insiste costantemente, è la forza esplosiva: la forza di tutto il corpo dev&#8217;essere emessa con la massima velocità nell&#8217;atto del colpire; ogni sezione del corpo, con particolare enfasi su schiena e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dan_tian" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dāntián</a>, dev&#8217;essere perfettamente integrata nel movimento: ciò dà luogo all&#8217;espressione istantanea di una grande potenza.<br><br>I praticanti si lanciano con tutto il corpo addosso all&#8217;avversario, mantenendo tuttavia una posizione molto stabile. Infatti l&#8217;idea fondamentale è avere delle &#8220;radici&#8221; molto solide, tali per cui, nello scontro col nemico, questi volerà via, perché il suo baricentro, poco stabile, è stato violentemente spostato, mentre il combattente Bajiquan rimarrà ben saldo sul terreno.<br>Tutto ciò è riassunto nella frase &#8220;<em>ai pan ji kao</em>&#8221; (vicino toccare spingere puntellare). Ecco perché si dedica molto tempo all&#8217;allenamento statico delle posizioni, l&#8217;esercizio del &#8220;palo immobile&#8221; (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Zhanzhuang" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Zhanzhuang</a>), con cui le gambe divengono molto forti e scattanti, il corpo acquisisce la corretta centratura in riferimento al proprio baricentro (Dāntián) ed il c&#8217;hi si sviluppa profondamente. Quest&#8217;ultimo è infatti un elemento di assoluta importanza per lo sviluppo della forza esplosiva. Simili strategie richiedono una delle più famose doti dello stile, il coraggio, perché il praticante va sempre addosso all&#8217;avversario, fedele al detto dello stile &#8220;<em>chin, chin, chin</em>&#8221; (avanzare, avanzare, avanzare), per cui nel Bajiquan non si indietreggia mai. La scelta può essere tra lo schivare il colpo, deviarlo o assorbirlo, incassandolo, ma sempre colpendo in contemporanea. Il fine è essere in grado di uccidere l&#8217;avversario in due secondi, per cui lo scontro si risolve in tre colpi al massimo, quando non uno solo; questo perché il singolo colpo dev&#8217;essere abbastanza potente ed esplosivo da causare seri danni interni.<br>Naturalmente una simile strategia di combattimento richiede la pratica di condizionamento del corpo, attuata attraverso lunghe sessioni di allenamento al Mu zhuang (木樁), un tronco fissato al terreno, contro cui si battono ripetutamente i vari segmenti corporei. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="297" height="170" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/bajiquan_muzhuang-1.png" alt="Mu zhuang (木樁)" class="wp-image-8586"/><figcaption>Mu zhuang (木樁)</figcaption></figure></div>


<p>Poiché si colpisce praticamente con ogni parte del corpo, tutte vanno condizionate. Date le premesse è assai raro che i compagni di allenamento si cimentino in combattimenti liberi, poiché non riescono ad eliminare il pericolo insito nelle tecniche ed i danni potenziali sarebbero troppo elevati.<br>Dal momento, tuttavia, che ogni singola tecnica delle forme di Bajiquan è direttamente applicabile e che i combattimenti preordinati godono di un realismo a dir poco scientifico, l&#8217;allievo acquisisce ben presto buone capacità di combattimento. Per gli stessi motivi, le applicazioni non vengono illustrate ad allievi troppo giovani ed esuberanti; ho sentito il maestro Zu raccomandare ad uno di essi: &#8220;<em>Bajiquan pericoloso, no usare fuori; solo se nemico cattivo cattivo usare, anche pericolo uccidere</em>&#8220;.<br><br>Un&#8217;altra strategia tipica, che richiede grande coraggio, è descritta dal nome con cui lo stile è parallelamente conosciuto: &#8220;Kai men Bajiquan&#8221;; &#8220;kai men&#8221; significa &#8220;aprire la porta&#8221; ed indica il fatto che il praticante finge di adottare una posizione di guardia aperta, allo scopo di attrarre, come in una tela di ragno, l&#8217;avversario; una volta che questi si è avvicinato per attaccare; la posizione del combattente Bajiquan cambia repentinamente, quando ormai è troppo tardi per evitare la trappola. In effetti non è raro che si adotti un comportamento di attesa dell&#8217;attacco avversario, per poi adattarvisi ed avere la meglio. Una tale presenza di spirito richiede anch&#8217;essa un addestramento adeguato.<br>In effetti, viene un momento in cui, ad un certo punto dell&#8217;addestramento, si inizia ad allenare il <a href="https://www.kuoshu.net/qigong-chi-kung/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Qigong (ch&#8217;i kung)</a> e lo spirito, con la combinazione dei quali è possibile realizzare pienamente la speciale potenza esplosiva del Bajiquan.<br><br>La pratica Qigong dello stile si ritiene originaria del <a href="https://www.giack.it/ngg_tag/shaolin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tempio di Shaolin</a> e la sua teoria dice che l&#8217;essere umano nasce con una forza particolare; poi, crescendo, egli impara a camminare, ad usare gli arti e la muscolatura, così si inizia ad utilizzare una forza appresa, dimenticando quella naturale. Essa tuttavia può ancora fare la sua comparsa in occasioni particolari, come in presenza di panico, quando la mente si trova in una condizione di vuoto e la forza appresa viene dimenticata. L&#8217;allenamento del Bajiquan mira a fare riemergere la potenza primigenia, innata. Ecco perché il principiante si troverà all&#8217;inizio a compiere movimenti apparentemente scomodi e privi di utilità, per poi capire che quelli sono i movimenti più efficaci per produrre potenza e per combattere con la massima efficacia.<br>Per esempio sono numerose le tecniche in cui il corpo si comprime e si espande come una molla, per &#8220;esplodere addosso all&#8217;avversario&#8221;, oppure quelle in cui il piede batte con forza sul terreno, per produrre una vibrazione che favorisce la circolazione del Qi.<br><br>Uno dei segreti della potenza del Bajiquan è in effetti chiamato <strong>Bajiquan San Chui Li</strong> (potenza delle tre sorgenti: spalla, battito dei piedi e contrazione a molla dell&#8217;anca, coordinati dal Qi e dallo spirito ). Un&#8217;ulteriore incremento alla forza viene poi dato dalla particolare tecnica respiratoria, che privilegia una potente espirazione nasale, dal rumore caratteristico (heng ha ehr shi)..<br><br>Oltre all&#8217;enorme bagaglio di tecniche a mani nude, tipico di uno stile del nord (le forme originarie, in seguito arricchite da altre, sono: liu ta kai, Bajiquan shao jia, Bajiquan da jia, chin kang pa shi ed una forma a due). Lo studio del Bajiquan comprende un gran numero di <a href="https://www.kuoshu.net/armi-nel-kung-fu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">armi</a>, tra cui spicca la <a href="https://www.kuoshu.net/armi-nel-kung-fu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lancia</a>, di cui il primo allievo del monaco Lei Kui Yuan, Wu Chung, fu un grande esperto, tanto da esser soprannominato Wu &#8220;lancia magica&#8221;. </p>



<p><em><strong>Di Stefano Pernatch</strong></em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="268" height="188" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/bajiquan_lancia_magica.jpg" alt="" class="wp-image-8587"/><figcaption>La lancia nel Bajiquan</figcaption></figure></div>


<h4 class="wp-block-heading">BAJIQUAN NELLA SCUOLA CHANG</h4>



<p>Lo stile Bajiquan, rappresenta indubbiamente uno degli <a href="https://www.kuoshu.net/stili-di-kung-fu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stili</a> più importanti del bagaglio tecnico culturale tramandato nella <a href="https://www.kuoshu.net/kung-fu-chang/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scuola Chang</a>. Nonostante questo stile sia meno conosciuto e forse meno famoso di altri (es. Taijiquan, Winchung), ecc.), si tratta senza ombra di dubbio di uno degli stili più applicativi e potenti del <a href="https://www.kuoshu.net/kung-fu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kung fu tradizionale</a>. Per questa sua particolarità, come riportato anche dal precedente articolo, è stato programma di addestramento della forze dell&#8217;ordine in Cina e a Taiwan e di molti corpi speciali. Ancora oggi molte tecniche di Bajiquan sono insegnate in ambito militare e anche in contesto civile come metodo di <a href="https://www.difesapersonaleprato.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">difesa personale</a>.</p>



<p>Motivo della scarsa diffusione dello stile rispetto ad altri è il fatto che in Cina, nel passato questo stile era riservato a pochi eletti e trasmesso in un contesto di segretezza e riservatezza.<br>In Italia dobbiamo ritenerci molto fortunati perché abbiamo avuto ed abbiamo tutt&#8217;oggi due importantissime Scuole che tramandano gli insegnamenti di Bajiquan. Una è senza dubbio la Scuola del Maestro Wu Zuyao, fonte del precedente articolo e l&#8217;altra è la Scuola Chang del Maestro <a href="https://www.kuoshu.net/chang-dsu-yao/">Chang Dsu Yao</a>, che attraverso il figlio Chang Wei Shin da moltissima importanza allo studio e all&#8217;approfondimento di questo stile.</p>



<p>Entrambe le scuole portano avanti un programma di Bajiquan molto simile e probabilmente di medesima radice. La domanda che spesso ci si pone è appunto se i due grandi Maestri, Wu e Chang (padre) si siano mai allenati insieme. Molti sostengono di si ma ancora purtroppo non abbiamo riscontri ufficiali per poterlo affermare con certezza.<br>Una cosa ormai accertata è comunque il fatto che le forme Liu da kai di Kai men Bajiquan, la Xiaojia e la Dajia, non venissero insegnate dal Maestro Chang Dsu Yao. Questa parte di Bajiquan è stata introdotta successivamente dal figlio Chang Wei Shin ad integrazione del programma base tramandato dal padre caratterizzato essenzialmente dallo studio della &#8220;Nanjing jia&#8221; o &#8220;Bajiquan fa&#8221; e rappresenta attualmente una aspetto molto importante e tecnico dello studio dello stile e degli allenamenti per i più esperti.<br><br>In ogni caso il fulcro di origine di questo stile dovrebbe essere effettivamente la provincia di Hebei (Mengcun) e il Maestro che dovrebbe aver tramandato il Bajiquan a Chang Dsu Yao dovrebbe essere con molta probabilità <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Liu_Pao_Ch%27%C3%BCn" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Liu Pao Ch&#8217;un</a> (Liu Baojun).&nbsp;Da altre fonti risulterebbe invece che la città di origine di questo Bajiquan sia <a href="https://www.giack.it/ngg_tag/nanjing/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nanchino</a> (Nanjing).<br>Non è escluso che il Bajiquan tramandato dal Maestro Chang possa quindi includere due ceppi di provenienza diversa ma questa fino ad oggi è e rimane una supposizione.<br>Il Bajiquan praticato nella scuola Chang in Cina è chiamato &#8216;Bajiquan Laojia&#8217; ovvero &#8220;l&#8217;antica scuola di Bajiquan&#8221;. In particolare, il Maestro Chang Dsu Yao insegnava la forma definita &#8220;accademica&#8221;, la Nanjing jia (forma di Nanchino) che nel programma originario della scuola veniva chiamata appunto Bajiquan fa. Il nome &#8220;accademica&#8221; si suppone fosse attribuito al fatto che questa era la forma che il Maestro insegnava nell&#8217;accademia militare e che per molti anni è stata insegnata alle forze dell&#8217;ordine come preparazione al corpo a corpo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">LA TECNICA NEL BAJIQUAN</h4>



<p>Lo stile Bajiquan si basa essenzialmente su colpi e proiezioni eseguite su linee rette con movimenti brevi ed esplosivi nelle otto direzioni dove la potenza delle tecniche, portate con qualunque parte del corpo, è data dalla corretta ed estremamente radicata posizione dell&#8217;esecutore che su ogni attacco porterà il peso di tutto se stesso percuotendo e travolgendo l&#8217;avversario.<br>Abbiamo già più volte affermato che il Bajiquan è uno tra gli stili maggiormente efficaci nelle applicazioni tecniche in combattimento. Questo perché il suo metodo di allenamento si basa poco sulla ricerca della perfezione estetica della forma o la sua componente di teatralità ma si concentra esclusivamente sull&#8217;efficacia funzionale in combattimento. Gli esercizi infatti sviluppano nel tempo una postura forte e ben radicata e condizionano gli arti mentre le tecniche mirano tutte ad utilizzare al massimo la funzionalità biomeccanica del corpo umano. Per raggiungere questi livelli di esplosività è fondamentale avere pieno controllo sulla respirazione e sull&#8217;emissione di forza &#8220;Fajin&#8221; ad essa legata indissolubilmente.<br><br>Parlando di postura, una delle pratiche di allenamento importanti nel Bajiquan è lo &#8220;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Zhanzhuang" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Zhan zhuang</a>&#8221; (palo immobile) nelle posizioni principali come ad esempio Mabu ding zhou, Mabu chong quan, Mabu zheng zhang che oltre a potenziare e condizionare la componente fisica, contribuisce a migliorare il radicamento e la stabilità; aspetto essenziale del Bajiquan.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="343" height="388" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/mabu_zhang_zhuang-4.jpg" alt="Mabu Zhang Zhuang" class="wp-image-8635" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/mabu_zhang_zhuang-4.jpg 343w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/mabu_zhang_zhuang-4-265x300.jpg 265w" sizes="auto, (max-width: 343px) 100vw, 343px" /><figcaption>Mabu Zhang Zhuang</figcaption></figure></div>


<p>Le posizioni principali (Bufa) nel Bajiquan sono le stesse che si studiano anche in altri stili ma sono molto più strette e soprattutto tendono ad abbassare molto il baricentro, quindi piuttosto basse.</p>



<p>Il Mestro Wei Shin a volte cita un vecchio proverbio Cinese che tradotto suona tipo: &#8220;<em><strong>Un centimetro più basso, dieci volte più potente</strong></em>&#8220;.</p>



<p>Consigliamo di dare un occhiata all&#8217;articolo sulle&nbsp;<a href="https://www.kuoshu.net/old/tecnichebase.php">po</a><a href="https://www.kuoshu.net/tecniche-base-kung-fu-chang/">s</a><a href="https://www.kuoshu.net/old/tecnichebase.php" target="_blank" rel="noreferrer noopener">izioni di base</a>&nbsp;del Kung fu Chang.</p>



<p><strong>ZHEN JIAO</strong></p>



<p>Un altro aspetto sul quale il Maestro Wei Shin spesso pone l&#8217;accento e che contraddistingue lo stile in modo particolare è la tecnica chiamata &#8220;Zhen jiao&#8221;. Si tratta del vigoroso colpo del piede sul suolo eseguito con tutto il peso del corpo e che per questo motivo emette un suono pieno e sordo. In realtà il piede è solo l&#8217;ultima parte del corpo che entra in gioco mentre l&#8217;aspetto importante è il lasciar cadere la gamba rilassata a terra senza spingerla con la forza muscolare né saltando ma solo concentrando il proprio peso nel punto preciso di impatto.<br>L&#8217;allenamento di questo gesto tecnico è importante oltre che per rinforzare gli arti inferiori, anche per migliorare la stabilità conferendo alla tecnica una notevole potenza in più proprio grazie a questo &#8220;caricamento&#8221;. Zhen jiao infatti viene eseguito un istante prima di effettuare la tecnica d&#8217;impatto e ne rappresenta il momento di concentrazione della forza e del radicamento. Per tale motivo, Zhen jiao viene eseguito in fase di inspirazione, proprio perché precede il Fajin (emissione di forza esplosiva in espirazione e contrazione addominale spesso accompagnata da suono).<br>La percussione così potente del suolo, dice il M° Wei Shin, è anche un modo per incutere timore nell&#8217;avversario, manifestando la propria imponenza fisica e la propria determinazione.<br>Sembra che nell&#8217;antichità in Cina, molti praticanti di questo stile talvolta si rompessero addirittura le caviglie dalla potenza con la quale allenavano questo principio.<br>E&#8217; comunque consigliabile allenarsi con delle scarpe con una suola piuttosto alta ed ammortizzata per evitare, talloniti e infiammazioni alle ginocchia almeno fino a quando gli arti inferiori non saranno condizionati e rinforzati a sufficienza.</p>



<p><strong>MABU DING ZHOU</strong> <strong>(马步顶肘)</strong></p>



<p>Si tratta della posizione più importante e più utilizzata nell&#8217;allenamento dello Zhan zhuang del Bajiquan.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="338" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/mabu_liang_yi.jpg" alt="Mabu ding zhou" class="wp-image-8637" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/mabu_liang_yi.jpg 200w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/mabu_liang_yi-178x300.jpg 178w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /><figcaption>Mabu ding zhou</figcaption></figure></div>


<p>La traduzione in italiano potrebbe essere descritta come &#8220;Puntellare il gomito&#8221; nella posizione del Cavaliere (Mabu).</p>



<p>La posizione delle gambe è Mabu, i pugni sono &#8220;vuoti&#8221;, le spalle sono rilassate e la postura segue il principio &#8220;Han xiōng bá bèi&#8221; (si veda l&#8217;apposita sezione dedicata ai <a href="https://www.kuoshu.net/dieci-principi-yang-chen-fu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">10 principi di Yang Chen Fu</a>), un braccio esegue la tecnica di gomito (zhou) con il palmo della mano rivolto verso il cielo &#8220;tian&#8221; elemento Yang e molto vicino al mento. Lo sguardo è posto nella direzione della tecnica.</p>



<p>Quando l&#8217;altro braccio è piegato e vicino all&#8217;anca &#8220;Di&#8221; (elemento Yin) la posizione prende il nome di Mabu liangyi ding zhou. &#8220;Liangyi&#8221; si sono i due poli opposti Ying e Yang. Quando l&#8217;altro braccio invece è disteso la posizione prende il nome di Mabu danyi (un solo polo).</p>



<p>Nel &#8220;Quanpu&#8221; del Bajiquan si menziona un detto per questa posizione:<br><em>&#8220;<strong>Huai bao ying er shou tuo shan shi zhi zhua di tou ding tian</strong>&#8220;<br>Le mani tengono in braccio il neonato e sostengono una montagna, le dieci dita dei piedi artigliano il terreno, la testa sostiene il cielo.</em></p>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Applicazioni mabu ding zhou</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/videoplayback-1.mp4"></video></figure>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Applicazioni mabu ding zhou</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/八極拳-六肘.mp4"></video></figure>



<p><strong>DA ZHUANG E TUI DA</strong></p>



<p>Con il termine Da zhuang si comprendono tutte le sequenze tecniche di percussione del palo di legno (Mu zhuang). Queste sequenze possono anche essere eseguite a coppia e quindi senza il palo, usando il rispettivo compagno di allenamento come bersaglio dei proprio colpi; in questo caso si parla di Tui da zhuang (tecniche di percussione del palo a coppia). Sono diversi tipi di tecniche volte a condizionare gli arti, a sviluppare la potenza e migliorare l&#8217;applicazione del peso del corpo negli attacchi. Essi sono svolti in modo molto rilassato, spalle morbide e possono essere statici o con avanzamenti quasi sempre in Mabu e Zuobu, talvolta agganciandosi anche con i piedi. Sono ottimi per prepararsi a combattimenti liberi e prestabiliti. Il Maestro Weishin spesso riporta questa frase &#8220;se vuoi imparare a combattere, non serve fare molte forme ma serve fare molto Tui da&#8221;.</p>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Da zhuang &#8211; Esempio di esercizio a coppia (tui da) </p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/dui-da.mp4"></video></figure>



<p>Tra queste sequenze, una molto praticata si chiama San kao bi che letteralmente significa &#8220;Tre colpi di braccio&#8221;. Questo esercizio, in tutte le sue numerose varianti, consiste essenzialmente nel colpire il palo o il braccio del proprio compagno. E&#8217; un ottimo modo per imparare ad usare il corpo quando si sferrano i colpi e per condizionare gli arti rendendoli molto più forti e vigorosi a livello muscolare, osseo e tendineo.</p>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Sankaobi (三靠臂) &#8211; Tre colpi di braccio</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/VID-20220420-WA0003_Trim.mp4"></video></figure>



<h4 class="wp-block-heading">DUIDAQUAN (对打樁) E LIUZHOUTHOU (六肘头)</h4>



<p>Tra le sequenze di combattimento prestabilito a coppia (Duilian), nella scuola Chang si allenano molto &#8220;Duidazhuang (对打樁)&#8221; e &#8220;Liuzhoutou (六肘头)&#8221;. La prima è una sequenza divisa in tre parti che include colpi, prese, leve e controleve. La seconda è una sequenza molto più grezza ma anche più applicativa che parte con Sankaobi (tre colpi di braccio) e comprende pugni, gomitate, spallate, e relative uscite e parate. Quest&#8217;ultima viene chiamata anche &#8220;Boji (combattimento) delle guardie imperiali&#8221; proprio perché pare fosse uno dei metodi di allenamento usati dagli uomini che difendevano l&#8217;imperatore.</p>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Altri esempi di Da zhuang &#8211; Tui da</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/sankaobi.mp4"></video></figure>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Analisi biomeccanica della forza nelle tecniche di Bajiquan</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/videoplayback-3.mp4"></video></figure>



<p>Gli allenamenti di Bajiquan sono particolarmente intensi e impegnativi e mettono a dura prova il fisico. Per questo motivo, in molte scuole di Bajiquan viene anche tramandata una modalità di massaggio tradizionale (Tuina) e di stimolazione di alcuni punti di Agopuntura con proprietà antalgiche e rinvigorenti.</p>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Esempio di Tuina (massaggio tradizionale) del Bajiquan</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/massaggio_bajiquan.mp4"></video></figure>



<h4 class="wp-block-heading">FILOSOFIA E STRATEGIA DEL BAJIQUAN</h4>



<p>La prima dote che un praticante di Bajiquan deve avere, ripete instancabilmente il Maestro Chang Wei Shin, è il coraggio. Poi viene il resto. Tra i vari proverbi che si menzionano nel Kung fu ce n&#8217;è uno che riguarda proprio questo aspetto del coraggio &#8220;<strong>Yī gān, èr lì, sān jìshù</strong>&#8221; (一肝, 二力, 三技术) che significa: &#8220;<em>Per prima cosa serve fegato</em> (i cinesi associano questo organo a questa virtù), <em>poi serve forza e infine tecnica</em>&#8220;. Chiaramente per &#8220;forza&#8221; qui non si fa riferimento ai &#8220;muscoli da specchio&#8221; (ipertrofia ai fini estetici) ma a quelli funzionali allo scopo per il quale la tecnica nasce. Questa forza è ottenuta dal corretto allenamento ed è una sinergia tra quella muscolare e quella data dall&#8217;intenzione e dal proprio atteggiamento (attitudine e determinazione).<br>Le tecniche di Bajiquan sono create appositamente per neutralizzare un qualsiasi attacco avversario purché si abbia il coraggio di avanzare senza mai arretrare.<br>Nel Bajiquan infatti non si arretra mai, si attacca sugli attacchi e si attacca a prescindere da quale sia la tecnica che l&#8217;avversario sta eseguendo, per questo ci vuole una buona dose di coraggio che sarà appagata in combattimento spesso sorprendendo l&#8217;avversario.. Esistono a tal scopo anche delle tecniche che servono proprio per indurre l&#8217;avversario ad attaccare nel caso questo resti troppo sulle difensive. Le tecniche di Bajiquan, a differenza di molti <a href="https://www.kuoshu.net/stili-di-kung-fu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stili di Kung fu</a>, non sono in due tempi (difesa, attacco) ma in un solo tempo. Le tecniche (sempre di attacco) prevedono nella loro esecuzione, la protezione delle parti più esposte del proprio corpo e l&#8217;apertura dell&#8217;eventuale guardia dell&#8217;avversario (kai men). Un importante obbiettivo di chi pratica Bajiquan è quello che viene definito in Cinese &#8220;Kai men&#8221; (aprire le porte) che in senso figurato significa creare una possibilità di accesso, un apertura nelle difese dell&#8217;avversario. Il Bajiquan viene infatti anche chiamato Kai men Bajiquan per questo motivo.<br>Le tecniche &#8220;Kai men&#8221; sono contenute in moltissimi esercizi di allenamento e in quasi tutte le forme.<br>Un applicazione e un allenamento tipico di questo concetto sono i Kai men liu da kai che approfondiremo più avanti. In quasi tutte le tecniche di Bajiquan si nota chiaramente un atteggiamento molto chiuso, petto in dentro, spalle rilassate e testa sempre molto protetta dalle braccia e dalle spalle (<a href="https://www.kuoshu.net/tecniche-base-kung-fu-chang/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Han xiōng bá bèi</a>)</p>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Applicazioni combattimento libero | Baji contest in Cangzhou (Hebei) 1988</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/Baji-contest-in-Cangzhou-1988.mp4"></video></figure>



<h4 class="wp-block-heading">IL PROGRAMMA DI STUDIO NELLA SCUOLA CHANG</h4>



<p>Nella scuola Chang questo stile viene insegnato solo dopo un buon periodo di pratica ed una buona acquisizione delle tecniche base e dei principi base del Kung fu tradizionale.</p>



<p>Il programma comincia con l&#8217;allenamento del &#8220;palo immobile&#8221; delle tecniche e delle posizioni fondamentali di Bajiquan e di tecniche ripetute di condizionamento &#8220;Da zhuang&#8221; come ad esempio &#8220;San kao bi&#8221; descritte precedentemente. Una volta acquisita a sufficienza una buona consapevolezza tecnica e posturale, si passa allo studio delle forme e delle applicazioni (Nanjing jia, Xiao jia, Da jia, Liu da kai, Silan quan ecc. ecc.)</p>



<h4 class="wp-block-heading">BAJIQUAN NANJING JIA (八极拳 南京架)</h4>



<p>La prima forma che viene insegnata è un antica forma tradizionale che nella bibliografia della scuola Chang è chiamata Bajiquan fa (fondamentali del Bajiquan). Come scritto nell&#8217;articolo precedente, questa forma in Cina è più comunemente chiamata &#8220;Nanjing Jia&#8221; (scuola di Nanchino). Si tratta di una forma piuttosto breve che esprime molta potenza nei movimenti ed esalta al massimo il principio &#8220;Zhen jiao&#8221; trattato precedentemente. E&#8217; una forma composta da colpi e proiezioni applicabili in combattimento e da leve e contro leve molto efficaci come &#8220;Da Zhan&#8221; (grande cerchio) e &#8220;Xiao Zhan&#8221; (piccolo cerchio). <br>Questa forma non è attualmente molto diffusa e in alcune scuole cinesi viene chiamata anche Dajia esattamente come la forma che menzioneremo successivamente. E&#8217; probabile che si tratti di una sequenza più breve e semplificata del medesimo ramo del Dabaji o appunto Bajiquan dajia.</p>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Esempio forma Nanjingjia (Bajiquan fa)</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/nanjingjia-01.mp4"></video></figure>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Esempio forma Nanjingjia (Bajiquan fa)</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/nanjingjia-02.mp4"></video></figure>



<h4 class="wp-block-heading">BAJIQUAN LIU DA KAI (八极拳 六大開</h4>



<p>Nella nostra scuola per semplicità sono anche chiamate &#8220;forme brevi&#8221;. Si tratta di sequenze di allenamento di un numero limitato di tecniche da eseguire inintterrottamente fino all&#8217;acquisizione del principio che incarnano. Ognuno dei sei &#8220;Liu da kai&#8221; infatti, contiene un principio di forza diverso e di conseguenza le tecniche sfruttano questo principio allenante. Per questo è molto importante aver ben chiaro e distinguere bene un esercizio dall&#8217;altro lavorando sul giusto concetto tecnico posturale di applicazione della forza.<br>Liu da kai significa &#8220;le sei grandi aperture&#8221; e fanno parte del Kai men Bajiquan ovvero il &#8220;il Bajiquan delle aperture delle porte&#8221;, dove per porta si intende la guardia dell&#8217;avversario e il concetto di trappola (far entrare volutamente nella propria guardia per applicare una tecnica precisa. Aprire la porta significherebbe in questo senso crearsi un varco per poter oltrepassare le difese dell&#8217;avversario, un punto debole nella sua difesa ma soprattutto nei suoi attacchi.<br>I Liu da kai, servono per allenare questo principio fondamentale del Bajiquan in quanto l&#8217;intenzione del praticante deve essere quella di non arretrare mai avanzando sempre anche sugli attacchi con tecniche che sono al tempo stesso parata e attacco.<br>Si dice che non esista Bajiquan senza Liu da kai e che queste &#8220;forme brevi&#8221; rappresentino la madre dello stile. Le forme brevi attualmente insegnate nella ns. scuola sono le seguenti, l&#8217;ordine può differire tra diverse scuole, si ringrazia il M°&nbsp;Chang Wei Shin&nbsp;per i caratteri scritti e per gli approfondimenti.</p>



<p><strong>Liu da kai &#8211; Le sei Forme brevi del Bajiquan</strong></p>



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<figure class="wp-block-table aligncenter has-small-font-size"><table><tbody><tr><td>1   </td><td><strong>Ding</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img decoding="async" style="width: 400px;" src="https://www.kuoshu.net/old/pics/picsDing.jpg" alt="Ding"></td><td>Forza che &#8220;puntella&#8221;.<br>Si tratta di una forza lineare ed equilibrata che prevede attacchi dritti con tutte le parti del corpo. &#8220;Andare sempre avanti come un toro&#8221;. Questo principio prevede appunto l&#8217;andare avanti sugli attacchi dell&#8217;avversario senza difendere ma attaccando a propria volta.</td></tr><tr><td>2</td><td><strong>Chan</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/old/pics/picsChan.jpg" alt="Chan" width="100" height="88"></td><td>Forza che &#8220;avvolge in torsione&#8221;<br>Si tratta di una forza a spirale che parte con movimenti circolari piccoli o grandi che convergono la forza verso l&#8217;avversario.<br>(Da zhan, Xiao zhan ne sono un classico esempio)</td></tr><tr><td>3</td><td><strong>Kua</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/old/pics/picsKua.jpg" alt="Kua" width="100" height="93"></td><td>Forza di &#8220;anca&#8221;<br>Si tratta di una forza che incrocia, ovvero che va in due direzioni perpendicolari, che chiude in una forbice.</td></tr><tr><td>4</td><td><strong>Bao</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/old/pics/picsBao.jpg" alt="Bao" width="100" height="75"></td><td>Forza che &#8220;abbraccia&#8221;<br>Si tratta di una forza che stringe verso l&#8217;interno e apre verso l&#8217;esterno in modo circolare</td></tr><tr><td>5</td><td><strong>Ti</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/old/pics/picsTi.jpg" alt="Ti" width="100" height="76"></td><td>Forza che &#8220;sale verso l&#8217;alto&#8221;<br>Si tratta di una forza che parte da terra (Di) e sale verso il cielo (Tian) in linea verticale. Molto efficace nelle proiezioni.</td></tr><tr><td>6</td><td><strong>Dan</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" width="58" height="46" class="wp-image-8604" style="" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/Immagine-2022-08-07-200535.png" alt=""></td><td>Forza che &#8220;ondeggia&#8221;<br>Si tratta di una forza molto esplosiva e rapida che unisce la &#8220;durezza del ferro&#8221; e la &#8220;morbidezza del cotone&#8221;. Dan significa &#8220;trasportare&#8221;. Per rendere l&#8217;idea del movimento &#8220;ad onda&#8221; si prende come esempio il movimento oscillatorio che fanno i due secchi di acqua trasportati dal contadino sulla spalla appesi alle estremità del bastone. Camminando i due secchi pesanti cominceranno a sobbalzare per via della flessibilità del bastone.</td></tr></tbody></table><figcaption>I primi 5 caratteri sono stati scritti dal M° Chang Wei Shin</figcaption></figure>
</div>
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<h4 class="wp-block-heading">BAJIQUAN XIAO JIA (八极拳 小架)</h4>



<p>Questa è la seconda forma che viene proposta nella Scuola Chang. Una forma molto più lunga della precedente dai movimenti più complessi che si ritrovano anche nei Liu da kai che tratteremo successivamente. &#8220;Xiao&#8221; in cinese significa &#8220;corto&#8221;. Per &#8220;corto&#8221; ovviamente non ci si riferisce alla durata della forma ma alla caratteristica dei movimenti più brevi e meno estesi. Di questa forma tutt&#8217;oggi si conosce ancora la versione tradizionale antica creata probabilmente dal monaco Lai, spesso viene chiamata anche xiao jia yi lu.</p>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Esempio forma Xiaojia (Xiaobaj)</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/xiaobaji.mp4"></video></figure>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Esempio forma Xiaojia (Xiaobaj)</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/xiaobaji-02.mp4"></video></figure>



<h4 class="wp-block-heading">BAJIQUAN DA JIA (八极拳大架)</h4>



<p>Questa è terza forma che viene insegnata agli allievi più avanzati nella Scuola Chang. Una forma molto complessa nella quale si alternano movimenti ampi e circolari a tecniche brevi e molto esplosive. &#8220;Da&#8221; in cinese significa &#8220;grande&#8221;. Per &#8220;grande&#8221; ovviamente non ci si riferisce alla durata della forma ma alla caratteristica dei movimenti più lunghi, ampi ed estesi.</p>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Esempio forma Dajia (Dabaji)</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/bajiquan_dajia_2.mp4"></video></figure>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Esempio forma Dajia (Dabaji)</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/dan-da-_-wushi-kaimen-bajiquan-_-by-xiao-hui-3.mp4"></video></figure>



<h4 class="wp-block-heading">BA JI QUAN SILAN QUAN (八级拳 四郎宽)</h4>



<p>E&#8217; una forma molto lunga e complessa, considerata da molti una forma di livello particolarmente avanzato  proprio per la complessità delle tecniche. Il nome della forma non ha come nelle precedenti un riferimento che identifica o contraddistingue le tecniche o la provenienza (Nanjing, xiao, da) ma è piuttosto romanzato. Silan Quan si può tradurre come &#8220;i 4 giovani uomini dai grandi pugni&#8221;</p>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Esempio forma Silanquan</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/silanquan-1.mp4"></video></figure>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Esempio forma Silanquan (M° Bartolucci, Lucarini, Manenti)</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/silanquan.mp4"></video><figcaption>I Maestri Bartolucci, Lucarini e Manenti che allenano la prima parte di Silan quan</figcaption></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Documentario cinese sul Bajiquan</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/baji1.mp4"></video></figure>



<p class="has-text-align-center">🎦 <strong>VIDEO</strong><br>Documentario cinese sul Bajiquan</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2022/08/Compound17559.mp4"></video></figure>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>di </strong><a href="https://www.kuoshu.net/member/giacomo-lucarini/"><strong>Giacomo Lucarini</strong></a></p><p></p></blockquote>
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		<title>Allenamento e Ricerca</title>
		<link>https://www.kuoshu.net/allenamento-ricerca-kung-fu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giack]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Nov 2021 15:43:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento e ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ALLENAMENTO E RICERCA &#124; di Francesco Parretti L’allenamento è la pratica fondamentale di ogni disciplina e sport. La nascita di questa parola deriva dalla procedura che ogni individuo cerca per migliorare le proprie prestazioni. Esistono molti tipi di allenamento ognuno</p>
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<h4 class="wp-block-heading">ALLENAMENTO E RICERCA | di Francesco Parretti</h4>



<figure class="wp-block-image size-large no-archivio"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2021/11/IMG_0119-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-8492" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2021/11/IMG_0119-1024x768.jpg 1024w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2021/11/IMG_0119-300x225.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2021/11/IMG_0119-768x576.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2021/11/IMG_0119-1536x1152.jpg 1536w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2021/11/IMG_0119-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Allenamento tradizionale a coppia | M° Shi Hengjun | Tempio Shaolin</figcaption></figure>



<p>L’allenamento è la pratica fondamentale di ogni disciplina e sport. La nascita di questa parola deriva dalla procedura che ogni individuo cerca per migliorare le proprie prestazioni. Esistono molti tipi di allenamento ognuno dei quali può essere svolto con serie infinite di metodologie, la scelta si restringe se colui che si applica riesce a pianificare i propri obbiettivi in relazione a se stesso e di conseguenza al proprio fisico </p>



<span id="more-8491"></span>



<p>L’allenamento è la pratica fondamentale di ogni disciplina e sport. La nascita di questa parola deriva dalla procedura che ogni individuo cerca per migliorare le proprie prestazioni. Esistono molti tipi di allenamento ognuno dei quali può essere svolto con serie infinite di metodologie, la scelta si restringe se colui che si applica riesce a pianificare i propri obbiettivi in relazione a se stesso e di conseguenza al proprio fisico. L’aneddoto migliore che si possa pensare quando ci si riferisce alla parola “allenamento” è, a mio avviso, quello di avere un corpo ed una mente forte in grado di superare ostacoli che prima ci sembravano insuperabili, convincersi che possiamo migliorare perché in fondo siamo in continua evoluzione. Nell’ambito marziale e non solo, l’allievo novizio non conosce il vero significato di questa parola e quindi è considerevole che il praticante più esperto lo guidi ad usare un metodo corretto ed acquisire una buona dose di volontà nell’eseguirlo. Purtroppo spesso in occidente agli allievi non sempre vengono date sufficienti nozioni al riguardo e perciò sono soggetti a innumerevoli sciocchezze create dalla disinformazione. E’ sempre opportuno documentarsi al riguardo!</p>



<p>Nel&nbsp;<a href="https://www.kuoshu.net/stili-di-kung-fu/">Gong fu tradizionale</a>&nbsp;non si smette mai di apprendere e questo implica in noi una costante crescita dell’allenamento: condizionamento, postura, respirazione, velocità, forza e allungamento sono alcuni degli aspetti che il praticante deve esercitare. Per farlo in ogni stile si è sempre utilizzato antichi metodi, trasmessi da maestri ad allievi con la costante pratica dell’arte stessa. Una recente intervista al monaco Shi De Yang cita : “Al&nbsp;tempio Shaolin&nbsp;ci sono sempre stati estenuanti allenamenti, non posso svelare di che si tratta, molte delle cose che non spiego le tengo segrete per proteggere qualche incauto che voglia imitarle… Allenamenti di lotta contro la tempesta, dando sempre il massimo di se stessi; salita con sacchi di sabbia alla caverna di&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bodhidharma" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Da Mo</a>, alle cinque del mattino; saltelli a piedi uniti sugli 800 scalini che portano fino ad essa, discesa a carponi, su e giù finché la forza ti viene a mancare….e questo è solo un assaggio di ciò che il tempio, quello autentico, offre.”<br>Certo, sacrificio e volontà sono strettamente necessarie affinché si possa ricevere tutti i benefici dalla nostra sessione di allenamento, ma allo stesso modo sono richieste la concentrazione e l&#8217;abilità di liberarsi dagli effetti della distrazione. E’ questo stato mentale, questa abilità di focalizzare la tua attenzione su cosa stai facendo che conferisce più efficienza all’allenamento, e uno dei modi migliori per ottenerlo è pensare ai nostri muscoli che lavorano durante lo sforzo. Per capire meglio tutto ciò, chiamerò in causa la pratica di alcuni esercizi tradizionali.</p>



<p>“Per sorreggere un palazzo ci vogliono delle solide fondamenta ”, è con questo detto che il pensiero cinese pone molta importanza nell’esercizio di una salda postura. Dalla medesima infatti dipendono la stabilità, l’agilità, la potenza e la duttilità, importantissimi elementi che condizionano il rendimento del praticante. In questo caso, l’allenamento sarà improntato sulle due componenti che la formano: il radicamento e l’allineamento; già dalle parole si può avere un’immagine chiara del loro significato, bisogna saldarsi a terra come una montagna ed imporsi irremovibilmente come la roccia che la compone. L’esercizio più usato nella maggior parte degli stili è lo&nbsp;<a href="https://www.kuoshu.net/old/pachichuan.php">zhang zhuan</a>&nbsp;(站桩) , il “palo immobile. Lo scopo dello zhang zhuan è quello di rimanere fermi a lungo in una postura fondamentale del gong fu(bu fa) rinforzando così gli arti inferiori in quanto la posizione che si mantiene è del tutto isometrica, e rendendo il corpo stabile e capace di sviluppare enorme energia.</p>



<p>Costruire una posizione salda e trovarla intuitivamente non è il solo obbiettivo che si deve cercare.<br>La presenza di questo antico esercizio ci insegna sopratutto che esistono dei muscoli di grande importanza da sviluppare: quelli posturali. Otteniamo il controllo su di essi e di conseguenza saremo in grado di muoverci con il minimo sforzo e con la massima efficienza. Un buon esempio di zhang zhuan viene raggiunto quando si riesce a mantenere una posizione non troppo alta (solitamente&nbsp;<a href="https://www.kuoshu.net/tecniche-base-kung-fu-chang/">ma bu</a>) per circa 20-30 minuti avendo la sensazione di essere equilibrati, leggeri e stabili. Quando si raggiunge un ottimo livello in questo esercizio, il praticante incrementa il proprio carico lavorativo con il sollevamento e la tenuta di un carico, sempre rimanendo fermi ed immobili nella solita posizione (le immagini riportate illustrano due varianti del metodo di zhang zhuan a carico sostenuto). Stare eretti in questa posizione significa essere delicatamente bilanciati e ben saldi al suolo quando si viene disturbati.</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2021/11/zhang_zhuang1.jpg" alt="Zhang Zhuang gong fu" width="281" height="388"></td><td><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2021/11/zhang_zhuang2.jpg" alt="Zhang Zhuang wushu" width="213" height="388"></td></tr></tbody></table><figcaption>Immagini che rappresentano strumenti di allenamento tradizionale</figcaption></figure>



<p>Spesso negli esercizi di condizionamento fisico ci si trova di fronte alla costante sensazione di “ascoltare” il muscolo sollecitato dallo sforzo. Condizionare, nella terminologia sportiva, significa sottoporre fisico e mente a prove specifiche e riuscire tramite esse a sviluppare e rinforzare qualsiasi elemento del corpo. Ne è un esempio pratico il&nbsp;<em>tui da</em>&nbsp;(腿打), un metodo praticato a coppia che prevede vari esercizi per battere/colpire il proprio corpo con quello del partner. Di solito le parti più usate sono gli avambracci, le mani e le gambe che, venendo colpite in maniera progressiva sviluppano un notevole irrobustimento osseo/muscolare (dal punto di vista scientifico, questo esercizio crea nel praticante, abbondanti fibre elastiche e collagene, nonché lievi ma significative calcificazioni). Tale pratica deve essere condotta con grande attenzione poiché dal momento in cui viene iniziata si dovrà intensificare la potenza dei colpi gradualmente, evitando ematomi e lesioni.</p>



<p>I colpi sferrati non devono mai eccedere, anzi è preferibile rimanere rilassati e morbidi poiché il&nbsp;<em>qi</em>&nbsp;nel nostro organismo rimarrà in circolazione con un afflusso continuo. L’impatto del colpo è come l’eco di un sasso che cade in acqua, il muscolo vibra alla sollecitazione fino a che questa si riduce di intensità.&nbsp; L’esercizio più conosciuto di questo metodo è il&nbsp;<em>san kao bi</em>&nbsp;che letteralmente significa “tre colpi di braccio”: dalla posizione classica&nbsp;<em>ma pu&nbsp;</em>e senza contrarre i muscoli degli avambracci si colpisce tramite questi ogni parte di quelli del compagno andando a creare cosi un movimento dinamico e ripetitivo. Esistono centinaia di varianti e di esercizi, ad esempio nello stile Ba Ji Quan si dedica molto tempo anche a percuotere le anche, il petto e la schiena con serie specifiche di esercizi, spesso contro un palo anziché con il compagno; infatti una particolarità di questo stile è proprio l’allenamento di percussione del palo, il&nbsp;<em>da zhuang gong</em>&nbsp;(打 桩 功), si legga la sezione del Ba Ji Quan per maggiori approfondimenti.</p>



<p>I principi guida e le componenti da tener presenti per pianificare un corretto allenamento sono :</p>



<ol class="wp-block-list"><li>la continuità del lavoro</li><li>l’alternanza di sforzo sul carico lavorativo</li><li>iniziale riscaldamento e defaticamento finale</li><li>adeguamento del ritmo e della durata</li><li>corretto atteggiamento mentale</li><li>particolare attenzione alla respirazione</li><li>(a)- miglioramento delle tecniche di esecuzione<br>(b)- ricerca e correzione dei punti deboli</li><li>allenamento duro e coltivazione di energia e coraggio</li><li>lavoro in uno stato di naturalità (anche con maltempo)</li></ol>



<p>Ognuno di questi punti è da considerarsi “personale”, in quanto si adattano perfettamente all’individuo e si applicano anche ad un lavoro di gruppo. Questi principi sono tipici della mentalità cinese. Infatti mentre per i cinesi è ovvio dedicare il tempo libero all’allenamento, in Occidente questi momenti vengono più spesso dedicati al relax. Fare grossi sacrifici per allenarsi, nel mondo di oggi e’ solitamente &nbsp;ritenuto cosa inutile, ma a quanto pare: gestire il tempo libero ed il lavoro, fare a meno di uscire qualche volta con gli amici, rinunciare a qualche ora di pigrizia e svago, è una cosa per pochi. E’ interessante fare una puntualizzazione sul punto n.9: lavorare in uno stato di naturalità significa allenarsi in un ambiente all’aperto, in qualsiasi condizione atmosferica, poiché il praticante deve sapersi adattare ad ogni circostanza ed evenienza. Lavorare confortevolmente in una palestra attrezzata riduce lo stimolo e facilita il metodo, atrofizzando così la nostra capacità di adattamento e sviluppo personale. Molte volte questo principio viene tralasciato per comodità, quando piove si è riparati, quando è freddo si è al chiuso, quando è caldo si è al fresco e così via; cercare di praticare sia all’aperto che in palestra è una condizione ottimale per far vostri questi principi.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2021/11/allenamento-ricerca-kung-fu-3.jpg" alt="Esercizi per il condizionamento del corpo"/><figcaption>Allenamento e condizionamento</figcaption></figure>



<p>Per progredire bisogna dunque gradire la fatica fisica, il defunto&nbsp;<a href="https://www.kuoshu.net/chang-dsu-yao/">Maestro Chang Dsu Yao&nbsp;</a>scrisse su una nota rivista di arti marziali : “Nei momenti di allenamento con il maestro&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Liu_Baojun">Liu Baojun</a>&nbsp;(劉保軍), l&#8217;atmosfera circostante cambiava, il luogo di allenamento diventava la Cina stessa con i suoi pensieri, la sua cultura, la sua arte e noi ci lasciavamo trascinare da quell&#8217;incanto, dimentichi di tanto sudore e fatica; accanto a noi c&#8217;era sempre il maestro che con il suo volto sereno e severo ci incitava ad andare avanti.”</p>



<p>“A volte le cose capitano per caso, sta a noi individuare quale sia il “caso” da seguire, e questa considerazione vale per la maggior parte delle cose.” E’ il detto cinese che ritengo opportuno per evidenziare l’importanza della scelta; è importante saper distinguere l’ utile da cosa non lo è¸ &nbsp;solo allora possiamo allenarci per sviluppare noi stessi.<br>Poniamo il caso che un praticante sia consapevole che la sua lacuna risieda nella precisione dei movimenti o nell’attenzione verso ciò che fa. Il caso vuole che gli antichi cinesi “costruissero” un metodo dedicato proprio a chi cerca di migliorarsi in tutto ciò. Mi viene in mente un sistema di allenamento molto particolare ed ampiamente usato in molte province della Cina, lo&nbsp;<em>Zhuang fa</em>(桩法) ovvero “il metodo dei pali”; si tratta di un allenamento nel quale ci si muove dalla cima di un palo di sezione circolare all’altro, secondo precise forme o più semplicemente praticando tecniche e spostamenti ben precisi. Lo&nbsp;<em>zhuang fa</em>&nbsp;allena appunto l’equilibrio, le posizioni fondamentali ed in particolar modo l’attenzione sugli spostamenti poiché mentre lo si esegue, molta importanza va dedicata alla focalizzazione su dove si mettono i piedi ed alla postura del corpo (schiena, busto e testa) per evitare di cadere a terra. Molti stili di gong fu usufruiscono di questo metodo, nel Mei Hua Quan ad esempio vengono usati cinque pali disposti a pentagono che simboleggiano il fiore di prugno ed il nome che gli fu dato fu&nbsp; appunto&nbsp;<em>mei hua zhuang</em>&nbsp;(pali del fior di prugno); nel Ba Ji Quan troviamo il&nbsp;<em>si bu zhuang fa</em>&nbsp;(pali dei quattro passi) che si basa su quattro tronchi disposti a quadrato. Il metodo dei pali lo troviamo anche nello Shaolin Quan tradizionale dove venivano usati ben sette tronchi dando vita al metodo&nbsp;<em>qi xing zhuang fa</em>&nbsp;(pali delle sette stelle) reso famoso dai lunghi arbusti intagliati che si ergevano a circa due metri da terra.</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2021/11/allenamento-ricerca-kung-fu-1.jpg" alt="Zhangzhuang kung fu" width="282" height="384"></td><td><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2021/11/allenamento-ricerca-kung-fu-2.jpg" alt="kung fu esercizi tradizionali sui pali" width="340" height="384"></td></tr></tbody></table><figcaption>Altre rappresentazioni di esercizi tradizionali</figcaption></figure>



<p>Tutti gli esercizi descritti sono sempre stati trasmessi dagli antichi maestri come tesori dal valore inestimabile, coniati da un’essenza unica che in altri allenamenti (quelli sportivi ad esempio) non troviamo. Essi non cercavano un elevato numero di allievi come si usa oggi nelle palestre, ma miravano all’accrescimento di taluni trasmettendo loro tutto il proprio sapere.<br>Oggi che abbiamo la possibilità di imparare e trasmettere, eseguiamo gli allenamenti con lo stesso sacrificio e passione, ed apprendiamoli con la medesima importanza perché altrimenti andranno persi secoli di tradizione, come purtroppo sta in parte accadendo.</p>



<p>Cercare, Informarsi, Studiare, Praticare, quattro parole con un grande significato marziale che vengono rese concrete solo con la dedizione; cercate la vostra vera strada, informatevi su come poterci arrivare, studiatene ogni minimo particolare e praticatela con rigore per poter giungere al<br>traguardo. Alla fine vi accorgerete che sarà solo un altro principio.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Di Francesco Parretti</strong></p></blockquote>
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		<title>Cinema e Kung Fu</title>
		<link>https://www.kuoshu.net/cinema-kung-fu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giack]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 17:23:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecniche di Kung fu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cinema e Kung Fu &#124; di Guido Mazzoni Le arti marziali, soprattutto come incarnazione emblematica del kung fu (inteso come &#8220;lavoro svolto con perizia&#8221; e raggiunto attraverso molta pratica e fatica), sono sempre state una parte integrante della cultura cinese</p>
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<h4 class="wp-block-heading">Cinema e Kung Fu | di Guido Mazzoni</h4>



<figure class="wp-block-image size-full no-archivio"><img loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="720" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/cinema-kung-fu.jpg" alt="Kung_fu_cinema2" class="wp-image-8123" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/cinema-kung-fu.jpg 1280w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/cinema-kung-fu-300x169.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/cinema-kung-fu-1024x576.jpg 1024w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/cinema-kung-fu-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption>Tratta da &#8220;Iron fists and and Kung Fu kicks&#8221;</figcaption></figure>



<p>Le arti marziali, soprattutto come incarnazione emblematica del kung fu (inteso come &#8220;lavoro svolto con perizia&#8221; e raggiunto attraverso molta pratica e fatica), sono sempre state una parte integrante della cultura cinese e hanno esercitato una presenza costante sull&#8217;immaginario di cantastorie, poeti, scrittori e, in seguito, di cineasti. Questo articolo affronta il tema Cinema e Kung fu dagli albori fino ai giorni nostri.</p>



<span id="more-8121"></span>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>IL WUXIAPIAN</strong></h4>



<p>La presenza delle arti marziali nella narrazione di storie in Cina ha radici antiche e si può far risalire fino a un paio di secoli prima di Cristo, quando erano diffusi racconti di genere storico-cavalleresco (yóuxiá 游侠) i cui protagonisti erano spadaccini formidabili. Questa tradizione si è andata mescolando a elementi di genere fantastico e durante la dinastia Ming è diventata famosa col nome di wǔxiá (武俠) ossia “codice d’onore marziale” o “cavaliere errante marziale”. Le storie wuxia sono ambientate nella Cina antica e narrano tipicamente di uomini solitari, conoscitori di arti marziali e spesso spadaccini, che dopo essere caduti in disgrazia o aver ricevuto un’offesa si trovano a dover compiere grandiose avventure per riscattarsi.<br><br>Nel cinema narrativo delle origini è stato un uso comune in tutto il mondo quello di adattare per il cinema le opere letterarie. Questo semplificava i lavori di scrittura del film ed offriva al pubblico qualcosa che questo già conosceva, ma in una forma nuova (quella cinematografica), rendendolo così un prodotto accattivante. Così in Cina, in particolare tra gli anni ’20 e ’30 a Singapore, ha avuto grandissima diffusione il genere cinematografico wǔxiápiàn (武侠片) ossia il “filone wuxia” del cinema, in cui venivano adattate per lo schermo le opere wuxia. In seguito alla guerra Sino-Giapponese degli anni ’30, gran parte dell’industria cinematografica cinese si rifugiò ad Hong Kong, dove la produzione di wuxiapian riprese rigogliosa fino agli anni ’70, quando fu in parte domata dalla grande richiesta di film di Kung fu con ambientazione moderna. Film importanti di questi anni sono quelli prodotti dalla&nbsp;<a href="http://www.shawstudios.com/">Shaw Brothers</a>, la più potente casa di produzione cinematografica del sud-est asiatico, come “Mantieni l’odio per la tua vendetta” (1967) di Chang Cheh, e i vari sequel sulla storia dello spadaccino monco, e “A touch of Zen – La fanciulla cavaliere errante” (1971) di King Hu. In anni recenti il wuxiapian sta riscuotendo grande successo anche in occidente. Dopo la vittoria di ben quattro oscar da parte de “La tigre e il dragone” (2000)di Ang Lee, si sono succeduti una serie di wuxiapian con ottimi risultati al botteghino nel mercato occidentale: “Hero” (2002) e “La foresta dei pugnali volanti” (2004) di Zhang Yimou, “Seven Swords” (2005) di Tsui Hark.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/old/pics/shaw_brothers2006.jpg" alt="Shaw Brothers"/></figure>



<p>Il wuxiapian è un genere cinematografico in costume in cui si affrontano spadaccini volanti e combattenti formidabili e spesso le forze del male sono costituite da maghi, spettri e altri esseri fantastici. I combattimenti sono spettacolari e assomigliano a danze acrobatiche, svolgendosi a diversi metri da terra con gli attori appesi a cavi resi invisibili attraverso il posizionamento della cinepresa o eliminati in post-produzione. La recitazione è enfatica e teatrale, fortemente influenzata dalla tradizione dell’Opera di Pechino.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>IL GONGFUPIAN</strong></h4>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><img decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/old/pics/Wong_fei_hung.jpg" alt="Wong Fei Hung"/><figcaption> Wong Fei Hung </figcaption></figure></div>



<p>Agli inizi degli anni ’70, in seguito a una serie di film fortunati sulla storia di&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wong_Fei_Hung" target="_blank">Wong Fei Hung</a>&nbsp;(famoso rivoluzionario della fine dell’800, grandissimo maestro di arti marziali), cominciò una produzione, che divenne esponenziale, di film ambientati nell&#8217;era moderna che narravano di combattimenti più realistici e senza influssi magici. Il gōngfupiàn (功夫片), ossia il “filone gongfu” del cinema, ha avuto un grandissimo successo e ha dominato il mercato cinematografico asiatico fino agli anni ’90.</p>



<p></p>



<p>Le storie di gongfupian sono incentrate prevalentemente sulla vendetta. Un artista marziale (o una scuola di arti marziali) riceve un torto e si deve vendicare. I combattimenti si svolgono quasi sempre a mani nude o al massimo con armi contundenti e raramente con armi bianche. I combattimenti sono più realistici di quelli del wuxiapian e si basano quasi esclusivamente sulle capacità atletiche degli attori.<br>Quello che è considerato il primo film del genere è “La morte nella mano” (1970) &#8220;The Chinese Boxer&#8221;, scritto, diretto e interpretato da&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jimmy_Wang_Yu" target="_blank">Jimmy Wang Yu</a>&nbsp;(già famosissimo all&#8217;epoca per aver interpretato lo spadaccino monco nella serie di film di&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chang_Cheh">Chang Cheh</a>). La storia è semplice (sarà un classico del genere) ed è un pretesto per mostrare combattimenti spettacolari: un combattente ossessionato dalla vendetta, un finale tragico, e un pizzico di nazionalismo anti giapponese che spesso caratterizzerà i gongfupian (anche nei film di&nbsp;<a href="https://www.kuoshu.net/bruce-lee">Bruce Lee</a>&nbsp;gli avversari vestono spesso il karategi giapponese).</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-table aligncenter"><table class=""><tbody><tr><td><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="213" class="wp-image-8130" style="width: 150px;" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/the_chinese_boxer.jpg" alt="The Chinese Boxer"> </td><td><img loading="lazy" decoding="async" width="140" height="140" class="wp-image-8131" style="width: 140px;" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/wang_yu_1.jpg" alt="Jimmy Wang Yu"></td></tr></tbody><tfoot><tr><td> <em>The Chinese Boxer</em> </td><td> <em>Jimmy Wang Yu</em> </td></tr></tfoot></table></figure>
</div></div>



<p><br>Il film che ha portato alla notorietà i gongfupian in occidente è stato “Cinque dita di violenza” (1971) di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Jeong_Chang-hwa" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Jeong Chang-Hwa (apre in una nuova scheda)">Jeong Chang-Hwa</a>, interpretato da Lo Lieh. Il film fu acquistato dalla Warner Bros e distribuito in occidente riscuotendo un discreto successo. Lo Lieh, che fino ad allora aveva interpretato solo parti minori spesso come cattivo, divenne l’icona delle arti marziali in occidente (prima di essere oscurato da Bruce Lee) ed ottenne delle parti anche in un paio di coproduzioni internazionali. La storia del film narra la rivalità tra due scuole di arti marziali e non è particolarmente originale, tanto che il successo occidentale rimase inspiegabile per gli stessi produttori della Shaw Brothers che consideravano questo film come uno fra i tanti gongfupian standardizzati che venivano prodotti ogni anno.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-table aligncenter"><table class=""><tbody><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="264" class="wp-image-8137" style="width: 150px;" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/cinqueditadiviolenza.jpg" alt="Cinque dita di violenza" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/cinqueditadiviolenza.jpg 218w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/cinqueditadiviolenza-170x300.jpg 170w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="214" class="wp-image-8139" style="width: 150px;" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/2e4e069f5b4a16fd503c335762237475.jpg" alt="Jeong Chang-Hwa"></td></tr></tbody><tfoot><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><em> Five Fingers of Death </em></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"> <em>Jeong Chang-Hwa </em></td></tr></tfoot></table></figure>
</div></div>
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</div></div>



<p>Fra i migliori film degli inizi si ritrovano nuovamente quelli di Chang Cheh, che dopo aver fatto la fortuna del wuxiapian, ha diretto una serie di capolavori del gongfupian come “Il drago si scatena” (1972), “Blood Brothers” (1973), “Heroes Two” (1974), “Il padrino di Chinatown” (1977) e “Le furie umane del Kung fu” (1978).</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-table aligncenter"><table class=""><tbody><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="216" class="wp-image-8141" style="width: 150px;" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/the_blood_brothers.jpg" alt="The blood brothers"></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="180" class="wp-image-8142" style="width: 150px;" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/Cheh.jpg" alt="Chang Cheh"></td></tr></tbody><tfoot><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><em> The Blood Brothers </em></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"> <em>Chang Cheh </em></td></tr></tfoot></table></figure>
</div></div>
</div></div>



<p><br>La definitiva consacrazione del genere si ha quando&nbsp;<a href="https://www.kuoshu.net/bruce-lee">Bruce Lee (Li Xiao Long)</a>, diventato già famoso ad Hong Kong con i suoi primi due film diretti da Lo Wei “Il furore della Cina colpisce ancora” (1971) e “Dalla Cina con furore” (1972) (distribuiti in Italia in ordine inverso), dirige e interpreta “L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente” (1972) che oltre ad essere il primo film di Hong Kong ad essere stato girato in un paese extra-asiatico, fece anche il record d’incassi per un film di gongfu. Il film è ambientato a Roma e contiene una delle scene di gongfu più famose della storia del cinema: il combattimento fra Bruce Lee e&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="http://www.chucknorris.com/" target="_blank">Chuck Norris</a>&nbsp;all’interno del Colosseo. Mentre stava lavorando alla realizzazione di “The Game of Death” (film mai terminato), Bruce Lee venne chiamato dalla Warner Bros per interpretare il protagonista in “I tre dell’operazione drago” (1973). Morì poco dopo la realizzazione del film, ancor prima che fosse distribuito nelle sale.<br>Per maggiori approfondimenti su vita e morte di Bruce Lee suggeriamo la lettura del nostro articolo a lui dedicato. (<a href="https://www.kuoshu.net/old/bruce.php">Bruce Lee &#8211; Il Piccolo Drago</a>)</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/03-brucelee-vs-chucknorris-1024x749.jpg" alt="Bruce Lee Vs Chuck Norris" class="wp-image-8147" width="768" height="562" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/03-brucelee-vs-chucknorris-1024x749.jpg 1024w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/03-brucelee-vs-chucknorris-300x220.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/03-brucelee-vs-chucknorris-768x562.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/03-brucelee-vs-chucknorris.jpg 1093w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption> Bruce Lee e Chuck Norris in: &#8220;L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente&#8221; <br> Le riprese sono state fatte all&#8217;interno del Colosseo (Roma) </figcaption></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="243" height="335" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/36chamberofshaolin.jpg" alt="" class="wp-image-8152" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/36chamberofshaolin.jpg 243w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/36chamberofshaolin-218x300.jpg 218w" sizes="auto, (max-width: 243px) 100vw, 243px" /><figcaption> 36° Chamber of Shaolin </figcaption></figure></div>



<p><br>Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 fu&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lau_Kar_Leung">Liu Chia Liang</a>&nbsp;conosciuto anche sotto il nome cantonese di Lau Kar Leung ( 劉家良), noto coreografo della Shaw Brothers, a impugnare le redini del gongfupian e a dirigere una serie di capolavori ambientati nel tempio di Shaolin, in cui il protagonista si trova ad affrontare (oltre che al classico desiderio di vendetta) un duro allenamento per apprendere le arti marziali. Il primo film su questo tema fu “The 36th chamber of Shaolin” (1978), seguito da “Shaolin Manthis” (1978) e “Shaolin challenges Ninja” (1979).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="189" height="227" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/Lau-Kar-Leung.jpg" alt="" class="wp-image-8153"/><figcaption>Liu Chia Liang</figcaption></figure></div>



<p>Sulla scia del successo di questi film anche la Repubblica Popolare tentò la strada dei film di gongfu producendo una serie di tre film, con interprete&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jet_Li" target="_blank">Jet Li</a>&nbsp;(Li Lianjie 李連杰), per lanciare su scala internazionale la riscoperta del&nbsp;<a href="https://www.kuoshu.net/wushu-moderno">wushu moderno</a>: “Shaolin Temple” (1982), “Kids of Shaolin” (1984) e “Martial arts of Shaolin” (1986). </p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="240" height="232" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/02/jetli.jpg" alt="" class="wp-image-8160"/><figcaption> Li Lianjie 李連杰  in Arte Jet Li</figcaption></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="240" height="344" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/shaolin_temple.jpg" alt="Shaolin Temple" class="wp-image-8155" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/shaolin_temple.jpg 240w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/shaolin_temple-209x300.jpg 209w" sizes="auto, (max-width: 240px) 100vw, 240px" /><figcaption>Shaolin Temple</figcaption></figure></div>



<p>Per girare quest’ultimo episodio fu chiamato alla regia lo stesso Liu Chia Liang che ad Hong Kong aveva fatto la fortuna sui film ambientati nel monastero, e gli fu concesso (prima volta nella storia del cinema) di girare il film nel vero monastero di Shaolin. In questi stessi anni si stava affermando un altro grande regista, coreografo e profondo conoscitore di arti marziali, Yuen Woo-Ping, che ha diretto alcuni film sulla storia degli stili di gongfu: “Tai Chi Master” (1993) e “Wing Chun” (1994).</p>



<p>Verso la metà degli anni ’90 il genere è andato via via perdendo di popolarità, ma recentemente ha riscosso nuovamente un certo successo internazionale con “Fearless” (2006) di&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ronny_Yu" target="_blank">Ronny Yu</a>, interpretato da Jet Li, che ha anche il merito di essere stato il primo film di arti marziali cinesi il cui doppiaggio italiano non abbia storpiato i termini usati nella versione originale: le “arti marziali” vengono chiamate wushu e non più kung fu (termine reso popolare proprio dal cinema di Hong Kong) o peggio katate o judo come negli anni ’70-’80.</p>



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<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-table aligncenter"><table class=""><tbody><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="223" class="wp-image-8161" style="width: 150px;" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/02/fearless.jpg" alt=""></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="196" class="wp-image-8162" style="width: 150px;" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/02/RonnyYu.jpg" alt=""></td></tr></tbody><tfoot><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><em> Fearless</em></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"> <em>Ronny Yu</em></td></tr></tfoot></table></figure>
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<figure class="wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Dal Film Fearless con Jet Li | Scena dialogo con Anno Tanaka" width="891" height="668" src="https://www.youtube.com/embed/crCEv8XTAXY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>LA GONGFU-COMEDY</strong></h4>



<p>Sul finire degli anni ’70 il realismo che il gongfupian aveva imposto sul wuxiapian sembrava a sua volta aver stancato, così da una parte ci fu chi come Chang Cheh tentò di rendere più interessante il gongfu con un pizzico di fantastico (in “Le furie umane del Kung fu” (1978) ci sono cinque combattenti che possiedono i poteri velenosi di altrettanti animali) e chi cambiò totalmente registro, pur mantenendo i combattimenti. E’ l’avvento delle commedie di arti marziali, dominate dalla plasticità atletica ed espressiva di&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jackie_Chan" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jackie Chan (Chan Kong-Sang 陳港生)</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sammo_Hung" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sammo Hung (Samo Hung 洪金寶)</a>&nbsp;che hanno fatto la nuova fortuna delle arti marziali nel cinema, prima separatamente e poi anche insieme come nel film “Project A” (1983) (primo film diretto dallo stesso Jackie Chan e considerato uno dei suoi migliori).</p>



<p>Jackie Chan, che cominciò la sua carriera da bambino nell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Opera_di_Pechino" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Opera di Pechino</a>&nbsp;studiando assieme a Sammo Hung e&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yuen_Biao" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yuen Biao</a>, fece inizialmente lo stuntman (partecipando anche ai primi due film di Bruce Lee).&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lo_Wei" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lo Wei</a>, che stava ancora cercando un nuovo Bruce Lee col quale continuare la fortuna dei suoi primi film, scelse il giovane Jackie Chan per girare “The new fist of Fury” (1976) e un altro paio di film mediocri che furono dei clamorosi flop. Ma nel frattempo Jackie fu notato da&nbsp;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yuen_Wo_Ping" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yuen Woo-Ping (Yuen Woo Ping 袁和平)</a>&nbsp;che gli offrì di interpretare il famoso personaggio di Wong Fei Hung in “Drunken Master” (1978) e “Jackie Chan, la mano che uccide” (1978), due film perfettamente riusciti che lanciarono Jackie Chan verso la notorietà anche in occidente. La novità assoluta di questi film fu data dall’intuizione azzeccata di Yuen Woo-Ping di poter sfruttare le caratteristiche atletiche e mimiche di Jackie Chan per creare delle commedie basate sulle arti marziali mescolandoci tratti tipici della slapstick comedy.<br>La formula risultò fortunata e ed è stata usata molto da Jackie Chan, così come dal suo amico Sammo Hung, anche quando questi si sono messi dietro la macchina da presa, giungendo a fare film anche in America.</p>



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<figure class="wp-block-table aligncenter"><table class=""><tbody><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="205" class="wp-image-8165" style="width: 150px;" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/02/the_drunken_master.jpg" alt="" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/02/the_drunken_master.jpg 252w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/02/the_drunken_master-219x300.jpg 219w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="200" class="wp-image-8166" style="width: 150px;" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/02/jakie_chan-e1581959624908.jpg" alt=""></td></tr></tbody><tfoot><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><em> The Drunken Master </em></td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Jakie Chan</td></tr></tfoot></table></figure>
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<p>Jackie Chan è stato uno degli attori di arti marziali cinesi più prolifici negli Stati Uniti e ha ricevuto il Guinness dei primati per la categoria “maggior numero di stunts fatti da un attore vivente”.<br>Recentemente la commedia di gongfu è tornata alla ribalta in occidente con due fortunati film di Stephen Chow: “Shaolin Soccer” (2001) e “Kung Fusion” (2004).</p>



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<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-table aligncenter"><table class=""><tbody><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="213" class="wp-image-8167" style="width: 150px;" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/02/Shaolinsoccer.jpg" alt=""></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="214" class="wp-image-8168" style="width: 150px;" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/02/kung_fusion.jpg" alt=""></td></tr></tbody><tfoot><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><em> Shaolin Soccer</em></td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Kung Fusion</td></tr></tfoot></table></figure>
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<h4 class="wp-block-heading"><strong>ARTI MARZIALI CINESI E CINEMA OCCIDENTALE</strong></h4>



<p>Nella concezione del cinema occidentale i film d&#8217;azione si risolvono attorno a tre grandi regole generali: esplosioni, sparatorie e combattimenti corpo a corpo. Questi sono considerati gli elementi essenziali attorno ai quali deve ruotare un film d&#8217;azione. La storia narrata, oltre ad essere gradevole, deve giustificare questi elementi e portarli al più alto grado di spettacolarità possibile.<br>Ma l&#8217;elemento più importante di ogni storia è sempre il combattimento corpo a corpo, che si svolgerà alla fine del film tra il protagonista e l&#8217;antagonista, quando entrambi abbandoneranno le armi per fronteggiarsi a mani nude in una lotta in cui vincerà non chi possiede le armi migliori ma chi è più forte. Vincerà il migliore.<br>Il motivo che ha portato le arti marziali orientali a diventare il più usato metodo di combattimento corpo a corpo nel cinema occidentale è stato l&#8217;altissimo grado di spettacolarità a cui queste si prestano. Lo scontro finale tra bene e male non si risolve in una semplice &#8220;scazzottata&#8221; ma in un elegante e suggestivo combattimento acrobatico. E&#8217; questo il motivo per cui, soprattutto in tempi recenti, anche nel cinema occidentale le scene di combattimento corpo a corpo sono coreografate da maestri di arti marziali orientali. Un caso su tutti è quello di Yuen Woo-Ping, chiamato a Hollywood per curare le coreografie di film i cui combattimenti sono diventati famosissimi come per le serie di&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Matrix" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Matrix”</a>&nbsp;di&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andy_Wachowski" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Andy e Larry Wachowski</a>&nbsp;e di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kill_Bill">Kill Bill</a>” di&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quentin_Tarantino" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Quentin Tarantino</a>.</p>



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<figure class="wp-block-table aligncenter"><table class=""><tbody><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="217" class="wp-image-8170" style="width: 150px;" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/02/kill_bill.jpg" alt=""></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="154" class="wp-image-8171" style="width: 150px;" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/02/Quentin_Tarantino.jpg" alt=""></td></tr></tbody><tfoot><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><em>Kill Bill</em></td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Quentin Tarantino</td></tr></tfoot></table></figure>
</div></div>
</div></div>



<p>Negli Stati Uniti sono stati prodotti almeno due film importanti che parlano delle arti marziali, ancor prima che dei combattimenti, e del loro rapporto con la cultura occidentale: da una parte&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dragon_-_La_storia_di_Bruce_Lee" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Dragon, la storia di Bruce Lee”&nbsp;</a>(di Rob Cohen 1993) racconta la vita del famoso attore, interpretata da&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jason_Scott_Lee" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jason Scott Lee</a>&nbsp;e contemporaneamente ci offre un plausibile quadro dell’impatto che hanno avuto le arti marziali in occidente attraverso il suo insegnamento in America; dall’altra “<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Iron_&amp;_Silk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ferro e Seta</a>” (di Shirley Sun 1990) tratto dal libro &#8220;La Spada e la Seta&#8221; di&nbsp;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mark_Salzman" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mark Salzman</a>&nbsp;che ci mostra l’impatto opposto: quello che subisce un occidentale (lo stesso Mark Salzman in questo caso) nel suo viaggio in Cina, dove viene a conoscenza della cultura ma anche delle arti marziali di questo paese e ne rimane affascinato.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-table aligncenter"><table class=""><tbody><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="212" class="wp-image-8172" style="width: 150px;" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/02/Ferroeseta.jpg" alt=""></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="213" class="wp-image-8173" style="width: 150px;" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/02/Dragon_the_movie.jpg" alt=""></td></tr></tbody><tfoot><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><em>Ferro e Seta</em></td><td class="has-text-align-center" data-align="center">Dragon</td></tr></tfoot></table></figure>
</div></div>
</div></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/old/pics/Mark_Salzman.jpg" alt="Mark Salzman"/><figcaption>Mark Salzman &#8211; Attore / Scrittore</figcaption></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Di <a href="https://www.facebook.com/guido.mazzoni">Guido Mazzoni</a></p></blockquote>



<p><strong>BIBLIOGRAFIA</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Stephen Gunn, Bruce &amp; Brandon Lee. I segreti del cinema di arti marziali, Sperling &amp; Kupfer, 1998</li><li>Alberto Pezzotta, Tutto il cinema di Hong Kong, Baldini &amp; Castoldi, Milano, 1999</li><li>AA.VV., Cinemasia, Marsilio, 1983</li></ul>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kuoshu.net/cinema-kung-fu/">Cinema e Kung Fu</a> proviene da <a href="https://www.kuoshu.net">Kuoshu.net</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le Arti Marziali</title>
		<link>https://www.kuoshu.net/le-arti-marziali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giack]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 13:49:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa Personale]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo lucarini]]></category>
		<category><![CDATA[Kung Fu]]></category>
		<category><![CDATA[Sanda]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche di Kung fu]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.kuoshu.net/?p=7893</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le Arti Marziali &#124; di Giacomo Lucarini Una mia personale analisi sullo stato dell&#8217;essere delle Arti Marziali e la loro evoluzione nel contesto generale e nel contesto particolare del Kung Fu con riferimenti al mio metodo di insegnamento e al</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kuoshu.net/le-arti-marziali/">Le Arti Marziali</a> proviene da <a href="https://www.kuoshu.net">Kuoshu.net</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">Le Arti Marziali | di Giacomo Lucarini</h4>



<figure class="wp-block-image size-large no-archivio"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/arti-marziali-1024x768.png" alt="Arti Marziali" class="wp-image-7985"/><figcaption>Arti Marziali | Di <a href="https://www.kuoshu.net/member/giacomo-lucarini/">Giacomo Lucarini</a></figcaption></figure>



<p>Una mia personale analisi sullo stato dell&#8217;essere delle Arti Marziali e la loro evoluzione nel contesto generale e nel contesto particolare del Kung Fu con riferimenti al mio metodo di insegnamento e al mio concetto di Arte Marziale aperta.</p>



<span id="more-7893"></span>



<p>Ho deciso di scrivere questo articolo, nella speranza di poter chiarire l&#8217;opinione, assolutamente personale, che ho maturato dopo 16 anni di insegnamento e 35 anni di pratica nelle <strong>Arti Marziali</strong>. Durante questo periodo, non certo breve né superficiale, ho avuto modo di praticare svariate discipline e soprattutto di formarmi e confrontarmi con moltissimi Maestri in diversi tipi di percorsi. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Arti Marziali, Discipline del Benessere e Sport da contatto.</h4>



<p>Il primo passaggio fondamentale per me, è quello di chiarire il concetto di <strong>Arte Marziale</strong>. Vediamone intanto alcune definizioni:</p>



<p class="has-text-align-center"><a rel="noreferrer noopener" aria-label="Wikipedia alla voce Arte Marziale scrive: (apre in una nuova scheda)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arte_marziale" target="_blank">Wikipedia alla voce &#8220;Arte Marziale&#8221; scrive:</a></p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;Con&nbsp;arte marziale&nbsp;si intende un insieme di pratiche fisiche e mentali legate al combattimento &#8220;</p></blockquote>



<p class="has-text-align-center"><a rel="noreferrer noopener" aria-label="Garzanti alla voce &quot;Marziale&quot; da scrive: (apre in una nuova scheda)" href="https://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=marziale" target="_blank">Garzanti alla voce &#8220;Marziale&#8221; scrive:</a></p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8221; &nbsp;Che si riferisce alla guerra, al combattimento militare:<em>&nbsp;tattica marziale</em>&nbsp;| (lett.) che si riferisce a Marte, dio della guerra[&#8230;]&#8221;</p></blockquote>



<p>Le Arti Marziali sono infatti le &#8220;Arti della Guerra&#8221;, che in cinese vengono definite con il termine &#8220;Wushu&#8221;  (武术) dove appunto Wu(武) sta per Guerra/Combattimento e Shu(术) sta per Arte. Wushu è uno dei tanti sinonimi del termine più generico <a href="https://www.kuoshu.net/kung-fu/">Kung fu</a>.</p>



<p>Le Arti Marziali sono quindi dei metodi di allenamento fisico e mentale che hanno come scopo principale quello di aumentare il livello di autoprotezione dell&#8217;individuo e di predisporlo al combattimento corpo a corpo.</p>



<p>Ma facciamo un passo indietro.<br>Le Arti Marziali, fin dagli albori, si sono spesso fuse e mischiate con varie altre discipline di origine più filosofica e spirituale complementari all&#8217;allenamento funzionale al combattimento. Queste discipline avevano come obiettivo la salvaguardia della salute fisica e il rafforzamento dello spirito. Non erano quindi Arti Marziali, in quanto non davano alcun apporto tecnico al combattimento, ma venivano praticate come utile complemento per il miglioramento della persona. Sto parlando ovviamente di tutte quelle discipline che includono la respirazione, la meditazione statica e dinamica e la cura della salute attraverso le più svariate pratiche. Anche nelle antiche leggende che si raccontano sulle origini del Kung fu ad esempio, si parla di un fantomatico incontro tra i Monaci Guerrieri del Tempio Shaolin e un Monaco Zen (<a rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bodhidharma" target="_blank">Bodhidharma</a> o <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Daruma (apre in una nuova scheda)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bodhidharma" target="_blank">Daruma</a> 達磨) nel quale si fusero per la prima volta le discipline Marziali a quelle del Benessere, apportando a quest&#8217;ultime notevoli miglioramenti. Anche se questa storia non trova conferme storiche precise, è indubbio che questo passaggio ci sia comunque stato e che abbia comunque rappresentato un grosso cambiamento nella pratica delle Arti Marziali.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="392" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/buddha-1.jpg" alt="Bodhidarma e Monaci Shaolin Shaolin" data-id="7990" data-full-url="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/buddha-1.jpg" data-link="https://www.kuoshu.net/?attachment_id=7990" class="wp-image-7990" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/buddha-1.jpg 696w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/buddha-1-300x169.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Incontro tra Arte Marziale e Cultura Chan (Zen) </figcaption></figure></li></ul></figure>



<p>Una disciplina del benessere può apportare indubbiamente un aspetto positivo in più all&#8217;Arte Marziale e alla formazione di un combattente ma non la può assolutamente sostituire. Una disciplina del Benessere praticata a sé stante, non è un&#8217;Arte Marziale e non forma l&#8217;individuo al combattimento nella maniera più assoluta. <br><br>Qual è quindi la principale discriminante tra questi due tipi di pratica?<br>Un&#8217;Arte Marziale, avendo come scopo principale quello del combattimento, per essere definita tale, deve prevedere indiscutibilmente il <strong>confronto fisico non collaborativo</strong> in qualche parte del suo programma.</p>



<p>Tutte le discipline che non prevedono il confronto fisico non collaborativo ma che comunque possono essere complementari all&#8217;Arte Marziale, è più corretto definirle discipline del benessere o di ispirazione filosofico/religiosa.</p>



<p>In base a questa premessa, è importante aver chiaro lo scopo per il quale si pratica una disciplina.</p>



<p><strong>Lo scopo è migliorare l&#8217;autodifesa oltre che la salute psico-fisica?</strong> <br>Allora nella pratica, da qualche parte ci dovrà essere un confronto fisico non collaborativo, quindi si sta praticando un&#8217;<strong>Arte Marziale</strong>.</p>



<p><strong>Lo scopo è solo migliorare la salute psicofisica? </strong><br>Allora il confronto fisico non collaborativo può venire meno, ma in questo caso ci riferiamo verosimilmente ad una <strong>disciplina del benessere</strong> piuttosto che ad un&#8217;Arte Marziale.</p>



<p><strong>Lo scopo è la ricerca e il mantenimento di una tradizione?</strong><br>Ci sono moltissimi praticanti, che hanno come scopo principale la ricerca dell&#8217;autenticità. Queste persone, fanno della loro pratica un&#8217;esperienza mista che alterna l&#8217;allenamento fisico alla ricerca bibliografica e puramente accademica. Ricercano ad esempio le sequenze più tradizionali, i lignaggi più puri, i programmi tecnici più vicini possibile a quelli tramandati dai Maestri fondatori dei vari stili, ai quali si legano in modo più o meno diretto attraverso il numero di generazione (Es. &#8220;<em>14a generazione dello stille xx del Maestro xy</em>&#8220;) e che sbandierano come un prezioso pedigree. In questo caso, non solo il confronto non collaborativo viene in secondo piano o addirittura è assente, ma spesso si rifiutano volutamente anche le varie evoluzioni che alcune tecniche o sequenze di allenamento possano aver subito negli anni,  esclusivamente perché la loro idea è quella di preservare l&#8217;originalità dell&#8217;Arte o dello stile e non quello funzionale ed applicativo. Questi studiosi, spesso molto esperti sulla materia, trascorrono molto tempo a parlare dell&#8217;Arte Marziale e a raccogliere informazioni che in qualche modo possano accreditarne l&#8217;appartenenza ad uno specifico ramo più simile possibile all&#8217;originario. La loro frangia più estrema è rappresentata dai &#8220;Keyboard Lions&#8221; mentre quella più moderata ed onesta, svolge un prezioso compito per la preservazione storica delle Arti antiche.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/lineage-chart-1.jpg" alt="Lignaggio | Discendenza | Maestri | Arti Marziali" class="wp-image-8054" width="375" height="406"/><figcaption>Esempio di Lignaggio che certifica la relazione di appartenenza diretta  ad un preciso ramo di una Scuola o di uno stile</figcaption></figure></div>



<p><strong>Derive sterili e false idee di efficacia</strong><br>Se fosse chiaro il concetto che ho spiegato sopra, non ci si troverebbe a che fare con situazioni imbarazzanti nelle quali &#8220;cinture nere&#8221; o comunque esperti delle più svariate discipline, non sono in grado neppure di togliere il ciuccio di bocca a un lattante. Purtroppo il panorama delle Arti Marziali è pieno di sedicenti &#8220;combattenti&#8221; che trascorrono ore ad analizzare e a parlare delle tecniche nel tentativo di renderne l&#8217;esecuzione accademicamente &#8220;perfetta&#8221; ed impeccabile, ma che in realtà non hanno la minima idea di quanto questa sia più o meno efficace in un contesto reale; contesto per il quale, in realtà, originariamente la tecnica sarebbe nata. Non c&#8217;è assolutamente nulla di male nel praticare una disciplina senza confronto fisico non collaborativo, anzi! Esistono discipline molto belle che migliorano ed arricchiscono il praticante. Ognuno può e deve fare quello che più lo gratifica. L&#8217;errore nasce nel continuare a considerare queste discipline, funzionali alla difesa personale o al combattimento. In questi casi, spesso anche in buona fede, si creano delle false idee di competenza tecnica, efficaci solo sulla carta o comunque finché &#8220;si gioca&#8221; insieme in maniera collaborativa.</p>



<p><strong>Ma allora le Forme o Kata?</strong><br>In molte Arti Marziali si tramandavano e si tramandano sequenze di tecniche da eseguire con un certo ritmo e determinazione. La prima cosa da dire su queste sequenze è che &#8220;sono belle!&#8221; e praticarle dà effettivamente molta soddisfazione. La loro esecuzione è una forma di meditazione dinamica molto efficace che migliora decisamente il praticante a livello psicofisico. Praticare le forme, attiva tutto il corpo, lo mantiene elastico e forte. Eseguire costantemente questi esercizi migliora la coordinazione motoria, l&#8217;equilibrio e la postura statica e dinamica. Durante le forme si impara il giusto modo di gestire la respirazione, di concentrare l&#8217;intenzione e di emettere la forza (Fajin 發勁). Una forma, è un insieme di tecniche precise messe in correlazione l&#8217;una con l&#8217;altra in una sequenza che rappresenta anche una sorta di archivio da mantenere, memorizzare e tramandare ai posteri. Se conosco una forma, conosco ogni singola tecnica e posizione in essa contenuta. E&#8217; come una cartella con al suo interno molti files. <br><br>Ma praticare solo le forme serve per prepararsi ad un confronto fisico reale? <br><br>No. Si possono collezionare moltissime forme, ma se le sequenze non vengono poi testate con avversari non collaborativi, si torna al discorso di prima. Questo per ribadire che io sono assolutamente contrario a chi afferma che &#8220;le forme sono inutili&#8221; perché non è vero, ma sono nello stesso tempo d&#8217;accordo con chi afferma &#8220;non si può imparare a difendersi solo con le forme&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/DSCF0332-1024x679.jpg" alt="Monaco Shaolin che esegue una forma di bastone" class="wp-image-7997" width="768" height="509" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/DSCF0332-1024x679.jpg 1024w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/DSCF0332-300x199.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/DSCF0332-768x509.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/DSCF0332-1536x1019.jpg 1536w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/DSCF0332-2048x1358.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Monaco Shaolin che esegue una forma con bastone</figcaption></figure>



<p><strong>Sequenze prestabilite a coppia</strong><br>In molte Arti Marziali, sono previsti esercizi tecnici da fare a coppia. Nel Kung Fu prendono il nome di Duilian, Duida, Boji, ecc, ma esistono in quasi tutte le discipline (Judo, Karate, Jiujitsu, Pugilato, lotta, solo per dirne alcune). In questo caso la funzionalità al combattimento c&#8217;è nella misura in cui a questi sparring  venga sempre abbinato il confronto non collaborativo. Questi esercizi sono molto utili per imparare a gestire le distanze, aumentare i riflessi, condizionare gli arti e automatizzare delle sequenze tecniche precise. Lo stesso Maestro Chang Weishin, spesso afferma che &#8220;le forme sono per la salute. Se vuoi fare combattimento, devi allenare molto Duida&#8221;.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="429" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/shaolin_paints.jpg" alt="Dipinti nel Monastero Shaolin" class="wp-image-8064" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/shaolin_paints.jpg 640w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/shaolin_paints-300x201.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption>Dipinti nel Monastero Shaolin che rappresentano esercizi di sparring a coppia (Duilian)</figcaption></figure></div>



<p><strong>Sport da contatto</strong><br>Negli sport da contatto, originati dalle Arti Marziali, la componente del confronto fisico non collaborativo non manca certamente. La cosa che però allontana queste discipline dall&#8217;Arte del Combattimento o della Difesa Personale, sono i regolamenti. Dal momento che si prepara una gara di un qualunque sport da contatto,  venendo assegnato un punteggio, legato al verificarsi o meno di determinate circostanze, è inevitabile che lo scopo principale diventi fare punti e non farseli fare. Esattamente come accade nel gioco degli scacchi o in un qualunque altro gioco di ruolo. Questo modo diverso di interpretare la disciplina, finisce inevitabilmente per inquinarne gli scopi principali per cui è nata. Si prenda come esempio il Judo olimpico e lo si confronti con il Judo tradizionale o per fare un altro esempio, il BJJ basico da difesa personale (es. Scuola Gracie) con quello elaboratissimo e di strategia delle gare di alto livello dove spiccano tecniche inapplicabili in contesti reali (Berimboli ecc&#8230;). Mentre da un lato le gare sono un ottimo modo per testare il proprio livello di preparazione psicofisica, la sofisticazione legata ai regolamenti ne rappresenta una sorta di &#8220;castrazione&#8221;.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/sanda.jpg" alt="Sparring Kung Fu" class="wp-image-8066" width="512" height="339" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/sanda.jpg 1024w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/sanda-300x199.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/sanda-768x509.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption>Sparring Kung Fu</figcaption></figure></div>



<p><strong>Sbaglia chi non è sincero</strong><br>Esistono migliaia, per non dire milioni di Arti Marziali nel mondo. Ognuna di esse contiene al proprio interno, una percentuale di verità sul combattimento e la difesa personale e una percentuale di altre cose non direttamente funzionali ad esso. Bruce Lee, fu uno tra i primi ad affermare ( con il suo modo un po&#8217; arrogante) che &#8220;<em>buona parte delle Arti Marziali di allora erano cazzate</em>&#8220;. In realtà, in quasi tutte le Arti Marziali esiste una componente funzionale alla difesa personale, ma molte di queste, nel tempo l&#8217;hanno completamente persa per dare spazio alle pratiche più legate alla salute. In tutto questo la differenza la fa esclusivamente l&#8217;insegnante per come imposta il suo metodo e per come &#8220;ci vende&#8221; la sua disciplina. Non c&#8217;è nulla di male nel praticare una disciplina che nel tempo ha perso completamente o parzialmente i propri requisiti Marziali, l&#8217;importante è essere chiari. Spacciare queste discipline per &#8220;micidiali armi di distruzione di massa&#8221; oltre ad essere scorretto è assolutamente pericoloso perché si creano false illusioni di efficacia.</p>



<p><strong>Riassumendo a grandi linee possiamo dire che:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Nelle Arti Marziali, l&#8217;aspetto principale è la difesa personale ma la pratica delle discipline complementari legate al benessere psicofisico ne migliora assolutamente il percorso.</li><li>Nelle discipline del Benessere, l&#8217;aspetto principale è quello di preservare la salute psico-fisica e migliorare la persona, ma praticate a sé stanti, non forniscono alcun tipo di formazione al confronto fisico né alla difesa personale e chi lo afferma è folle.</li><li>Negli Sport da combattimento lo scopo principale è quello di prepararsi per avere la meglio in un contesto regolamentato sia nei modi che nei tempi. Quest&#8217;ultimi forniscono strumenti di difesa personale che però sono spesso &#8220;inquinati&#8221; dalle strategie tecnico-pratiche legate appunto al contesto gara e al suo regolamento.</li></ul>



<h4 class="wp-block-heading">Rifiutare o accogliere l&#8217;evoluzione</h4>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/lotta-1024x775.jpg" alt="Antica raffigurazione di Lotta" class="wp-image-8002" width="768" height="581" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/lotta-1024x775.jpg 1024w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/lotta-300x227.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/lotta-768x581.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/lotta.jpg 1047w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Antica raffigurazione di Lotta</figcaption></figure></div>



<p><br><strong>Tutto nasce dalla lotta</strong><br>A livello estremamente primordiale, la prima forma di combattimento corpo a corpo è sicuramente stata la lotta. Anche nelle leggende sulle origini delle Arti Marziali, si parla inizialmente di forme di lotta grezza. Molti studi affermano che le Arti Marziali avrebbero infatti avuto origine in Asia, inizialmente come lotta e successivamente come <a href="https://www.kuoshu.net/kung-fu/">Kung Fu</a>. La lotta è un elemento fondamentale quando si parla di confronto fisico. Ogni combattente dovrebbe avere familiarità con la lotta in piedi e a terra ancor prima di imparare a dare pugni e calci. Questo perché la lotta forma il carattere e abitua il corpo al confronto fisico appunto.</p>



<p>Quando lo scopo è quello di imparare a difendersi o ad avere la meglio in un confronto fisico non collaborativo e non regolamentato, l&#8217;aspetto che va cercato nell&#8217;Arte Marziale è quello legato all&#8217;efficacia funzionale. Ogni Arte Marziale ha qualcosa da offrire in tal senso, ma nessuna da sola è veramente completa nel dare risposte tecniche alle 3 fasi del confronto fisico (Striking, lotta in piedi e lotta a terra).</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/Lotta_senegalese.jpg" alt="Lotta Senegalese" class="wp-image-8073" width="675" height="450" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/Lotta_senegalese.jpg 900w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/Lotta_senegalese-300x200.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/Lotta_senegalese-768x512.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/Lotta_senegalese-775x517.jpg 775w" sizes="auto, (max-width: 675px) 100vw, 675px" /><figcaption>Lotta Senegalese</figcaption></figure>



<p>Con l&#8217;introduzione delle <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Arti Marziali Miste (apre in una nuova scheda)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arti_marziali_miste" target="_blank">Arti Marziali Miste</a> (MMA), sono stati fatti grandissimi passi avanti in tale senso e si è capito che prendere il meglio da più discipline forma atleti e combattenti migliori. Del resto, inizialmente quando si codificavano le prime forme di Arti Marziali, tutti prendevano spunto da altre discipline senza farsi problemi. Il Kung fu ad esempio, è un insieme di stili creati da altri stili copiati qua e là per ottenere il migliore risultato, in pieno stile cinese. In età più recente però, molti insegnanti hanno cominciato a diventare orgogliosi e gelosi della propria Arte Marziale al punto di ritenerla &#8220;la migliore&#8221; senza metterla più in discussione e soprattutto bloccandone la naturale evoluzione. Evoluzione che a mio parere porterà sempre ad una unica Arte Marziale, quella che funziona davvero. Quella che scarta e acquisisce tecniche in base allo scopo funzionale. I motivi di questa chiusura verso l&#8217;esterno di molte scuole, sono legati spesso al business, alla paura di perdere allievi, alla paura del confronto o semplicemente ad una ottusità mentale. Questo porta quasi sempre alla scuola setta. Quelle scuole dove l&#8217;insegnante è venerato e temuto e non può essere messo in dubbio. Quelle scuole dove spesso gli allievi sono succubi e soggiogati dal contesto al punto che si illudono di essere gli unici detentori della verità.</p>



<p>Rifiutare l&#8217;evoluzione significa fossilizzarsi ed ha senso solo quando il motivo per cui si pratica è esclusivamente di ricerca &#8220;archeologica&#8221; delle origini dell&#8217;Arte Marziale.</p>



<p>Negli ultimi 20 anni, da un punto di vista di allenamento funzionale al combattimento e alla preparazione atletica, sono stati fatti passi da gigante. Decidere di rimanere &#8220;Re nel proprio piccolo regno&#8221; continuando a proporre didattiche fossili, non è un pregio ma un fallimento garantito. Bisogna aggiornarsi, studiare, confrontarsi con altri e acquisire con umiltà se si vuole progredire e dare degli strumenti efficaci ai propri allievi altrimenti si ricade in quella distorsione cognitiva del famoso &#8220;<a rel="noreferrer noopener" aria-label="Effetto Dunning-Kruger (apre in una nuova scheda)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Dunning-Kruger" target="_blank">Effetto Dunning-Kruger</a>&#8221; per il quale, &#8220;meno so, più credo di sapere. Più so, più sento il bisogno di sapere&#8221;. Del resto, purtroppo come spesso accade, soprattutto in Italia, &#8220;chi non sa una cosa, finisce per insegnarla&#8221;.  Alla base di questa distorsione, c&#8217;è la mancanza di umiltà e di intelligenza o l&#8217;interesse commerciale della paura di perdere allievi.</p>



<p><strong><em>Quando si guarda all&#8217;efficacia, l&#8217;Arte Marziale deve essere una sola e deve contenerne al suo interno molte.</em></strong></p>



<p>Molti Maestri dell&#8217;antichità, non avevano la cultura né la conoscenza sufficiente per spiegare il perché e il come alcune tecniche o alcuni metodi funzionassero. Quindi il &#8220;come&#8221; era più un &#8220;guardami e fallo come lo faccio io&#8221; mentre il &#8220;perché&#8221; spesso era una supercazzola &#8220;perché l&#8217;energia che fluisce nel&#8230;ecc ecc&#8221;. Di queste tecniche, quelle efficaci ancora oggi si possono spiegare chiaramente con la fisica, la fisiologia e la biomeccanica. Continuare a dare le spiegazioni dogmatiche legate all&#8217;antichità, lascia davvero il tempo che trova.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/yenchen-chen-drunken-master-1024x693.jpg" alt="The Drunken Master" class="wp-image-8075" width="768" height="520" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/yenchen-chen-drunken-master-1024x693.jpg 1024w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/yenchen-chen-drunken-master-300x203.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/yenchen-chen-drunken-master-768x520.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/yenchen-chen-drunken-master-1536x1039.jpg 1536w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/yenchen-chen-drunken-master.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Scena tratta dal film &#8220;The Drunken Master&#8221; con Jakie Chan<br>Allenamento &#8220;Mabu&#8221;</figcaption></figure>



<p><strong>Quindi le MMA sono la massima rappresentazione delle Arti Marziali?</strong><br>Ni. Le Mixed Martial Arts, sono un contesto sportivo agonistico di tipo professionale nel quale gli atleti si fronteggiano in combattimenti con tecniche estratte da almeno 4 diverse discipline differenti a seconda delle varie fasi (Striking e Grappling in piedi e a terra). L&#8217;Arte Marziale, deve dare degli strumenti che permettano comunque di essere sempre preparati ad un confronto fisico in contesti non sportivi, non previsti e inattesi e a prescindere dall&#8217;età; se non ad avere la meglio, quantomeno a riportare il minor danno psicofisico possibile. Certo, un atleta che pratica MMA a livello professionistico, non dovrebbe avere problemi a difendersi, ma non possiamo nemmeno pensare che per avere una base di difesa personale si debbano raggiungere e soprattutto mantenere livelli di eccellenza e ritmi del genere per tutta la vita nell&#8217;attesa che un giorno forse qualcuno ci aggredisca.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="896" height="360" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/UFC-fighters-2-Banner.jpg" alt="" class="wp-image-8005" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/UFC-fighters-2-Banner.jpg 896w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/UFC-fighters-2-Banner-300x121.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/UFC-fighters-2-Banner-768x309.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 896px) 100vw, 896px" /><figcaption>Mixed Martial Arts | UFC Contest</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading">Il mio concetto di Kung fu</h4>



<p>Ho cominciato ad insegnare Kung Fu nel 2004 . <br> Fin dalle prime lezioni ho incluso nel programma esercizi di lotta in piedi e di lotta a terra, sfruttando quel poco bagaglio tecnico che avevo dal Judo (che praticavo da ragazzino) e una buona componente di autodidattica. Lo scopo di questi esercizi di sparring che includevo nel programma, era quello di abituare i miei allievi al contatto fisico non collaborativo. Non tralasciando inoltre il fatto che&nbsp; la lotta rappresenta un allenamento cardio non indifferente. Nel Kung Fu sportivo (Sanda), esiste ed è prevista quella fase di lotta strettamente necessaria ad atterrare l’avversario (proiezioni), cosa che lo distingue, ad esempio, dalla Kick Boxe e dalla Thai. Non sono mai stato molto interessato alla parte strettamente sportiva del Kung Fu, intesa come combattimento in un contesto di gara regolamentato. Mi sono sempre posto come principale obiettivo quello dell’efficacia funzionale. E’ per questo che, in tal senso, sentivo la necessità di andare a colmare quel gap tecnico che inizia un secondo dopo che l’avversario viene portato a terra. Per questo ho cominciato nel 2010 ad interessarmi (e poi a praticare) discipline di lotta specifiche che cominciano esattamente dove il bagaglio tecnico del Kung Fu si interrompe (Grappling e Brazilian Jiujitsu) e ne sono quindi assolutamente complementari. Come ho scritto all’inizio dell’articolo, se l’Arte Marziale è nata per l’autoprotezione, sicuramente prevedeva tutte le fasi del combattimento. Per questo non credo che, in origine nel Kung Fu fosse presente quel gap tecnico che invece ritroviamo oggi (sicuramente frutto di una regolamentazione esclusivamente sportiva).</p>



<p>Per come la vedo io, l&#8217;Arte Marziale deve conferire strumenti di difesa personale e strumenti per il benessere psico-fisico e non posso concepire che all&#8217;interno di un corso di una disciplina nata per il combattimento, non si affrontino tematiche come quelle della difesa personale.</p>



<p>Nel 2010 ho iniziato ad insegnare difesa personale in ambito civile (non militare o paramilitare). <br>La difesa personale in ambito civile, ha come unico scopo quello della prevenzione dei rischi e&nbsp; della preservazione dell’integrità psico-fisica. In soldoni “se riesco evito, altrimenti cerco il modo di liberarmi per scappare e chiedere aiuto”.<br>Come ho fatto per il corso di Kung Fu, ho introdotto anche (e direi a maggior ragione) nel corso di autodifesa tecniche base (non prettamente sportive) di Grappling e BJJ. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/GARE-giulia_16-1024x683.jpg" alt="Gare di Grappling" class="wp-image-8080" width="768" height="512"/><figcaption>Allievi che si confrontano in Gare di Grappling e Newaza</figcaption></figure></div>



<p>Un mio allievo, deve avere una infarinatura a 360° su tutta la parte che riguarda il confronto fisico. Poi, in autonomia può chiaramente decidere di approfondire o meno alcuni aspetti specifici al di fuori del programma canonico.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/11270552_10152929887073100_1620493859283484774_o-e1579886072407.jpg" alt="Gare di Kung Fu Sanda" class="wp-image-8083" width="768" height="512"/><figcaption>Allievi che si confrontano in Gare di Kung Fu Sanda</figcaption></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/11270331_10152929879168100_7976784888665561796_o-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-8116" width="768" height="512" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/11270331_10152929879168100_7976784888665561796_o-1024x682.jpg 1024w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/11270331_10152929879168100_7976784888665561796_o-300x200.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/11270331_10152929879168100_7976784888665561796_o-768x512.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/11270331_10152929879168100_7976784888665561796_o-775x517.jpg 775w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/11270331_10152929879168100_7976784888665561796_o-1170x780.jpg 1170w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2020/01/11270331_10152929879168100_7976784888665561796_o.jpg 1490w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Allievi che si confrontano in Gare di Forma Kung Fu (Duilian)</figcaption></figure></div>



<p>Oggi, dopo tutti questi anni di pratica e dopo tutti questi anni di insegnamento, posso affermare con una certa convinzione, che l’atteggiamento di apertura è assolutamente positivo e producente. <br>Coloro che continuano a non mettersi in discussione e a non&nbsp; confrontarsi con nessuno al di fuori della propria “setta”, sono destinati a fossilizzarsi. </p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>di </strong><a href="https://www.kuoshu.net/member/giacomo-lucarini/"><strong>Giacomo Lucarini</strong></a></p><p></p></blockquote>
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		<title>Le Armi nel Kung Fu</title>
		<link>https://www.kuoshu.net/armi-nel-kung-fu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giack]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2019 23:08:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Kung Fu]]></category>
		<category><![CDATA[Tai Chi]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche di Kung fu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Armi nel Kung fu &#8211; Bīngqì (兵器) Prima di parlare nello specifico delle armi nel Kung Fu, facciamo una breve introduzione sull&#8217;origine delle armi in generale. Fino dai primi metodi rudimentali di confronto corpo a corpo, l&#8217;uomo, ha da</p>
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<h4 class="wp-block-heading"> Le Armi nel Kung fu &#8211;  Bīngqì (兵器)</h4>


<div class="wp-block-image no-archivio">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/guandao-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-7866" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/guandao-1024x768.jpg 1024w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/guandao-300x225.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/guandao-768x576.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/guandao-1536x1152.jpg 1536w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/guandao.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>


<p>Prima di parlare nello specifico delle armi nel Kung Fu, facciamo una breve introduzione sull&#8217;origine delle armi in generale. <br>Fino dai primi metodi rudimentali di confronto corpo a corpo, l&#8217;uomo, ha da subito cercato di avere la meglio sul proprio avversario con l&#8217;ausilio di oggetti occasionali che rendessero più pericolosi gli attacchi sferrati. In questo lunghissimo arco di tempo, le tecniche di costruzione e di utilizzo delle armi si sono affinate a livelli impressionanti ovviamente, fino ad arrivare alle armi da fuoco in era moderna. </p>



<span id="more-7846"></span>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ORIGINI DELLE ARMI</strong></h4>



<p>Queste armi, che inizialmente erano arcaiche come pietre e pezzi di legno, sono state nel tempo modificate ed affinate per migliorarne l&#8217;efficacia. Anche l&#8217;uso e la manualità, con il tempo sono divenuti sempre più tecnici. Per ognuna delle armi principali, si sono creati nel tempo dei veri e propri stili di maneggio che ne hanno contraddistinto ancor di più il fine, l&#8217;obiettivo e l&#8217;efficacia. Questa continua ricerca della perfezione nella realizzazione e nell&#8217;uso della propria arma prediletta, fa si che tra l&#8217;uomo combattente e l&#8217;arma stessa si crei nel tempo un legame molto intimo e profondo. Questo legame appare evidente con la scoperta del ferro e di conseguenza con la costruzione delle prime con lama. L&#8217;arma permetteva di salvarsi la vita e quando questo accadeva veniva elevato il suo pregio. La cura dell&#8217;arma diviene rituale e l&#8217;uomo tende ad attribuire alla stessa una sorta di anima. In tutte le civiltà e non solo in quella Cinese, l&#8217;arma assume un pregio indiscusso e viene così tramandata di generazione in generazione aumentando esponenzialmente il suo valore spirituale. Si pensi ad esempio al rapporto tra <a rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Samurai" target="_blank">Samurai</a> e <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Katana (apre in una nuova scheda)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Katana" target="_blank">Katana</a>, oppure tra <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Indiani (apre in una nuova scheda)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Indiani_(popolo)" target="_blank">Indiani</a> e <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Tomahawk (apre in una nuova scheda)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tomahawk" target="_blank">Tomahawk</a>, o tra <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Aborigeni (apre in una nuova scheda)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Australiani_aborigeni" target="_blank">Aborigeni</a> e <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Boomerang (apre in una nuova scheda)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Boomerang" target="_blank">Boomerang</a>, solo per fare qualche esempio ma la storia ce ne evidenzia molti altri in tutto il mondo ed in tutte le ere.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Armi e strategie di combattimento nel Kung Fu</h4>



<p>Le antiche armi nel Kung Fu Tradizionale sono numerosissime e spesso molto differenti l&#8217;una da l&#8217;altra. Ogni variazione di forma o di lavorazione, ogni particolare, ogni accessorio ha un motivo pratico legato all&#8217;uso al fine di rendere l&#8217;arma più vicina alle esigenze belliche. Ovviamente alcune variazioni possono essere anche legate esclusivamente all&#8217;estetica ma quando un arma viene ridisegnata o completamente modificata il motivo risiede senza dubbio in un adattamento ai fari fattori principali:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><em>costituzione fisica del guerriero</em></li><li><em>caratteristiche ambientali</em></li><li><em>strategia marziale.</em></li></ul>



<p><strong>Costituzione fisica</strong><br>Uno dei principali aspetti che maggiormente venivano presi in considerazione dai guerrieri per la scelta della propria arma principale era senza dubbio la corporatura. Guerrieri alti e forti come ad esempio i Mongoli prediligevano armi lunghe e pesanti come ad esempio la &#8220;grande sciabola, (Tadao)&#8221; o l'&#8221;Alabarda (Guandao)&#8221;. Armi di questo tipo, in mano a combattenti in grado di maneggiarle avevano un potere distruttivo altissimo ma richiedevano chiaramente molta forza.<br>Guerrieri alti ma longilinei e non particolarmente dotati di forza preferivano armi lunghe ma leggere come ad esempio la &#8220;Lancia (Qiang)&#8221;.<br>I guerrieri non alti ma molto robusti sfruttavano al massimo il potenziale di armi corte e pesanti come ad esempio le &#8220;Sciabole (dandao)&#8221; o i &#8220;Martelli (Chui)&#8221; mentre guerrieri bassi e snelli senza particolari doti di forza preferivano armi leggere e veloci, spesso doppie come per esempio la &#8220;Doppia Spada (Shuan Jian)&#8221; o la &#8220;Doppia Sciabola (Shuan dao)&#8221;.<br>Per arma principale si intente l&#8217;arma preferita ma un Guerriero sapeva utilizzare molte armi e spesso ne portava con se almeno tre: una visibile al nemico (la principale), una nascosta addosso (fruste, pugnali, catene, punteruoli) ed infine una da lancio (dardi, frecce, aculei).</p>



<p><strong>Caratteristiche ambientali e circostanze</strong><br>Anche l&#8217;ambiente e le circostanze in cui si svolgevano guerre e combattimenti influiva pesantemente sulla scelta delle armi. In zone dove alberi e foreste rappresentavano gran parte del territorio, era impossibile pensare di utilizzare armi lunghe facilmente incastrabili a causa dell&#8217;ingombro ma piuttosto erano privilegiate armi corte, meglio se da taglio. In zone scoscese, ricche di dislivelli, le armi lunghe invece permettevano di raggiungere gli avversari da qualunque angolazione e magari servivano anche da appoggio a terra nei lunghi cammini. Nelle zone dove vi erano molti animali velenosi, spesso si creavano armi da lancio rese letali proprio dall&#8217;utilizzo dei veleni estratti da quest&#8217;ultimi.<br>Nei paesi di campagna, popolati da contadini, invece si imparavano ad usare gli attrezzi del mestiere come armi. Questo permetteva di non farsi mai trovare indifesi durante gli attacchi. Rastrelli, falci, attrezzi per la battitura del grano (dai quali il famoso Nunchaku o Shuanjiegun) e molto altro ancora, diventavano micidiali armi se usate con metodi Marziali.</p>



<p><strong>Strategia marziale</strong><br>Con il tempo, combattimenti e guerriglie, venivano premeditati e studiati, di conseguenza anche le stesse armi venivano create per gli scopi precisi della strategia da adottare. La spada uncinata fu inventata allo scopo di atterrare i cavalli per poi colpire chi li cavalcava. Il bastone a tre sezioni, fu ideato per colpire ugualmente i guerrieri muniti di uno scudo. Le alabarde, erano spesso usate per falciare le zampe dei cavalli e quindi per atterrarli.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>TIPOLOGIE DI ARMI TRADIZIONALI</strong> NEL KUNG FU</h4>



<p>Le armi tradizionali nel <a href="https://www.kuoshu.net/kung-fu/">Kung Fu</a> (in cinese &#8220;Bingqi&#8221; 兵器 o semplicemente &#8220;Bing&#8221; 兵 che significa &#8220;Armi dei guerrieri&#8221;) sono numerosissime e probabilmente incalcolabili. Nei testi spesso per convenzione se ne elencano 18 tipologie rappresentative che rappresentano il &#8220;Shíbā Bān wǔ yī&#8221; (i diciotto tipi di tecniche Marziali) ma questo numero è esclusivamente simbolico e trae la sua origine da alcuni modi di dire cinesi.</p>



<p>Le armi tradizionali cinesi nel Kung Fu, possono essere divise in tre macro categorie: </p>



<ul class="wp-block-list"><li><em>armi nobili</em></li><li><em>armi d&#8217;uso comune</em></li><li><em>armi particolari</em></li></ul>



<p><strong>ARMI NOBILI</strong><br>Sono le armi vere e proprie, ovvero quelle create con il preciso scopo di essere usate come tali. In questa categoria troviamo soprattutto armi con parti di metallo lavorato e affilato come per esempio le spade, le sciabole, le lance, le alabarde ecc. ecc.</p>



<p><strong>ATTREZZI D&#8217;USO COMUNE</strong><br>Sono in realtà attrezzi che nascono per scopi diversi per esempio strumenti agricoli od oggetti per lavori artigianali che all&#8217;occorrenza potevano comunque essere una ottima arma facilmente reperibile. Sembra che nei paesi di contadini si assumessero Maestri di arti marziali per l&#8217;addestramento nell&#8217;uso di questi mezzi improvvisati. Si pensi ai classici due/tre bastoni legati da catena che in realtà nascono per battere grano e riso ecc. ecc.</p>



<p><strong>ARMI PARTICOLARI</strong><br>Una via di mezzo fra le prime due categorie, sono degli oggetti opportunamente elaborati per essere resi offensivi tipo oggetti metallici appuntiti, con lame affilate, attrezzi da lancio ecc. ecc.<br></p>



<p>Di seguito diamo un elenco delle armi più note suddivise per pura convenzione didascalica in:<br></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Armi molto lunghe</li><li>Armi lunghe</li><li>Armi molto corte</li><li>Armi corte </li><li>Armi morbide</li><li>Armi da lancio</li><li>Scudi, armature. </li></ul>



<p> Le armi  in grassetto sono armi studiate anche nella <a href="https://www.kuoshu.net/kung-fu-chang/">Scuola Chang</a> </p>



<p><strong>ARMI LUNGHE</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong><em>MOLTO LUNGHE</em></strong></td></tr><tr><td>ITALIANO</td><td>PINYIN</td></tr><tr><td>Bastone Affusolato a Diciotto Chi</td><td>Shuo o Mao-Shuo</td></tr><tr><td>Lancia Lunga o Lancia Molto Lunga</td><td>Mao</td></tr><tr><td>Bastone a dodici o tredici Chi</td><td>Shu o Zhang-Er</td></tr><tr><td>Bastone affusolato a nove Chi</td><td>Jiu-Chi</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong><em>LUNGHE</em></strong></td></tr><tr><td>ITALIANO</td><td>PINYIN</td></tr><tr><td>Bastone lungo</td><td>Gun</td></tr><tr><td><strong>Lancia</strong></td><td><strong>Qiang</strong></td></tr><tr><td>Lunga Pertica</td><td>Chang Bang</td></tr><tr><td>Sciabola dalla Lunga impugnatura</td><td>Da Dao</td></tr><tr><td>Badile 0 Vanga</td><td>Chan</td></tr><tr><td>Forcone</td><td>Cha</td></tr><tr><td>Rastrello</td><td>Ba e Tang</td></tr><tr><td>Lancia a Forma di L (Alabarda dalla Testa Piatta)</td><td>Ge</td></tr><tr><td><strong>Alabarda</strong></td><td><strong>Guan Dao o Ji</strong></td></tr><tr><td>Ascla da Battaglia dalla Lunga Impugnatura</td><td>Yue</td></tr><tr><td>Pennello, Pennello d&#8217;Attacco, Pugno di Ottone</td><td>Bi, Bi Zhua o Tong Quan</td></tr><tr><td>Falce dalla Lunga Impugnatura</td><td>Da Lian</td></tr><tr><td>Artiglio dalla Lunga Impugnalura</td><td>Zhua</td></tr><tr><td>Zappa</td><td>Ba Tou</td></tr><tr><td>Mano di Budda</td><td>Fo Shou</td></tr><tr><td>Uncino di Fuoco</td><td>Hou Gou</td></tr><tr><td>Assassino che Mescola il Cielo</td><td>Deng Zhang</td></tr><tr><td>Nodo d&#8217;Albero</td><td>Chun Jie</td></tr><tr><td>Tan della Coda del Vento, Loto del Paradiso</td><td>Tian He Feng Wei Tan</td></tr><tr><td>Spazzola di Lupo</td><td>Lang Xian</td></tr><tr><td>Pertica a Lampada</td><td>Deng Zhang</td></tr><tr><td>Tenaglie dalla Lunga Impugnatura</td><td>Chang Jiao Qlan</td></tr><tr><td>Pertica che Invita a Tirare</td><td>Qing Ren Ba</td></tr><tr><td>Sciabola Cielo-Terra, SoleLuna</td><td>Qian Kun Ri Yue Dao</td></tr><tr><td>Lancia a Doppia Punta</td><td>Shuang Tou Qiang</td></tr></tbody></table></figure>



<p><strong>ARMI CORTE</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong><em>MOLTO CORTE</em></strong></td></tr><tr><td>ITALIANO</td><td>PINYIN</td></tr><tr><td>Spada Corta<br></td><td>Duan Jian</td></tr><tr><td><strong>Sciabola Corta</strong><br></td><td><strong>Dan Dao</strong></td></tr><tr><td>Righello di Ferro<br></td><td>Tie Chi</td></tr><tr><td>Sciabola Raschiante<br></td><td>Xiao o Di</td></tr><tr><td>Spada da Manica<br></td><td>Xiou Li Jian</td></tr><tr><td>Tridente Corto<br></td><td>Duan Cha</td></tr><tr><td>Falcetto</td><td>Lian</td></tr><tr><td>Tridente Rastrello a Spazzola</td><td>Bi Jia Cha</td></tr><tr><td>Flauto</td><td>Xiao 0 Oil</td></tr><tr><td>Cembali</td><td>Ba 0 Nao</td></tr><tr><td>Ventaglio</td><td>Shan</td></tr><tr><td>Pugnale</td><td>Bi Shou</td></tr><tr><td>Ascia dell&#8217;Anatra Mandarino ZI Wu, Spacla Uncinata del Cervo, Sciabola-Corna Ramificate di Cervo</td><td>Yuan Yang Yue Lu ,Jiao Dao</td></tr><tr><td>Puntale Emei</td><td>Emei Chi</td></tr><tr><td>Anello o Ruota<br></td><td>Quan o Lun</td></tr><tr><td>Sciabola Dentellata Sole Luna<br></td><td>Ri Yue Ya Dao</td></tr><tr><td>Puntale cii Luna Dentato</td><td>Yue Ya Ci</td></tr><tr><td>Pettine ciel Palazzo ciel Cielo<br></td><td>Gong Tian Shu</td></tr><tr><td>Pennello</td><td>Bi</td></tr><tr><td>Forbice e Righello</td><td>Jian Dao Chi</td></tr><tr><td>Anelli Monete e Sciabole Doppie<br></td><td>Qian Ling Shuang Dao</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><em><strong>CORTE SINGOLE</strong></em></td></tr><tr><td><strong>Spada</strong></td><td>Jian</td></tr><tr><td>Sciabola o Spacla clalla Lama Larga</td><td>Dao</td></tr><tr><td>Bastone Frusta Frusta Dura</td><td>Bian Jian</td></tr><tr><td>Frusta Frusta Dura</td><td>Ying Bian</td></tr><tr><td>Bastone di Ferro</td><td>Tie Jian</td></tr><tr><td>Pestello</td><td>Chu</td></tr><tr><td><strong>Bastone corto</strong></td><td><strong>Bang</strong></td></tr><tr><td>Ascia Corta</td><td>Fu</td></tr><tr><td><strong>Stampella / Bastone delle Sentinelle / Sfollagente</strong></td><td><strong>Guai</strong></td></tr><tr><td>Martello</td><td>Chui</td></tr><tr><td>Spada Lancia</td><td>Jian Qiang</td></tr><tr><td>Artiglio cii Ferro<br></td><td>Tie Zhua</td></tr><tr><td>Pipa che Para il Viso</td><td>Lan Mian Sou</td></tr><tr><td>Freccia a Doppio Uncino<br></td><td>Shuang Gou Si</td></tr><tr><td>Uomo di Bronzo<br></td><td>Tong Ren</td></tr><tr><td>Pinze Feroci</td><td>Lie Qian</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong><em>CORTE DOPPIE</em></strong></td></tr><tr><td><strong>Doppia Spada</strong></td><td><strong>Shuan Jian</strong></td></tr><tr><td><strong>Sciabola Doppia</strong></td><td><strong>Shuan Dao</strong></td></tr><tr><td>Sciabola Farfalla</td><td>Hu Die Dao &#8211; Die Chi</td></tr><tr><td><strong>Spade Uncinate</strong></td><td><strong>Shuan Gou</strong></td></tr><tr><td>Doppia Frusta Dura</td><td>Shuang Bian</td></tr><tr><td>Forcina per Capelli o Sai<br></td><td>Chai</td></tr><tr><td>Artiglio di Gallo Tagliente Yin Yang</td><td>Ji Zhua Yin Yang Rui</td></tr><tr><td>Bacchetta Doppia a Forca<br></td><td>Shuang Cha Gan</td></tr><tr><td>Bloccare la Tigre a Croce</td><td>Kua Hu Lan</td></tr><tr><td>Asce Doppie<br></td><td>Shuang Fu</td></tr><tr><td>Mazza a Denti di Lupo</td><td>Lang Ya Bang</td></tr><tr><td>Martello Doppio<br></td><td>Shuang Chui</td></tr><tr><td>Pinze per Bloccare la Porta</td><td>Lan Men Jue</td></tr><tr><td>Falcetto Artiglio di Gallo e Falcetto<br>Sciabola di Gallo</td><td>Ji Zhua Lian o Ji Dao Lian</td></tr><tr><td><strong>Doppie Stampelle (Bastoni delle sentinelle)</strong></td><td><strong>Shuan Guai</strong></td></tr><tr><td>Alabarda del Cavallo</td><td>Ma Ji</td></tr><tr><td>Pennello del Giudice</td><td>Jan Guan Bi</td></tr><tr><td>Stampella Singola Dao</td><td>Dan Dao Guai</td></tr></tbody></table></figure>



<p><strong><em>ARMI MORBIDE E / O SNODATE</em></strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>ITALIANO</td><td>PINYIN</td></tr><tr><td><strong>Bastone a due sezioni o battitrice di grano</strong></td><td><strong>Shao Zi &#8211; shuan jie gun</strong></td></tr><tr><td>Mazza con Catena di Ferro</td><td>Tie Lian Jia Bang</td></tr><tr><td><strong>Bastone Snodabile a Tre Pezzi</strong><br></td><td><strong>San Jie Gun</strong></td></tr><tr><td>Martello Morbido<br></td><td>Ruan Chui</td></tr><tr><td>Bacchetta Morbida a Frusta<br></td><td>Gan Zi Bian</td></tr><tr><td>Tang a Quattro Pezzi</td><td>Si Jie Tang</td></tr><tr><td>Frusta d&#8221;Acciaio a Sezioni</td><td>Jie Bian</td></tr><tr><td>Tridente Rastrello a Spazzola</td><td>Bi Jia Cha</td></tr><tr><td>Dardo con Corda</td><td>Sheng Biao o Suo Biao</td></tr><tr><td>Martello Meteora Maglio</td><td>Liu Xing Chui</td></tr><tr><td>Frusta con Mazza a Testa di Dragone<br></td><td>Long Tou Gan Bang</td></tr><tr><td>Artiglio Fiore di Prugno ed Artiglio del Dragone</td><td>Mei Zha e Long Zha</td></tr><tr><td>Artiglio Volante o Uncino Volante<br></td><td>Fei Zhua e Fei Gou</td></tr><tr><td>Frusta Morbida di Pelle<br></td><td>Pi Bian</td></tr><tr><td><strong>Catena metallica a vari segmenti snodati</strong></td><td><strong>Gan Bian</strong></td></tr><tr><td>Spada a Catena o Pennello a Catena</td><td>Lian Zi Jian o Lian Zi Qiang</td></tr><tr><td>Lancia a Frusta o Lancia a Catena<br></td><td>Bian Zi Qiang o Lian Zi Qiang</td></tr><tr><td>Martello Stella Cometa a Doppia Punta o Mazza Volante a<br>Doppia Punta</td><td>Shuang Tou Liu Xingg Chui o Shuang Tou Fei Chui</td></tr><tr><td>Doppio Artiglio Volante</td><td>Shuang Fei Zhua</td></tr></tbody></table></figure>



<p><strong><em>PROIETTILI ED ARMI DA LANCIO</em></strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>ITALIANO</td><td>PINYIN</td></tr><tr><td>Arco e Frecce</td><td>Gong Jian</td></tr><tr><td>Arco a Fionda o Fionda</td><td>Dan Gong</td></tr><tr><td>Balestra</td><td>Nu</td></tr><tr><td>Balestra Schienale</td><td>Bei Nu o Hua Zhuang Gong</td></tr><tr><td>Balestra delle Staffe<br></td><td>Ta Nu</td></tr><tr><td>Dardi Volanti<br></td><td>Fei Biao</td></tr><tr><td>Frecce da Lancio</td><td>Shuai Shou Jian</td></tr><tr><td>Anello da Ma nica<br></td><td>Xiu Quan</td></tr><tr><td>Coltello dardo</td><td>Biao Dao</td></tr><tr><td>Monete Luo Han o Monete da<br>Lancio</td><td>Luo Han Qian o Zhi Qian</td></tr><tr><td>Dardo a Croce Madre Figlio<br></td><td>Mu-Zi Shi Zi Biao</td></tr><tr><td>Frecce da Manica<br></td><td>Ziu Jian</td></tr><tr><td>Pietre Volanti d e lla Locusta<br></td><td>Fei huang Shil</td></tr><tr><td>Uova da Manica<br></td><td>Xiu Dan</td></tr><tr><td>Puntale Volante<br></td><td>Fei Chi</td></tr><tr><td>Bastoncini di Ottone<br></td><td>Tong Zhu</td></tr><tr><td>Anatra Mandarino di Ferro</td><td>Tie Yuan Ya ng</td></tr><tr><td>Aghi Fiore di Prugno</td><td>Mei Hua Zhen</td></tr><tr><td>Sabbia Velenosa o Sabbia della Mano Rossa</td><td>Du Sha o Hong sha Shou</td></tr></tbody></table></figure>



<p><strong><em>SCUDI ED ARMATURE</em></strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>SCUDI</td></tr><tr><td>ITALIANO</td><td>PINYIN</td></tr><tr><td>Scudo Laterale o di Fianco<br></td><td>pang Pai</td></tr><tr><td>Scudo Inclinato</td><td>Ai Pai</td></tr><tr><td>Scudo a Mano</td><td>Shou Pail</td></tr><tr><td>Scudo a Coda di Rondine</td><td>Yan Wei Pail</td></tr><tr><td>cudo di Canna d&#8217;lndia</td><td>Teng Pai</td></tr><tr><td>Scudo Laterale della Cavalleria<br></td><td>Ji Bing Pang Pail</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong><em>ARMATURE</em></strong></td></tr><tr><td>Armature</td><td>Ka i Jia</td></tr><tr><td>Elmo</td><td>Zhou &#8211; Xiang Dun Mou Tou &#8211; Dou Jian</td></tr><tr><td>Piastra per Coprire le Spalle ed il Torace Superiore<br></td><td>Pi Bo</td></tr><tr><td>Corazza del Busto</td><td>Shen Jia</td></tr></tbody></table></figure>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ALCUNE FOTO DI ARMI</strong> TIPICHE DEL KUNG FU</h4>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="697" data-id="7869" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/corto-1024x697.jpg" alt="" class="wp-image-7869" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/corto-1024x697.jpg 1024w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/corto-300x204.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/corto-768x523.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/corto.jpg 1170w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Bastone corto</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="687" height="960" data-id="7870" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/guandao2.jpg" alt="" class="wp-image-7870" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/guandao2.jpg 687w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/guandao2-215x300.jpg 215w" sizes="auto, (max-width: 687px) 100vw, 687px" /><figcaption>Alabarda</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="190" height="293" data-id="7872" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/sanjiegun.jpg" alt="" class="wp-image-7872"/><figcaption>Bastone a 3 sezioni</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="350" data-id="7871" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/quiang.jpg" alt="" class="wp-image-7871" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/quiang.jpg 400w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/quiang-300x263.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /><figcaption>Lancia</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="678" data-id="7874" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/296-1024x678.jpg" alt="" class="wp-image-7874" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/296-1024x678.jpg 1024w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/296-300x199.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/296-768x509.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/296-1536x1017.jpg 1536w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/296-2048x1356.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Sciabola</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="240" height="261" data-id="7875" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/ch_sckun_smm.jpg" alt="" class="wp-image-7875"/><figcaption>Bastone a 2 sezioni</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="520" height="592" data-id="7876" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/Chang-Dsu-Yao.jpg" alt="" class="wp-image-7876" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/Chang-Dsu-Yao.jpg 520w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/Chang-Dsu-Yao-264x300.jpg 264w" sizes="auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px" /><figcaption>Doppia sciabola</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="685" height="1024" data-id="7877" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/DSC_0417-685x1024.jpg" alt="" class="wp-image-7877" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/DSC_0417-685x1024.jpg 685w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/DSC_0417-201x300.jpg 201w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/DSC_0417-768x1147.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/DSC_0417-1028x1536.jpg 1028w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/DSC_0417.jpg 1079w" sizes="auto, (max-width: 685px) 100vw, 685px" /><figcaption>Varie armi</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="283" height="425" data-id="7878" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/M°-Chang-Spada.jpg" alt="" class="wp-image-7878" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/M°-Chang-Spada.jpg 283w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/M°-Chang-Spada-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 283px) 100vw, 283px" /><figcaption>Spada</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="773" height="1024" data-id="7879" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233903-773x1024.jpg" alt="" class="wp-image-7879" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233903-773x1024.jpg 773w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233903-226x300.jpg 226w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233903-768x1018.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233903-1159x1536.jpg 1159w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233903-1545x2048.jpg 1545w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233903-600x795.jpg 600w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233903-scaled.jpg 1931w" sizes="auto, (max-width: 773px) 100vw, 773px" /><figcaption>Spade uncinate</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="818" height="1024" data-id="7880" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233927-818x1024.jpg" alt="" class="wp-image-7880" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233927-818x1024.jpg 818w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233927-240x300.jpg 240w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233927-768x962.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233927-1227x1536.jpg 1227w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233927-1636x2048.jpg 1636w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233927-scaled.jpg 2045w" sizes="auto, (max-width: 818px) 100vw, 818px" /><figcaption>Catena</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="700" data-id="7881" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233937-1024x700.jpg" alt="" class="wp-image-7881" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233937-1024x700.jpg 1024w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233937-300x205.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233937-768x525.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233937-1536x1050.jpg 1536w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/12/20191220_233937-2048x1401.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Stampella/Sfollagente</figcaption></figure>
</figure>



<h4 class="wp-block-heading"><br>LE ARMI NELLA SCUOLA KUNG FU CHANG</h4>



<p>Nella <a href="https://www.kuoshu.net/kung-fu-chang/">Scuola Chang</a> si studiano le armi più comuni del Kung Fu (quelle che sono state evidenziate in grassetto nell&#8217;elenco precedente). Le prime armi che si studiano sono il bastone corto e lungo, il bastone a due pezzi e la sciabola singola. Le altre armi fanno parte del programma più avanzato e possono variare da Scuola a Scuola in base al livello e alla conoscenza dei vari insegnanti.</p>



<p>Tutte le armi si iniziano ad allenare dai movimenti fondamentali (maneggio), ad esempio rotazioni, posizioni di guardia e singole tecniche. In seguito dopo una lunga pratica di quest&#8217;ultimi si iniziano le forme singole (Tao Lu) e, dove previsto, i combattimenti prestabiliti tra armi (nella scuola chiamati spesso con il termine antico &#8220;Boji&#8221; ma più comunemente chiamati &#8220;Duilian&#8221;o &#8220;Duida&#8221;. Questi combattimenti prevedono non solo sequenze tra medesime armi ma anche tra armi differenti o tra armi e mano nuda. Per un maggior dettaglio si consulti la pagina dedicata al&nbsp;<a href="https://www.kuoshu.net/programma-scuola-chang">Programma della Scuola Chang.</a></p>



<p>Le medesime armi possono essere utilizzate nei vari stili, in forme differenti. Si pensi ad esempio alla Sciabola di&nbsp;Shaolin&nbsp;e quella di&nbsp;<a href="https://www.kuoshu.net/tai-chi-chuan/">Taiji</a>, la lancia di Shaolin e la lancia del Baji Quan.</p>



<p>Alcuni stili possiedono delle armi che li caratterizzano in modo particolare proprio perché queste si adattano bene alle tecniche e alla strategia di movimento che lo stesso stile prevede. Un esempio è l'&#8221;Artiglio del Gallo&#8221; molto utilizzato nello stile&nbsp;<a href="https://www.kuoshu.net/ba-gua-zhang">Baguazhang</a>, la Lancia per il&nbsp;<a href="https://www.kuoshu.net/baji-quan">Bajiquan</a>, la spada per il&nbsp;<a href="https://www.kuoshu.net/tai-chi-chuan/">Taijiquan</a>&nbsp;solo per citarne alcuni.</p>



<p>Il M° <a href="https://www.kuoshu.net/chang-dsu-yao/">Chang Dsu Yao</a>, in uno dei suoi libri, a proposito dell&#8217;allenamento e lo studio delle armi riportava spesso questa frase:</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;In una prima fase dell&#8217;allenamento è il praticante che muove l&#8217;arma.<br>In una fase più avanzata invece, il praticante e l&#8217;arma si muovono insieme come se l&#8217;arma stessa fosse un estensione del proprio corpo.<br>In una fase di Divina Maestria (Shen) è l&#8217;arma che si muove e che muove il Maestro proprio come se avesse una propria anima.&#8221;</p></blockquote>



<p>Questo pensiero si ritrova spesso in tutte le filosofie orientali legate all&#8217;uso delle armi. Anche per i Giapponesi vale il medesimo principio per lo studio dell&#8217;arte della <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Katana (apre in una nuova scheda)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Katana" target="_blank">Katana</a> al quale si dedicano anni e anni di pratica e di ricerca incessante della perfezione nel movimento e del pensiero (Spirito).<br><br>L&#8217;arma quindi, a questi livelli, non è più considerata un semplice oggetto ma viene venerata, rispettata e curata come se al suo interno vi fosse un&#8217;anima indipendente ed una forte fonte di energia e saggezza che deriva dalle esperienze passate e tramandate dai vari possessori ai quali resta legata nel tempo.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I dieci Principi di Yang Chenfu</title>
		<link>https://www.kuoshu.net/dieci-principi-yang-chen-fu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giack]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2019 22:44:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[Kung Fu]]></category>
		<category><![CDATA[Tai Chi]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche di Kung fu]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.kuoshu.net/?p=7812</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dieci principi posturali del Kung fu &#8220;I dieci principi di Yang Chengfu sono un elenco di consigli tecnico-posturali che sembrano essere stati tramandati oralmente dai Maestri&#160;Yang Chenfu&#160;e&#160;Chen Weiming. Sono una importantissima sintesi di esperienze che rappresentano un grande tesoro che</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">Dieci principi posturali del Kung fu</h4>



<div class="wp-block-image no-archivio"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="690" height="435" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/1000.jpg" alt="" class="wp-image-7813" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/1000.jpg 690w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/1000-300x189.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 690px) 100vw, 690px" /><figcaption>I dieci Principi di Yang Chenfu (杨澄甫 术十要)</figcaption></figure></div>



<p>&#8220;I dieci principi di Yang Chengfu sono un elenco di consigli tecnico-posturali che sembrano essere stati tramandati oralmente dai Maestri&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" aria-label="Yang Chenfu (apre in una nuova scheda)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Yang_Chengfu" target="_blank">Yang Chenfu</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chen_Weiming_(scholar)">Chen Weiming</a>. Sono una importantissima sintesi di esperienze che rappresentano un grande tesoro che viene tramandato da molti Maestri di Arti Marziali Tradizionali Cinesi.<br>I principi traggono la loro origine dallo studio del <a href="https://www.kuoshu.net/tai-chi-chuan/">Taiji Quan</a> e non è certo che siano tutti attribuibili ai Maestri sopra citati. Questi suggerimenti sono applicabili e talvolta indispensabili per l’allenamento di tutti gli <a href="https://www.kuoshu.net/stili-di-kung-fu/">stili di Kung Fu</a> (oltre il Taiji Quan) sia Interni (Neijia) che Esterni (Waijia). </p>



<span id="more-7812"></span>



<p>Cercando di dare una chiave di lettura moderna, essi rappresentano dei veri e propri concetti base di postura e di quella che oggi viene definita &#8220;biomeccanica&#8221; del movimento umano. Imparare a rispettare questi principi, oltre a migliorare ed affinare di gran lunga la pratica del proprio stile di Kung Fu, contribuiscono a migliorare la salute e il benessere, riducendo il rischio di infortuni.</p>



<p>Il principio fondamentale che dovrebbe essere cardine di ogni disciplina Marziale (ma anche sportiva) è di dare priorità prima alla posizione, poi alla tecnica o il gesto atletico nel caso di uno sport. </p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Se non c&#8217;è la posizione corretta, la tecnica non può essere efficace.</p><p></p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="616" height="552" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/principi-posturali.png" alt="" class="wp-image-7825" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/principi-posturali.png 616w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/principi-posturali-300x269.png 300w" sizes="auto, (max-width: 616px) 100vw, 616px" /></figure></div>



<p>Non essendo sempre possibile la traduzione letterale dal cinese all&#8217;Italiano, spesso si deve ricorrere ad interpretazioni. La traduzione di questi principi risulta particolarmente complessa e talvolta equivoca per il fatto che i termini utilizzati hanno diversi significati che spesso necessitano di un&#8217;argomentazione maggiore nel contesto della frase. Per questo motivo riportiamo più interpretazioni di traduzione per rendere il più trasparente possibile il concetto e lasciare all&#8217;esperienza del lettore, la possibilità di farsi un idea personale. I termini cinesi sono trascritti in <a href="https://www.kuoshu.net/lingua-cinese/">Pinyin</a>, e dove possibile, tra parentesi, è stata aggiunta anche la trascrizione in <a href="https://www.kuoshu.net/lingua-cinese/">Wade-Gilles</a>. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="216" height="253" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/yang-chen-fu2.jpg" alt="" class="wp-image-7820"/><figcaption> Yang Chenfu 杨澄甫 <strong> </strong>1883-1936<strong>  </strong></figcaption></figure></div>



<h4 class="wp-block-heading">I dieci principi di Yang Chenfu</h4>



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<p><strong>1° PRINCIPIO</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td><strong>XŪ LĬNG DĬNG JÌN</strong></td><td><strong>Pinyin</strong></td></tr><tr><td><strong>HSU LING TING CHIN</strong></td><td><strong>Wade Gilles</strong></td></tr><tr><td><strong>虚&nbsp;领 顶 劲</strong></td><td><strong>Cinese semplificato</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<p><em>Traduzione 1:</em>&nbsp;<br>Essere vuoti, avere la mente pronta e l’energia alla sommità del capo<br><em>Traduzione 2:</em>&nbsp;<br>Vuoto, Presenza mentale, Allineare la testa verso l’alto portando l’energia alla sommità<br><em>Traduzione 3:</em>&nbsp;<br>Vuoto, vivo, spingente verso l&#8217;alto ed energetico<br><em>Traduzione 4:</em>&nbsp;<br>Vuota e viva, la sommità è energetica<br><em>Traduzione 5:</em>&nbsp;<br>Un’energia intangibile e viva sale alla sommità del capo<br><em>Traduzione 6:</em>&nbsp;<br>Guida tranquillamente (gentilmente) la testa a premere verso l’alto<br><em>Traduzione 7:&nbsp;</em><br>Uno spirito vuoto (un’energia insostanziale) si estende fino alla sommità della testa<br><br><strong>Spiegazione</strong><br>Da un punto di vista strettamente materiale e pratico, in una fase primordiale di apprendimento, questo principio invita giustamente ad assumere una posizione dritta della testa e del collo che di conseguenza contribuirà a distendere la spina dorsale diminuendo le tensioni sulle vertebre cervicali ed i vizi posturali conseguenti. Tenere la testa alta è ritenuto inoltre da molte culture un simbolo di saggezza e sicurezza nelle proprie risorse. &#8220;Una persona retta&#8221;. Anche durante le tecniche che prevedono contrazioni del busto è sempre importante non abbassare la testa.</p>



<p>Da un punto di vista più fine e sicuramente più elevato e complesso, questo principio indica che per avere l’energia&nbsp;<strong><em>Jin</em></strong>&nbsp;(<em>Chin</em>) alla sommità del capo&nbsp;<strong><em>Ding</em></strong>&nbsp;(<em>Ting</em>) bisogna tenere testa e faccia dritte, in modo che l’energia mentale (<em>Shen</em>) raggiunga il punto più alto.<br>Ma non bisogna usare forza muscolare&nbsp;<strong><em>Li</em></strong>, perché il collo si irrigidirebbe ostacolando la circolazione del sangue e del&nbsp;<strong><em>Qi&nbsp;</em></strong><em>(Ch’i)</em>. La mente deve essere vuota&nbsp;<strong><em>Xu</em></strong>&nbsp;(<em>Hsu</em>) e pronta&nbsp;<strong><em>Ling</em></strong>&nbsp;in maniera naturale. Se la mente non è vuota e pronta, e se l’energia&nbsp;<strong><em>Jin</em></strong>&nbsp;(<em>Chin</em>) non è alla sommità del capo, è impossibile risvegliare l’energia mentale&nbsp;<strong><em>Jin</em></strong>&nbsp;<strong><em>Shen</em></strong>&nbsp;(<em>Chin Shen</em>).<br><strong><em>Xu</em></strong><em>&nbsp;(Hsu)</em>&nbsp;vuol dire vuoto, ma anche modestia-modesto, umiltà-umile.<br>Arrivare (o, meglio, tornare) al vuoto è l’ultima tappa della trasformazione alchemica che si persegue nella coltivazione dei ‘Tre Tesori’&nbsp;<strong><em><a href="https://www.kuoshu.net/qigong-chi-kung/">San Pao</a></em></strong>, secondo la tradizione Taoista su cui il&nbsp;<strong><em>Taiji Quan</em></strong>&nbsp;<strong><em>(</em></strong><em>Tai c&#8217;hi chuan<strong>)</strong></em>&nbsp;si fonda: trasformare il&nbsp;<strong><em>Jin</em></strong><em>&nbsp;(Chin)</em>&nbsp;in&nbsp;<strong><em>Qi&nbsp;</em></strong><em>(Ch’i)</em>, il&nbsp;<strong><em>Qi&nbsp;</em></strong><em>(Ch’i)</em>&nbsp;in&nbsp;<strong><em>Shen</em></strong>, lo&nbsp;<strong><em>Shen</em></strong>&nbsp;in&nbsp;<strong><em>Xu</em></strong>&nbsp;(<em>Hsu</em>).<br>La tradizione ci dice anche che è l’energia mentale a dover arrivare alla sommità del capo, per potersi trasformare in vuoto; conseguimento reso possibile dalla presenza mentale, cioè dall&#8217;attenzione, e dall&#8217;agilità (altro significato di&nbsp;<strong><em>Ling</em></strong>), cioè dall&#8217;adattabilità, scioltezza, naturalezza, morbidezza. Questi principi però non si devono riferire solo ai conseguimenti ultimi della pratica, ma devono servire per tutto il percorso di apprendimento. Quindi, a un primo livello, questo primo principio ci invita a svuotare la mente (o perlomeno a provarci, che non è così semplice!), a essere attenti e a tenere la testa diritta, requisito indispensabile per l’attivazione di&nbsp;<strong><em>Shen</em></strong>.</p>



<p><strong>2° PRINCIPIO</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td><strong>HAN XIŌNG BÁ BÈI</strong></td><td><strong>Pinyin</strong></td></tr><tr><td><strong>HAN HSIUNG PA PEI</strong></td><td><strong>Wade Gilles</strong></td></tr><tr><td><strong>含 胸 拔 背</strong></td><td><strong>Cinese semplificato</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<p><br><em>Traduzione 1:</em>&nbsp;Tenere rientrato il petto e stirare la schiena<br><em>Traduzione 2:</em>&nbsp;Trattenere il torace e arrotondare la schiena<br><em>Traduzione 3:</em>&nbsp;Incassare il torace e arrotondare la schiena<br><em>Traduzione 4:</em>&nbsp;Affonda il torace, solleva la schiena<br><br><strong>Spiegazione</strong> <br>Tenere rientrato&nbsp;<strong><em>Han</em></strong>&nbsp;il petto&nbsp;<strong><em>Xiong</em></strong>&nbsp;(<em>Hsiung</em>) vuol dire tenerlo naturalmente un po’ in dentro, così da facilitare la discesa e la concentrazione del&nbsp;<a href="https://www.kuoshu.net/qigong-chi-kung/">Qi&nbsp;(<em>Ch’i)</em></a>&nbsp;nel&nbsp;<strong><em>Dan Tian&nbsp;</em></strong><em>(Tan Tien)</em>.<br>Evitate di gonfiare il torace, altrimenti il&nbsp;<em>Qi</em>&nbsp;(<em>Ch’i)</em>&nbsp;si concentrerà nel petto; la parte superiore del vostro corpo diventerà allora pesante e quella inferiore leggera. Ciò farà perdere stabilità ai piedi. Per stirare&nbsp;<strong><em>Ba</em></strong>&nbsp;(<em>Pa</em>) la schiena&nbsp;<strong><em>Bei&nbsp;</em></strong>(<em>Pei</em>) bisogna farvi aderire il&nbsp;<strong>Qi&nbsp;</strong>(<em>Ch’i)</em>.<br>Se teniamo rientrato il petto la schiena si stirerà naturalmente, e potremo emettere forza (<em>Li</em>) dalla colonna vertebrale; la sensazione è simile a quando ci si accosta ad una parete con la schiena stirandola per cercare lentamente il suo contatto.<br><br>“<em>Pancia in dentro petto in fuori</em>” serve per l’apparire, va bene alle sfilate militari…</p>



<p>Questo principio, estremamente importante, è tipico della maggior parte degli stili tradizionali cinesi sia interni che esterni per esempio&nbsp;<a href="https://www.kuoshu.net/tai-chi-chuan/">Taiji Quan</a>&nbsp;(Interno) oppure&nbsp;Baji Quan&nbsp;(Esterno).</p>



<p> <em>Hánxiōng bá bèi</em> significa essere in grado di assorbire un attacco di un avversario senza respingerlo ne evitarlo ma più semplicemente accogliendolo quasi come si accoglie un neonato tra le braccia e avvolgendolo in una tecnica difensiva di immobilizzazione, proiezione o qualunque altra tipologia di contrattacco.</p>



<p>La postura della parte superiore del corpo (Braccia/Torace) deve avere un aspetto sempre rotondo e naturalmente concavo verso l’interno in tutte le tecniche e le spalle devono essere sempre molto morbide e rilassate.<br>In pratica, se vogliamo essere efficaci, dobbiamo avere radici solide e membra agili. Questo è possibile solo portando il Qi (<em>ch’i)</em>&nbsp;nel basso ventre (nel Dan Tian (T<em>an Tien)</em>&nbsp;inferiore).<br>Se riempiamo il petto di aria saremo sempre facilmente sbilanciabili.<br>Fare aderire il&nbsp;<em>Qi</em>&nbsp;alla colonna vertebrale è il modo giusto per stirare la schiena. Ma, ovviamente, è vero anche il contrario: per fare aderire il&nbsp;<em>Qi</em>&nbsp;alla schiena e attivare quindi la catena cinetica posteriore, bisogna stirarla. All&#8217;inizio della pratica, anche quando ancora non riusciamo a percepire il fluire del&nbsp;<em>Qi</em>, affondiamo il torace portandolo un po’ all&#8217;indietro, continuiamo a spingere in alto con la testa (come se un filo la tirasse dall&#8217;alto) e raddrizziamo il coccige: la schiena si stirerà, e il&nbsp;<em>Qi&nbsp;</em>vi scorrerà liberamente. In questo modo sarà anche possibile avere una corretta respirazione diaframmatica, cosa impossibile gonfiando il torace.<br>Questo è uno tra i principi più menzionati dal M° Chang Wei Shin.</p>



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<p><strong>3° PRINCIPIO</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td><strong>SŌNG YĀO</strong></td><td><strong>Pinyin</strong></td></tr><tr><td><strong>SONG YAO</strong></td><td><strong>Wade Gilles</strong></td></tr><tr><td><strong>松 腰</strong></td><td><strong>Cinese semplificato</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<p><br><em>Traduzione 1:</em>&nbsp;Rilassare/Allentare la vita / fianchi<br><em>Traduzione 2:</em>&nbsp;Sciogli la vita / fianchi<br><br>La vita&nbsp;<strong><em>Yao</em>&nbsp;</strong>è la guida di tutto il corpo. Se la vita è rilassata&nbsp;<strong><em>Song</em></strong>, i piedi sono saldi e il bacino è stabile.<br>I passaggi da pieno&nbsp;<strong><em>Shi</em></strong>&nbsp;(<em>Shih</em>) a vuoto&nbsp;<strong><em>Xu</em></strong>&nbsp;(<em>Hsu</em>) e viceversa derivano da rotazioni della vita. Per questo motivo è stato detto che la vita è il centro di comando di ogni movimento. Se durante la pratica non vi sentite a vostro agio, cercatene la causa nella posizione della vita e delle gambe.<br><br>Tutto il corpo deve essere&nbsp;<strong><em>Song</em>&nbsp;</strong>(rilassato). La vita&nbsp;<strong><em>Yao</em></strong>&nbsp;ha un’importanza particolare. La vita è al centro del corpo, se la vita non è rilassata non c’è continuità tra la parte superiore e quella inferiore, come tra “terra e cielo”. Se c’è discontinuità tra l’alto e il basso il peso del corpo non si scaricherà correttamente sui piedi, rendendoli così leggeri e instabili, creando tensioni e pesantezza nella parte superiore.<br>Quando sferriamo un pugno per esempio, prendiamo forza da “terra” attraverso la torsione della gamba, quindi dell’anca e della schiena per terminare con quella delle spalle e del polso; questa forza dovrebbe liberamente percorrere il corpo partendo dalla punta del piede fino ad arrivare alle nocche del pugno senza interruzioni. Se non si è totalmente&nbsp;<em>Song</em>&nbsp;la forza si fermerà e si disperderà nelle rigidità del corpo a discapito dell’efficacia della tecnica stessa.</p>



<p>Per il movimento dell’intero corpo, la vita è come il volante di un camion. Se lo sterzo non è morbido, è molto difficile, se non impossibile, guidare. Il movimento della vita deve essere fluido e continuo, rendendo così fluido e continuo il movimento di tutto il corpo.<br>Molto importante è la raccomandazione di cercare nella vita e nelle gambe la causa dei disagi che si percepiscono nelle posture: spesso sentiamo che le spalle, o le braccia, o il collo o qualche altra parte non sono in una posizione corretta soprattutto quando pratichiamo&nbsp;<strong><em>Zhang Zhuang</em></strong>&nbsp;(<strong><em>Chan Chuang</em></strong><em>)</em>&nbsp;(esercizio del palo immobile) e cerchiamo di rendere comoda – come dovrebbe &#8211; una posizione. Prima di tutto, prima di ‘aggiustare’ la parte che non sentiamo ‘a posto’, dobbiamo correggere accuratamente la posizione di vita e gambe.</p>



<p>L&#8217;importanza di avere una vita sciolta, aggiunge il M° Chang Wei Shin, è fondamentale per tutte le attività. Se si blocca la vita, la schiena o le anche, si blocca tutto il corpo e si è costretti ad interrompere la pratica. Questo principio cerca anche di sensibilizzarci nella cura di questa zona così importante del corpo proprio perché unisce la parte inferiore a quella superiore.</p>



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<p><strong>4° PRINCIPIO</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td><strong>FĒN XŪ SHÍ</strong></td><td><strong>Pinyin</strong></td></tr><tr><td><strong>FEN HSU SHIH</strong></td><td><strong>Wade Gilles</strong></td></tr><tr><td><strong>分 虚 实</strong></td><td><strong>Cinese semplificato</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<p><br><em>Traduzione 1:</em>&nbsp;Distinguere il vuoto e il pieno<br><em>Traduzione 2:</em>&nbsp;Distingui il sostanziale dall’insostanziale<br><em>Traduzione 3:</em>&nbsp;Distinguere solido e incorporeo<br><br>La distinzione Fen fra vuoto&nbsp;<em><strong>Xu</strong></em>&nbsp;(Hsu) e pieno Shi (Shih) è il principio fondamentale del Taiji Quan.<br>Se il peso del corpo è appoggiato sulla gamba destra si dice che questa è piena, mentre quella sinistra è vuota. Se invece il peso del corpo poggia sulla gamba sinistra, questa è piena mentre la destra è vuota. La differenziazione fra pieno e vuoto ci permette di eseguire senza sforzo movimenti leggeri e agili. Altrimenti gli spostamenti diventeranno pesanti e goffi. Il corpo manca allora di stabilità, e si può facilmente venire squilibrati da una trazione dell’avversario.<br>Distinguere tra vuoto e pieno è il principio fondamentale del Taiji Quan. E come potrebbe essere altrimenti? Senza distinzione tra yin e&nbsp;<em><strong>yang</strong></em>&nbsp;non c’è Taiji! E il mutarsi continuo di yin in yang e viceversa, è la legge fondamentale dell’universo: differenziando yin e yang non facciamo altro che seguire il corso naturale degli eventi.<br>“Quando lo yin raggiunge il suo culmine, produce lo yang; quando lo yang raggiunge il suo culmine, produce lo yin” (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Zheng_Manqing" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Zhèng Mànqīng (apre in una nuova scheda)">Zhèng Mànqīng</a>). E’ passando da una polarità all&#8217;altra (quindi tra vuoto e pieno) che si produce il movimento.<br>La differenziazione della parte yang (piena) da quella yin (vuota) deve esserci in tutte le parti del corpo – anzi, in tutte le parti del nostro essere. Altrimenti si cade nel tipico errore chiamato ‘doppio peso’.<br>Il primo passo per arrivare alla consapevolezza necessaria, il maestro Yang lo indica nel commento: “si comincia distinguendo tra la gamba che sorregge il peso e quella vuota”. Sempre e consapevolmente. Dobbiamo sempre, fin dall&#8217;inizio della nostra pratica, avere ben presente qual è la gamba piena e quale quella vuota, in ogni istante altrimenti non potremo muoverci correttamente, e i nostri movimenti saranno goffi e innaturali.<br>Però questo è solo il primo passo: Il vuoto e il pieno, lo yin e lo yang, devono essere differenziati in ogni aspetto, fisico e mentale: questa è la legge universale, uniformandoci a essa potremo “durare a lungo”, come ci dice il <a href="https://www.kuoshu.net/i-ching-libro-dei-mutamenti/">Tao Te Ching</a>. Ma le cose vanno cominciate dove è facile attuarle, ci dicono sempre i ‘classici’ (<a href="https://www.kuoshu.net/i-ching-libro-dei-mutamenti/">Ching</a>), quindi cominciamo dalla base: dal peso sulle gambe.<br>Quando avremo appreso a distinguere correttamente il pieno e il vuoto nelle gambe, dovremo passare a tutte le altre parti del corpo. Poi dovremo riconoscere come in ogni parte yang ci sia anche un aspetto yin, e in ogni parte yin ci sia un aspetto yang. E poi dovremo estendere questo concetto all&#8217;intero nostro essere. Il doppio peso è, anche, una qualità della mente.<br>Dobbiamo essere come una bilancia: quando si applica il peso da una parte, l’altra risponde istantaneamente e proporzionalmente. Quando si applica il peso (ricordiamo, dalla fisica, che il peso è una forza), il corpo si muove istantaneamente: “tu non muovi il tuo corpo, è il corpo che si muove”.<br>Ancora più complesso sarà estendere questo principio al di fuori del proprio corpo, per esempio nei confronti di un avversario. Riuscire a “creare vuoto” quando l’avversario attacca e quindi in un certo senso si spinge all&#8217;interno del nostro perimetro. In questo modo la tecnica avversaria riempirà il vuoto da noi creato e sfruttando la continuità e la ciclicità del movimento sarà possibile controllare e neutralizzare gli attacchi. Ottimo per la comprensione di questo principio è l’esercizio del&nbsp;Tui shou&nbsp;(spinta con le mani) nel quale ciclicamente in coppia si crea e si riempie il vuoto con un movimento contrapposto delle braccia.</p>



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<p><strong>5° PRINCIPIO</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td><strong>CHÉN JIĀN ZHUI ZHŎU</strong></td><td><strong>Pinyin</strong></td></tr><tr><td><strong>CH ’EN CHIEN CHUI CHOU</strong></td><td><strong>Wade Gilles</strong></td></tr><tr><td><strong>沉 肩 坠 肘</strong></td><td><strong>Cinese semplificato</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<p><br><em>Traduzione 1:</em>&nbsp;Abbassare le spalle e far scendere i gomiti<br><em>Traduzione 2:</em>&nbsp;Affonda le spalle e fai cadere i gomiti<br><br><br>Per abbassare&nbsp;<strong><em>Chen</em></strong>&nbsp;(<em>Ch’en</em>) le spalle&nbsp;<strong><em>Jian</em></strong>&nbsp;(<em>Chien</em>) bisogna rilassarle e lasciarle cadere. Se non le rilassiamo e non le lasciamo cadere saranno sollevate, e ciò provocherà una salita del&nbsp;<em><strong>Qi</strong></em>&nbsp;(<em>Ch’i)</em>. L’intero corpo sarà allora senza forza (<em>Li</em>). Per far scendere&nbsp;<em><strong>Zhui</strong></em>&nbsp;(<em>Chui</em>) i gomiti&nbsp;<strong><em>Zhou</em></strong>&nbsp;(<em>Chou</em>) bisogna rilassarli e tenerli bassi. Tenere sollevati i gomiti rende impossibile l’abbassamento delle spalle. Non riusciremo allora a spingere lontano l’avversario e le nostre tecniche saranno simili a quelle utilizzate dagli stili esterni che impiegano una forza discontinua.<br><br>Le spalle alte sono il sintomo più evidente di un corpo non rilassato. Le spalle alte, oltre che una causa, sono un valido indicatore di uno stato non rilassato. Uno stato di tensione psicofisica facilmente fa sì che la nostra respirazione si alzi, diventando toracica invece che addominale, e impedendo al Qi (<em>ch’i)</em>&nbsp;di abbassarsi e di concentrarsi nel&nbsp;<em>Dan tian</em>&nbsp;(<em>tan tien)</em>, con tutte le conseguenze che questo comporta.<br>Se si irrigidiscono le spalle, per esempio, quando si sferra un attacco, la forza non scorrerà verso il pugno ma si bloccherà all&#8217;altezza della rigidità.<br>Se in una tecnica di leva (Qin Na), per fare un altro esempio, alziamo il gomito come per soprassedere l’avversario ci scalzeremo da terra e manderemo la nostra forza verso l’alto anziché verso il Dan tian.<br>A volte sembra il tipico cane che si morde la coda: le spalle si alzano perché siamo tesi, magari stressati dai nostri mille impegni quotidiani; questo porta ad alzare la respirazione; con la respirazione alta la tensione aumenta, il corpo si irrigidisce, le spalle si alzano ulteriormente. Per abbassarle bisognerebbe abbassare la respirazione… E’ un circolo vizioso, da qualche parte bisogna cominciare e, naturalmente, conviene cominciare dal facile: facciamo cadere i gomiti, sentiamoli pesanti (se i gomiti sono alti non si possono abbassare le spalle); poi concentriamoci sulle spalle, affondiamole, cerchiamo coscientemente di rilassarle… spesso, automaticamente, il respiro si abbasserà. Con le spalle alte non si può effettuare una corretta respirazione addominale.<br>Altro principio molto menzionato dal Maestro Chang Wei Shin.</p>



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<p><strong>6° PRINCIPIO</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td><strong>YÒNG YÌ BÚ YÒNG LÌ</strong></td><td><strong>Pinyin</strong></td></tr><tr><td><strong>YUNG I PU YUNG LI</strong></td><td><strong>Wade Gilles</strong></td></tr><tr><td><strong>用 意 不 用 力</strong></td><td><strong>Cinese semplificato</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<p><br><em>Traduzione 1:</em>&nbsp;Usare il pensiero e non la forza muscolare<br><em>Traduzione 2:</em>&nbsp;Usare l’intenzione e non la forza<br><em>Traduzione 3:</em>&nbsp;Usa la mente invece della forza<br><br>Un trattato di&nbsp;<em>Taiji Quan</em>&nbsp;afferma che dobbiamo usare&nbsp;<strong><em>Yong</em></strong>&nbsp;il pensiero&nbsp;<strong><em>Yi</em></strong>&nbsp;(l’intenzione) e non la forza muscolare&nbsp;<strong><em>Li</em></strong>&nbsp;(forza meccanica).<br>Nella pratica del&nbsp;<em>Taiji Quan</em>&nbsp;tutto il corpo deve essere rilassato. Dobbiamo eliminare ogni forma di energia grossolana che crea blocchi nei legamenti, nelle ossa e nei vasi, ostacolando ogni movimento. Potremo allora passare da un movimento all&#8217;altro in maniera leggera&nbsp;<em>Qing</em>&nbsp;e agile&nbsp;<em>Ling</em>, e potremo ruotare il corpo con naturalezza.<br>Alcuni si chiedono come sia possibile essere forti senza usare forza muscolare.<br>I meridiani del corpo sono qualcosa di simile ai canali della terra. Se i canali non sono ostruiti, l’acqua scorre liberamente. Analogamente, se i canali sono aperti il&nbsp;<em>Qi</em>&nbsp;circola. Se invece una forza rigida ostruisce i meridiani, la circolazione del sangue e del&nbsp;<em>Qi</em>&nbsp;viene ostacolata; i movimenti circolari non risulteranno più agili e basterà essere tirati per un capello per perdere l’equilibrio con l’intero corpo. Se d’altra parte, invece di usare la forza muscolare, usiamo l’intenzione, potremo far giungere il&nbsp;<em>Qi</em>&nbsp;fino a dove è arrivato il pensiero. Il&nbsp;<em>Qi</em>&nbsp;e il sangue circoleranno allora in tutto il corpo senza interruzioni. Dopo una lunga pratica si arriverà ad acquisire la vera forza interna&nbsp;<em><a href="https://www.kuoshu.net/qigong-chi-kung/">Nei Jin</a></em>, e proprio questo è il significato della seguente affermazione che si trova in un trattato di&nbsp;<em>Taiji Quan</em>: “Estrema morbidezza porta a estrema durezza”. Le braccia di un esperto&nbsp;<em>Gong Fu</em>&nbsp;di Taiji Quan dall&#8217;esterno appaiono morbide, ma all&#8217;interno sono come il ferro e sono estremamente pesanti<br>Bisogna imparare a essere deboli, a lasciare andare, a non utilizzare sforzo per il nostro fare: “<em>wei wu wei” (</em>fare senza fare).<br>Usare il pensiero per i nostri movimenti implica che il corpo deve essere rilassato, i muscoli rilasciati, tranne quelli strettamente necessari per mantenere il corretto allineamento posturale. Con questa premessa, è il pensiero, il nostro intento, che deve muoversi, attento e concentrato. E “dove va il pensiero va il&nbsp;<em>Qi</em>, e il&nbsp;<em>Qi</em>&nbsp;genera il movimento e la vera forza, la “forza interna”.<br>Lo sforzo, quindi, non è quello che ci è sempre stato insegnato, non è quello di “tenere duro”, “non mollare mai”, “più forte che puoi”, ma è quello di lasciare andare. “Il debole batte il forte”, diceva Lao Tzu. E <strong>Zhèng Mànqīng</strong> spiegava: “Quelli che non usano la forza non possono subirla quando sono attaccati da un aggressore, riuscendo così a mantenere una posizione di controllo”.<br>Operativamente occorre essere rilassati, e mantenere lo stato di rilassamento: capita spesso di riuscire a rilassarci finché stiamo fermi, ma nel momento in cui decidiamo di agire, ecco che immediatamente contraiamo i muscoli, aggrottiamo il viso, enfatizziamo il movimento e solleviamo le spalle.<br>Dobbiamo invece rimanere rilassati, e visualizzare il movimento da compiere, indirizzando l’attenzione, e quindi il&nbsp;<em>Qi</em>, dove è necessaria. Solo così il nostro&nbsp;<em><a href="https://www.kuoshu.net/kung-fu/">Kung Fu</a></em>&nbsp;può essere efficace, sia come arte marziale che come pratica salutare.</p>



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<p><strong>7° PRINCIPIO</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td><strong>SHÀNG XIÀ XIĀNG SUÍ</strong></td><td><strong>Pinyin</strong></td></tr><tr><td><strong>SHANG HSIA HSIANG SUI</strong></td><td><strong>Wade Gilles</strong></td></tr><tr><td><strong>上 下 相 随</strong></td><td><strong>Cinese semplificato</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<p><br><em>Traduzione 1:</em>&nbsp;Accordare la parte superiore con quella inferiore<br><em>Traduzione 2:</em>&nbsp;Sincronizzare la parte superiore e inferiore del corpo<br><em>Traduzione 3:</em>&nbsp;Sopra e sotto si seguono l’un l’altro<br><br>Accordare&nbsp;<strong><em>Sui</em></strong>&nbsp;entrambe&nbsp;<strong><em>Xiang</em></strong>&nbsp;le parti del corpo, quella superiore&nbsp;<strong><em>Shang</em></strong>&nbsp;con quella inferiore&nbsp;<strong><em>Xia</em></strong>,<br>La forza interna ha la radice nei piedi, si sviluppa nelle gambe, è controllata dalla vita e si manifesta nelle dita. I piedi, le gambe e la vita devono essere unificati da un unico flusso di&nbsp;<em>Qi</em>.<br>Bisogna cioè che le mani, la vita e i piedi si muovano in perfetto accordo, così come l’energia degli occhi, dello sguardo. Il&nbsp;<em>Qi&nbsp;</em>raggiunge sempre il punto che guardiamo con intenzione (guardare non vedere), ecco perché la sequenza di ogni tecnica deve essere:&nbsp;<strong>1° Sguardo, 2° Spostamento peso, 3° Tecnica</strong><br>Questo è il significato di “accordare la parte superiore con quella inferiore”. Se anche una sola parte del corpo non si muove con tutto il resto, vi sarà confusione e mancanza di coordinazione.<br><br>Spesso i grandi maestri quando spiegano questo principio portano come esemplificazione la seguente “regola”:<br></p>



<ol class="wp-block-list"><li>piedi / caviglie accordati con mani / polsi.</li><li>Ginocchia accordate con gomiti.</li><li>Anche accordate con spalle.</li></ol>



<p>Quando una parte del corpo si muove, tutto il corpo si muove. Ogni parte è collegata a tutte le altre. Dobbiamo arrivare a sentire questo collegamento, e a capire come ogni singola parte reagisce al movimento del resto del corpo. Questo lo si ottiene con lo studio, l’attenzione e l’esperienza dovuta alla pratica assidua e costante.<br>Fondamentale è riuscire a sentire il proprio&nbsp;<em>Qi</em>&nbsp;che circola in tutto il corpo e lo unifica.<br>Tra i principianti è usuale enfatizzare il movimento con la parte superiore: ad esempio si ruotano maggiormente le spalle delle anche, perché è più facile, ma così si va in contro torsione, con sofferenza della schiena e della colonna vertebrale, e con perdita di efficacia. Per questo i movimenti devono essere precisi e attentamente controllati dagli insegnanti.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>8° PRINCIPIO</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td><strong>NÈI WÀI XIĀNG HÉ</strong></td><td><strong>Pinyin</strong></td></tr><tr><td><strong>NEI WAI HSIANG HO</strong></td><td><strong>Wade Gilles</strong></td></tr><tr><td><strong>内 外 相 合</strong></td><td><strong>Cinese semplificato</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<p><br><em>Traduzione 1:</em>&nbsp;Unire la parte esterna con quella interna<br><em>Traduzione 2:</em>&nbsp;Armonizzare interno ed esterno<br><em>Traduzione 3:</em>&nbsp;Interno ed esterno sono uniti<br><br>“La mente&nbsp;<strong><em>Shen</em></strong>&nbsp;è il padrone mentre il corpo è il servitore”<br>Se l’energia mentale&nbsp;<em>Jin Shen</em>&nbsp;viene attivata, i movimenti diventano naturali, leggeri e agili.<br>Le posture non sono costituite che da un insieme di vuoti e pieni, di aperture&nbsp;<em>Kai</em>&nbsp;e chiusure&nbsp;<em>Ho</em>.<br>Per “aperture” nel Gong Fu tradizionale si intendono tutta quella serie di movimenti che aprono una strada verso l’avversario, in cinese si dice proprio aprire una porta per poter entrare inteso come creare un possibile punto di accesso alla vulnerabilità dell’avversario. Si pensi alle “Sei Grandi Aperture” del Baji Quan.<br>Ogni tecnica, ogni movimento, deve essere diretto dall&#8217;intenzione consapevole, in questo modo l’interno e l’esterno concorderanno. Quindi se, ad esempio, si avanza, non solo bisogna andare avanti col corpo, ma<br>anche avere l’intenzione di avanzare.<br>L’intenzione della mente e l’atteggiamento del corpo devono concordare.<br>Inoltre va ricordato quello che ci diceva sempre il maestro&nbsp;<strong><a href="https://www.kuoshu.net/chang-dsu-yao/">Chang Dsu Yao</a></strong>:<br>&nbsp;</p>



<p><strong>“Dovete fare&nbsp;<em>Kung Fu</em>&nbsp;col corpo, col cuore e con la mente: allenarvi con continuità, amarlo, capirlo”</strong>.</p>



<p><strong>Ogni movimento deve essere ripetuto diecimila volte</strong>&nbsp;– diceva il Maestro&nbsp;<strong>Chang</strong>&nbsp;-, in questo modo sarà parte di noi stessi e diventerà istintivo. Non si può dire “non mi riesce” senza aver provato prima “diecimila” volte; non si dovrebbero nemmeno fare domande senza aver provato una tecnica a fondo, perché spesso le risposte si trovano proprio nella pratica… nell&#8217;allenamento.<br>Ma se questo fosse frutto solo di imposizione servirebbe a poco: quello che facciamo ci deve piacere, dobbiamo amarlo, dobbiamo sentire di essere su una via che ha un cuore. Infine, dobbiamo capire anche razionalmente ogni movimento: dobbiamo sempre interrogarci sul perché, magari anche chiedendo al proprio insegnante.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>9° PRINCIPIO</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td><strong>XIANG LIÁN BÚ DUÀN&nbsp;</strong></td><td><strong>Pinyin</strong></td></tr><tr><td><strong>HSIANG LIEN PU TUAN</strong></td><td><strong>Wade Gilles</strong></td></tr><tr><td><strong>相 连 不 断</strong></td><td><strong>Cinese semplificato</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<p><br><em>Traduzione 1:</em>&nbsp;Continuità e nessuna interruzione<br><em>Traduzione 2:</em>&nbsp;(Praticare) continuamente e senza interruzione<br><em>Traduzione 3:</em>&nbsp;Uniti senza fratture<br><br>Tutto dovrebbe fluire senza interruzioni dall&#8217;inizio alla fine; i movimenti sono continui, circolari e legati fra di loro senza discontinuità. A questo proposito i trattati classici dicono: “La Lunga Boxe è simile al flusso incessante di un lungo fiume e al moto delle onde di un grande mare”, e ancora: “Applicate la forza interna con continuità come se dipanaste un filo di seta dal bozzolo”. Questi paragoni stanno a significare che tutti i movimenti devono essere unificati da un unico flusso di&nbsp;<em>Qi</em>.<br>Normalmente le singole tecniche si imparano e studiano separatamente, ma questo è un artificio didattico, utile per facilitare l’apprendimento. Poi le si unisce in una forma, ma la tendenza è quella di tenerle comunque separate. In effetti tutta la forma è un unico movimento continuo, che fluisce dall’inizio alla fine. Dopo aver imparato correttamente le varie tecniche bisogna cercare e trovare il modo per unirle tra loro senza soluzione di continuità. Dobbiamo trovare le “asole” (interne ed esterne) che ci permettono di collegarle senza interruzione. Il&nbsp;<em>Qi</em>&nbsp;deve scorrere ininterrotto, sia spazialmente che temporalmente. Come ci si può riuscire? Praticando (possibilmente tutti i giorni!) col corpo, col cuore, e con la mente.<br>Nelle forme uno degli aspetti importanti che rappresentano uno step di avanzamento tecnico dell’allievo è proprio il riuscire a rendere una sequenza di tecniche una sola tecnica. Questo non deve significare assolutamente fare tutte le tecniche come se fossero una sola ma riuscire a non interrompere mai il movimento tenendo sempre ben presente quello che stiamo facendo e mettendo quindi attenzione sulle applicazioni delle singole tecniche, questo per non rischiare di “recitare” una forma anziché “praticarla”.<br>In ogni passaggio tecnico, sia nel combattimento che nella forma&nbsp;<strong><em>TAO LU&nbsp;</em></strong>esistono momenti in cui invertiamo la tendenza del movimento: Attacco – Difesa, Pieno – Vuoto, Ying – Yang. Sono questi momenti dove si esegue il passaggio che rischiano di creare delle interruzioni pericolose che determinano possibili punti vulnerabili, possibili punti di accesso dell’avversario, possibili punti dove creare delle “aperture”. Diventa a questo punto fondamentale ridurre le interruzioni di continuità al minimo fino ad azzerarle adempiendo perfettamente questo principio importantissimo.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>10° PRINCIPIO</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td><strong>DÒNG ZHŌNG QIÚ JÌNG</strong></td><td><strong>Pinyin</strong></td></tr><tr><td><strong>TUNG CHUNG CH’IU CHING</strong></td><td><strong>Wade Gilles</strong></td></tr><tr><td><strong>动 中 求 静</strong></td><td><strong>Cinese semplificato</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<p><br><em>Traduzione 1:</em>&nbsp;Cercare la calma nel movimento<br><em>Traduzione 2:</em>&nbsp;Cercare la tranquillità nel movimento<br><em>Traduzione 3:</em>&nbsp;Cercare la quiete nel movimento<br><em>Traduzione 4:</em>&nbsp;Tranquillità nel movimento<br><br><br>All&#8217;interno del movimento trovare il punto fermo, il centro. Qualsiasi movimento ha un centro, basta controllare quello per controllare il movimento.<br>All&#8217;interno dell’agitazione rimanere tranquilli, governando l’agitazione mediante la calma.<br>Il nostro corpo ha un centro (il&nbsp;<em>Dan Tian)</em>, dobbiamo mantenere la nostra attenzione costantemente in quel centro, e mediante quello controllare il movimento dell’intero corpo.<br>Anche la nostra mente ha un centro, tranquillo anche in mezzo all&#8217;alternarsi vorticoso dei pensieri. Troviamolo, e da lì contempliamo il movimento.<br>Questo principio probabilmente è uno dei principi più complessi da applicare ma sicuramente anche da interpretare. Porre attenzione verso il baricentro del nostro corpo durante la pratica è senza dubbio un modo per cercare un punto fermo, una tranquillità anche mentre ci muoviamo. Questo contribuirà sensibilmente a migliorare l’equilibrio e a sfruttare in modo intelligente e tecnicamente più applicativo la nostra forza. Mantenere il Qi basso o come dicono nelle arti marziali Nipponiche, mantenere il peso al di sotto, è il principio da seguire in ogni tecnica. Quiete, tranquillità e calma la troviamo focalizzando l’attenzione nel Dan Tian. Questo permetterà anche un notevole risparmio di energia dovuto ad un uso più calibrato ed economico della nostra forza.</p>



<p>Il Maestro Chang Wei Shin ha definito questo principio molto poetico e forse leggermente meno pratico rispetto a gli altri menzionati.</p>



<p><br></p>
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		<title>I-Ching 易經</title>
		<link>https://www.kuoshu.net/i-ching-libro-dei-mutamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giack]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2019 20:47:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Storie e leggende]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Libro dei Mutamenti I-Ching Libro dei Mutamenti &#124;A cura di Sebastiano Arena &#124;Tratto dal sito&#160;http://www.erbasacra.com I-Ching Libro dei Mutamenti (Wade-Gilles) o Yìjīng (Pinyin) (易经) Il&#160;Libro dei Mutamenti&#160; o Teoria dei Mutamenti, è ritenuto il primo dei testi classici&#160;cinesi&#160;sin da</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">Il Libro dei Mutamenti</h4>



<figure class="wp-block-image no-archivio"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="596" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/10/Note_I_CHING_Emperor_UDA-1024x596.jpg" alt="" class="wp-image-7689" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/10/Note_I_CHING_Emperor_UDA-1024x596.jpg 1024w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/10/Note_I_CHING_Emperor_UDA-300x175.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/10/Note_I_CHING_Emperor_UDA-768x447.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-left"> I-Ching Libro dei Mutamenti |A cura di Sebastiano Arena |Tratto dal sito&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)" href="http://www.erbasacra.com/" target="_blank">http://www.erbasacra.com</a></p>



<p>I-Ching Libro dei Mutamenti  (<a href="http://linguaù">Wade-Gilles</a>) o  Yìjīng (<a href="https://www.kuoshu.net/lingua-cinese/">Pinyin</a>) (易经)  Il&nbsp;<em><strong>Libro dei Mutamenti</strong></em>&nbsp; o <strong>Teoria dei Mutamenti</strong>, è ritenuto il primo dei testi classici&nbsp;cinesi&nbsp;sin da prima della nascita dell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Impero_cinese">impero cinese</a>. È sopravvissuto alla distruzione delle biblioteche operata dal Primo imperatore,&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Qin_Shi_Huang">Qin Shi Huang Di</a>. </p>



<span id="more-7684"></span>



<h4 class="wp-block-heading">Il Libro dei Mutamenti</h4>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>I&nbsp; Mutamenti sono un libro,<br>Dal quale non bisogna star lontani.<br>Costantemente muta il Senso suo,<br>Alterazioni e moto senza requie,<br>Fluiscono per i sei vuoti posti;<br>Salendo e ricadendo senza dimorare,<br>I Solidi e i Teneri si mutano.<br>Racchiuderli non vale in una norma;<br>E&#8217; solo alteramento quello che qui opera.</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="250" height="281" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/10/ching1.jpg" alt="" class="wp-image-7695"/><figcaption>I-Ching &#8211; Il Libro dei Mutamenti</figcaption></figure></div>



<p>L&#8217; I-CHING , il Libro dei Mutamenti. uno dei più importanti testi&nbsp;dell&#8217;antica cultura cinese ed una delle opere che appartengono alla cultura mondiale.</p>



<p>Il nome&nbsp;&nbsp; significa : IL LIBRO&nbsp; (Ching o Jing o King ) dei MUTAMENTI o della VERSATILITÀ (Yi o I) e risale alla dinastia Zhou.</p>



<p>Una breve parentesi : le parole cinesi possono essere usate come sostantivi, aggettivi o verbi e la loro successione data dal contenuto emotivo della frase. Da qui possiamo concludere che esistono diverse (molto diverse!) traduzioni in lingue occidentali dello stesso testo cinese&nbsp; e addirittura della stessa frase.(6)</p>



<p>L&#8217;I CHING non un testo documentario di&nbsp; sentenze morali e religiose, un libro di antica saggezza, dove filosofia e poesia si congiungono, basato sullo studio attento dell&#8217;uomo e dei fenomeni della natura. E&#8217; anche un oracolo, ma di un tipo&nbsp; molto particolare, come vedremo in seguito.</p>



<p>Quasi tutto ciò che nella storia e nella cultura cinese è stato pensato, è dovuto a idee tratte da l&#8217;I-CHING. Il Confucianesimo e il Taoismo di Lao Tzu (VI sec. a.C.) hanno qui le loro comuni origini.</p>



<p>Il Confucianesimo , dal nome di&nbsp;<strong>Confucio</strong>&nbsp;(K&#8217;ungfu-tzu),&nbsp; era una scuola filosofica che regolava l&#8217;organizzazione sociale con rigide norme di comportamento sia familiare che sociale. Il Taoismo ( da&nbsp;<strong>Lao-Tzu</strong>, il Vecchio Maestro), invece, si basava sull&#8217;osservazione della natura e la scoperta della Via, il&nbsp;<strong>Tao-chi</strong>, che il procedere dell&#8217;Universo (4)</p>



<p>La concezione del&nbsp;<strong>TAO</strong>&nbsp;rispecchia l&#8217;ordine della Natura, il senso dinamico, il &#8220;senza forma&#8221;&nbsp;&nbsp; che produce tutte le forme esistenti attraverso e per mezzo dell&#8217;interagire delle due polarità :&nbsp;<strong>Yang</strong>&nbsp;, il Creativo, che simboleggia l&#8217;energia del Cosmo e&nbsp;<strong>Yin</strong>&nbsp;il Ricettivo, l&#8217;energia della Terra.</p>



<p>E&#8217; dalla loro&nbsp;<strong>asimmetria di posizione&nbsp;</strong>&nbsp;(il Creativo in alto,&nbsp; il Ricettivo in basso), e dalla loro attrazione reciproca che si origina il Moto, causa di tutte le trasformazioni e dei &#8220;diecimila esseri&#8221; che stanno tra Cielo e Terra.</p>



<p>Le condizioni in cui l&#8217;uomo e la natura non erano nemici, ma si completavano a vicenda, unendosi in una unit superiore che non eliminava le diversità, ma creava un balletto di forze in moto costante : questo il TAO.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>&#8230;.Il ritornare il movimento del TAO<br>Grande significa procedere<br>Procedere significa andare lontano<br>Andare lontano significa ritorno&#8230;</em></p></blockquote>



<p>L&#8217;I CHING non si basa su alcuna credenza o superstizione, non legato a alcun tipo di mitologia o religione, ma rappresenta un insieme di dati psicologici ed empirici che riguardano l&#8217;umanità, senza distinzione di razza o di credo (6).</p>



<p>La sua influenza fu basilare nella  medicina cinese, che concepisce la malattia come un disequilibrio delle funzioni Yin e Yang che governano i vari organi  del corpo umano;  allo scopo di ritrovare questo equilibrio, cioè la salute, si avvale di una scienza erboristica molto sviluppata, che tiene conto, nella terapia, del concetto di &#8220;analogia&#8221; (tra i colori, i sapori, la forma, la temperatura ecc.); dell&#8217;agopuntura, una pratica terapeutica antichissima (2500 anni a.C.), che, attraverso aghi infissi in determinati punti della pelle corrispondenti agli organi malati, apre i canali (meridiani) bloccati e ripristina il libero flusso dell&#8217;energia. Senza dimenticare i vari tipi di massaggio Shiatsu , il Reiki,  le pratiche Yoga, sempre basate sulla ricerca dell&#8217;equilibrio dell&#8217;energia Yin e Yang. Inoltre, non dimentichiamo che l&#8217;antica medicina mediterranea di Ippocrate e di Galeno si basava anch&#8217;essa su analogie e sui cinque elementi.</p>



<p>Lo scopo originario del libro era quello di ottenere informazioni sul destino, ma le entità divine non hanno mai dato immediata espressione al loro sapere.</p>



<p>Era quindi necessario trovare un mezzo per renderlo comprensibile agli uomini.</p>



<p>Ricordiamo che , nell&#8217;antichità,  gli oracoli permeavano la vita quotidiana (non solo in Oriente, ma in tutto il mondo occidentale)  e la  forma più semplice si basava sulla risposta SI-NO, simbolizzata rispettivamente da una linea intera  e da una linea spezzata. Con il tempo i due segni furono triplicati, per una maggiore differenziazione dell&#8217;oracolo, fino ad  arrivare ai cosiddetti otto trigrammi , che simbolizzavano tutto ciò che avveniva in cielo ed in terra, tenendo conto che nella concezione filosofica orientale molto importante <strong>il mutare</strong> delle cose, il loro crescere e decrescere.</p>



<p>Infatti da considerare attentamente che gli otto trigrammi non sono immagini delle cose di per s stesse, ma del loro moto o della tendenza al moto, esprimono la legge immutabile del crescere e decrescere, del negativo e del positivo.</p>



<p>Poi si&nbsp; pensò di combinare a due a due gli otto trigrammi originali, formando i 64&nbsp; esagrammi, dotando la Terra (oggetto), l&#8217;Uomo (soggetto) e il Cielo ( contenuto o senso) della&nbsp;&nbsp;<strong>dinamica duale</strong>, ciò del moto dei due elementi opposti i(chiaro-scuro, bene-male ecc. ) insita in tutte le cose.</p>



<p>&nbsp;I&nbsp; segni composti di sei linee sono quindi&nbsp; raffigurazioni di reali stati cosmici con le combinazioni della forza celeste con la forza terrena. Entro l&#8217;ambito di questi segni era considerata la possibilità di mutamento delle singole linee,&nbsp; per cui da ogni segno ne nasce uno nuovo, in accordo con il mutare dell&#8217;universo.&nbsp;<strong>I segni od esagrammi</strong>&nbsp;forniscono delle immagini degli stati e delle condizioni dell&#8217;universo, le singole linee trattano delle singole situazioni comprese.&nbsp;</p>



<p>Il mutamento&nbsp; (<strong>Yi o I</strong>&nbsp;) indica simultaneamente sia un mutamento improvviso e imprevedibile, uno sconvolgimento, ma anche&nbsp; la mobilità mentale che permette di far fronte a tale mutamento, restando in armonia con le leggi dell&#8217;universo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em> &nbsp;&#8220;Se la Positività cresce la Negatività cala, se dilaga il negativo il positivo si annulla. Un periodo di splendore e un periodo di decadenza, questa la legge del Cielo.&#8221; </em></p></blockquote>



<p>Il testo attuale si compone dei trigrammi concepiti da FU HI (5.000 anni fa), poi&nbsp; il testo principale del re Wen e del duca Chou (3.000 anni fa), infine i commentari di Confucio e le Ali, altri tipi di commento. Infatti la mano di Confucio si nota dai commenti sulla guida di uno stato, sulle azioni o caratteristiche di Imperatori e funzionari ( ed anche da una certa moralità un po&#8217; bacchettona!)</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Gli esagrammi sono in continua transizione: l&#8217;uno si muta nell&#8217;altro, le linee intere si protendono verso l&#8217;esterno e si spezzano in due, quelle tratteggiate si protendono verso l&#8217;interno e si uniscono&#8221;.</p></blockquote>



<h4 class="wp-block-heading">I significati dei trigrammi</h4>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="700" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/1200px-Pakua_with_name.svg_.png" alt="Pakua - I-Ching" class="wp-image-7728" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/1200px-Pakua_with_name.svg_.png 700w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/1200px-Pakua_with_name.svg_-150x150.png 150w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/1200px-Pakua_with_name.svg_-300x300.png 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/1200px-Pakua_with_name.svg_-600x600.png 600w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Gli Otto Trigrammi (Pakua) del I-Ching</figcaption></figure></div>



<p>Nella figura mostrata l&#8217;associazione dei trigrammi con i corrispettivi ideogrammi cinesi. E&#8217; da tenere presente che noi leggiamo il libro dei mutamenti nella traduzione dal cinese&nbsp; in una lingua occidentale: questo complica le cose perché il cinese una lingua ad ideogrammi, ad immagini, ai quali dobbiamo, per forza di cose, associare una sola parola.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>I-CHING e Gli Elementi della Natura</strong></p>



<p>Tale parola,&nbsp; nei limiti del possibile, corrisponde ad un significato dell&#8217;ideogramma, il quale per in realtà esprime tutta una gamma di significati. Nei significati dei trigrammi abbiamo cercato il pi possibile, di usare le molte parole in lingua italiana che potessero esprimere i vari concetti dell&#8217;ideogramma associato al segno.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="489" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/elementi-e1572825914169.png" alt="I-Ching e gli Elementi della natura" class="wp-image-7709"/><figcaption> Associazioni degli elementi ai Trigrammi </figcaption></figure></div>



<p>Nella risposta alla domanda posta e nell&#8217;interpretazione siamo liberi di attribuire all&#8217;ideogramma uno dei molti significati ad esso associati.</p>



<p>I segni di sei righe od esagrammi devono sempre essere considerati come composti dai due trigrammi primordiali :</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Kkienn</strong><strong>,</strong>&nbsp;il Creativo, il cielo, il forte, il padre</li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="140" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/cielo.jpg" alt="I-Ching - Simbolo Cielo" class="wp-image-7735"/><figcaption>I-Ching &#8211; Simbolo Cielo</figcaption></figure></div>



<p><strong>Il Creativo ha tre righe intere</strong></p>



<p>Ma anche la giada ed il metallo , (simbolo della purezza e della solidit) , il freddo ed il ghiaccio (a causa della posizione del segno a Nord-Ovest) , il contenuto, il turchino scuro (indaco) , il colore del cielo, il cavallo che ha forza, solidità e vigore,&nbsp;</p>



<p>E&#8217; un&#8217;energia che crea e distrugge, un&#8217;instancabile movimento, la potenza dello spirito.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Il creativo opera nel capo, perché esso domina l&#8217;intero corpo</em></p></blockquote>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Kkunn</strong>&nbsp;il ricettivo, il la terra, il devoto, lo spazio, la madre&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="140" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/terra.jpg" alt="I-Ching - Simbolo Terra" class="wp-image-7734"/><figcaption>I-Ching &#8211; Simbolo Terra</figcaption></figure></div>



<p><strong>Il Ricettivo ha sei righe dimezzate</strong></p>



<p>Ma anche il panno, la coperta della vita, il crogiolo di vita, la parsimonia, ( qualità fondamentale della natura) , il vitello con la vacca (simbolo di fecondità) , una grande carrozza (perché porta tutti gli esseri) , la forma e l&#8217;ornamento (opposto del contenuto).</p>



<p>E&#8217; il giallo, il colore imperiale (in altri testi il nero).</p>



<p>E&#8217; l&#8217;accettare, il permettere l&#8217;obbedire, la flessibilità che non oppone resistenza.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Il ricettivo opera nella cavità addominale che serve per accrescere</em></p></blockquote>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Cenn</strong>&nbsp;l&#8217;Eccitante, il tuono, il moto, la scossa, il primo figlio&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="198" height="126" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/tuono.jpg" alt="" class="wp-image-7713"/><figcaption>I-Ching &#8211; Simbolo Tuono</figcaption></figure></div>



<p><strong>L&#8217;Eccitante come una ciotola scoperta</strong></p>



<p>Ma&nbsp; anche il drago, l&#8217;espandere, una grande strada che si avvia verso la vita a primavera, bambù verde e giovane (che cresce con rapidità), cavallo che nitrisce ( per affinità con il tuono) , il galoppo, il suo colore&nbsp; il verde della vegetazione che sboccia, che deriva dal blu del&nbsp; cielo e dal giallo della terra ( in altri testi l&#8217;arancione)</p>



<p>E&#8217; lo scuotere, il muovere, l&#8217;agitare, l&#8217;operare, l&#8217;agire.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>L&#8217;Eccitante opera nel piede che serve per muovere</em></p></blockquote>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Kkann</strong>&nbsp;l&#8217;abissale, l&#8217;acqua, il pericolo, la prova, il figlio mediano&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="140" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/acqua.jpg" alt="I-Ching - Simbolo Acqua" class="wp-image-7732"/><figcaption>I-Ching &#8211; Simbolo Acqua</figcaption></figure></div>



<p><strong>L&#8217;Abissale pieno nel mezzo</strong></p>



<p>Ma anche i fossi, l&#8217;agguato, il piegare (che deriva dal corso serpeggiante dell&#8217;acqua), l&#8217;arco e la ruota, i cavalli che inciampano, le carrozze con molti difetti, le persone malinconiche (la singola riga forte schiacciata tra due deboli), il sangue, la perforazione (la riga mediana incuneata tra due deboli), la luna, il maiale,&nbsp; i ladri che penetrano in segreto.</p>



<p>Il colore il nero, il colore della notte. ( in altri testi il rosso)</p>



<p>E&#8217; il rischiare, il cadere, l&#8217;ostacolo, il pericolo che si deve affrontare.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>L&#8217;Abissale opera nell&#8217;orecchio che cavo fuori</em></p></blockquote>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Kkenn</strong><strong>,</strong>&nbsp;l&#8217;arresto, il monte, il fermarsi, il limite, il figlio minore</li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="178" height="123" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/monte.jpg" alt="" class="wp-image-7715"/><figcaption>Monte</figcaption></figure></div>



<p><strong>L&#8217;Arresto come una tazza rovesciata</strong></p>



<p>Ma anche piccoli sassi (dei sentieri montani), porte ed aperture suggerite dal segno, frutta e semenze (come inizio e fine delle piante) , i guardiani che sorvegliano le strade e le proteggono,&nbsp; il cane che fa la guardia,&nbsp; il topo che rode, gli uccelli dal becco nero (che tengono fermi gli oggetti con facilità), gli alberi saldi e nodosi che resistono pi degli altri.</p>



<p>Il colore il porpora ( in altri testi il verde)</p>



<p>E&#8217; il fermare, l&#8217;arrestare o l&#8217;arrestarsi.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>L&#8217;arresto opera nella mano che afferra e tiene fermo</em></p></blockquote>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Sunn</strong>, il mite, il vento, il penetrante, la radice, la figlia maggiore&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="178" height="121" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/vento.jpg" alt="" class="wp-image-7717"/><figcaption>Vento</figcaption></figure></div>



<p><strong>Il Mite spaccato sotto</strong></p>



<p>Ma anche il legno che cresce in lungo, il sostegno, la base su cui posano le cose, l&#8217;avanzata e la ritirata (come riferenti all&#8217;indecisione del vento), gli uomini brizzolati (che hanno molto bianco nei capelli), gli uomini violenti ( come rovesciamento del segno), il lavoro, il gallo,&nbsp; la cui voce si espande come il vento.</p>



<p>Il colore il rosso scarlatto, colore della fortuna, oppure il bianco.</p>



<p>E&#8217; il penetrare, introdurre, invadere.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Il mite opera nelle cosce che si&nbsp; tengono celate ed operano verso il basso</em></p></blockquote>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Li</strong><strong>,</strong>&nbsp;il Risaltante, il fuoco, il lucente, la dipendenza, la figlia mediana</li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="179" height="127" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/fuoco.jpg" alt="" class="wp-image-7718"/><figcaption>Fuoco</figcaption></figure></div>



<p><strong>Il Risaltante vuoto nel mezzo</strong></p>



<p>Ma anche il sole, il fulmine, armature ed armi, gli uomini dalla pancia grossa&nbsp; e tutto ci che fuori solido e dentro cavo, gli animali dal guscio, la siccità, il fagiano, come simbolo dell&#8217;uccello di fuoco.</p>



<p>Il colore il rosso cremisi, colore della fiamma (in altri testi il giallo)</p>



<p>E&#8217; il riunire, lo stare insieme, il dipendere da.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Il Risaltante opera nell&#8217;occhio (l&#8217;apparenza) che cavo dentro</em></p></blockquote>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Tui</strong><strong>,</strong>&nbsp;il sereno, il lago, la letizia, la figlia minore</li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="140" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/lago.jpg" alt="I-Ching - Simbolo Lago" class="wp-image-7733"/><figcaption>I-Ching &#8211; Simbolo Lago</figcaption></figure></div>



<p><strong>Il Sereno ha in alto una lacuna</strong></p>



<p>Ma anche una maga, ciò una donna che predice, aperto sopra quindi lingua e bocca, il rovinare e lo spezzarsi, come in autunno il cadere e lo spaccarsi dei frutti maturi, la pecora&nbsp; (o capra) debole fuori e caparbia dentro ( suggerita dalla forma del segno).</p>



<p>E&#8217; il blu.</p>



<p>E&#8217; il risvegliare, il liberare da vincoli, il persuadere, il rallegrare.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Il sereno opera nella bocca, che si apre verso l&#8217;alto</em></p></blockquote>



<p class="has-text-align-center"><strong>I-CHING e La famiglia</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="584" height="437" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/I-CHING_famiglia.jpg" alt="I-Ching e i componenti della Famiglia" class="wp-image-7757" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/I-CHING_famiglia.jpg 584w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/I-CHING_famiglia-300x224.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 584px) 100vw, 584px" /><figcaption>I-Ching e i componenti della Famiglia</figcaption></figure></div>



<p>Ogni trigramma rappresenta anche un membro di una famiglia ideale.</p>



<p>Non bisogna per&nbsp; considerare questi simboli come personificazioni di divinit benevole o malevole nei nostri confronti, come gli Dei dell&#8217;antica Grecia che decidevano del destino degli uomini secondo i loro umori.</p>



<p>I trigrammi sono astrazioni, segni per rappresentare graficamente delle &#8220;funzioni&#8221;, quasi pi vicini alla matematica che alla mitologia.</p>



<p>La terra si congiunse per la prima volta con il cielo e diede origine al&nbsp;<strong>Primo Figlio</strong>,&nbsp;<strong>il Tuono</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="198" height="126" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/tuono.jpg" alt="" class="wp-image-7713"/><figcaption>Il figlio primogenito</figcaption></figure></div>



<p>La terra si congiunse per la seconda volta con il cielo e diede origine al&nbsp;&nbsp;<strong>Figlio mediano, l&#8217;Acqua</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="140" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/cielo.jpg" alt="I-Ching - Simbolo Cielo" class="wp-image-7735"/><figcaption>Figlio Mediano</figcaption></figure></div>



<p>La terra si congiunse per la terza volta con il cielo e diede origine al&nbsp;<strong>Figlio Minore, il Monte</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="178" height="123" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/monte.jpg" alt="" class="wp-image-7715"/><figcaption>Il figlio minore</figcaption></figure></div>



<p>Il cielo si congiunse per la prima volta con la terra e diede origine alla&nbsp;<strong>Figlia Maggiore, il Vento</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="178" height="121" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/vento.jpg" alt="" class="wp-image-7717"/><figcaption>La figlia maggiore</figcaption></figure></div>



<p>Il Cielo si congiunse per la seconda volta con la terra e diede origine alla&nbsp;<strong>Figlia Mediana, il Fuoco</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="179" height="127" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/fuoco.jpg" alt="" class="wp-image-7718"/><figcaption>La figlia mediana</figcaption></figure></div>



<p>Il Cielo si congiunse per la terza volta con la terra e diede origine alla&nbsp;<strong>Figlia Minore, Il Lago</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="140" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/lago.jpg" alt="I-Ching - Simbolo Lago" class="wp-image-7733"/><figcaption>La figlia minore</figcaption></figure></div>



<h4 class="wp-block-heading">I movimenti dei trigrammi</h4>



<p><strong>I movimenti delle stagioni</strong></p>



<p>Allo scopo di non creare confusione nella comprensione, anche se necessariamente limitata, del pensiero orientale antico, qui prenderemo in esame soltanto&nbsp; il susseguirsi dei trigrammi secondo l&#8217;ordinamento di re Wen, che chiamato la serie inframundana,&nbsp; secondo la loro manifestazione nella natura. I segni vengono assegnati alle stagioni ed alla direzione della rosa dei venti</p>



<p>Il&nbsp;<strong>trasformarsi</strong>&nbsp;un decorso periodico di fenomeni dei quali ciascuno d il cambio al precedente per poi sfociare di nuovo nel primo. Per esempio il corso del giorno, il corso dell&#8217;anno ed i fenomeni che in tali cicli compaiono nel mondo vivente.</p>



<p><strong>La primavera si desta&nbsp;</strong>e questo ridestarsi assegnato al segno dell&#8217;eccitante&nbsp;<strong>Cenn</strong>&nbsp;che scaturisce dalla terra come tuono.&nbsp; Tutte le cose viventi compaiono nel segno di Cenn.</p>



<p><strong>Poi viene il vento soave</strong>&nbsp;che fa sbocciare il mondo vegetale, nel segno del mite, del penetrante&nbsp;<strong>Sunn</strong>&nbsp;che scioglie i ghiacci invernali. Tutte le cose viventi&nbsp; sono portate a compimento nel segno di Sunn , il mite. Compimento significa che tutte&nbsp; le creature divengono pure e perfette.</p>



<p><strong>Viene poi il culmine dell&#8217;anno,</strong>&nbsp;la media estate, dove dimora il segno&nbsp;<strong>Li,</strong>&nbsp;il risaltante. Tutte le cose viventi sono all&#8217;apice della vitalità nel segno di Li, la luce che culmina con il segno&nbsp;<strong>Kkunn</strong>, la terra che concede la maturazione dei frutti campestri; il tempo della raccolta&nbsp; e del lavoro.</p>



<p><strong>Segue il medio autunno&nbsp;</strong>sotto il segno di&nbsp;<strong>Tui,</strong>&nbsp;il sereno, che conduce l&#8217;anno verso la maturità e la sua gioia, di calma e di contemplazione, ma anche l&#8217;epoca severa in cui va dimostrato cosa sia stato compiuto.</p>



<p><strong>Ma dopo l&#8217;intervallo di riposo</strong>&nbsp;, la lotta ricomincia e le forze iniziano&nbsp; a muoversi, I pensieri ritornano dalla terra verso il cielo,&nbsp;<strong>Kkienn</strong>&nbsp;, che in questo caso simboleggia&nbsp; le forze creative all&#8217;interno della vita terrena, e la lotta dove l&#8217;oscuro, la terra perde la sua battaglia in favore del chiaro.</p>



<p>L&#8217;anno raggiunge la stagione pi buia,<strong>&nbsp; l&#8217;inverno KKann</strong>. Come l&#8217;acqua si rivolge sempre verso il punto pi profondo, così l&#8217;inverno prosegue nel tempo del raccoglimento, di&nbsp;<strong>Kenn,&nbsp;</strong>quando le energie vengono concentrate durante la calma dell&#8217;inverno. Qui , nella profonda quiete, la fine di ogni cosa si salda al suo inizio a Cenn. Morte e vita. Così il ciclo si chiude.</p>



<p>E&#8217; importante capire questa semplice filosofia de I-Ching, in quanto in molti esagrammi si cita il sud-ovest come tempo del lavoro ed il nord-est come quello della solitudine.</p>



<p><strong>Il ciclo Yin -yang</strong></p>



<p>E&#8217; la base del pensiero cinese ed molto difficile da tradurre in maniera completa. considerando che esprime degli aspetti di processi. Per esempio possiamo dire che&nbsp;<strong>yang&nbsp;</strong>movimento attivo e&nbsp;<strong>yin</strong>&nbsp;la &#8220;cosa&#8221;, la forma che sono assolutamente complementari tra di loro : la forma totalmente inerte ed il movimento puro non hanno senso, devono per forza completarsi a vicenda . Ogni essere umano, ogni cosa in natura una combinazione di yin e yang:</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p> &#8221; Il puro YIN ristagna e muore nell&#8217;inerzia, il puro YANG lascia tutto bruciato dietro di sé&#8221;. </p></blockquote>



<p>La compenetrazione e l&#8217;avvicendarsi dello yin e dello yang trovano una completa rappresentazione simbolica nel&nbsp;<strong>Taiji&nbsp;</strong>( Supremo ultimo).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="394" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/yin_yang-1024x394.jpg" alt="Lo yin e lo Yang - Il simbolo del Tao" class="wp-image-7758" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/yin_yang-1024x394.jpg 1024w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/yin_yang-300x115.jpg 300w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/yin_yang-768x295.jpg 768w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/yin_yang.jpg 1170w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Lo yin e lo Yang &#8211; Il simbolo del Tao</figcaption></figure></div>



<p>Esaminiamo la figura:</p>



<p>come l&#8217;avvicendarsi del giorno e della notte , il ciclo diviso in due parti separate da un asse (cardine di equilibrio)&nbsp; dove i due principi sono uguali. Da qui inizia una delle due fasi (yin o yang), a seconda che si proceda in senso orario o antiorario. Ogni principio, in ogni modo, raggiunge la fase della pienezza e la fase culminante (nella quale compreso un seme della forza opposta). Segue poi&nbsp; l&#8217;inevitabile declino a favore dell&#8217; altra forza.</p>



<p><strong>Il ciclo dei cinque movimenti</strong></p>



<p>In epoca Han viene introdotto il ciclo dei 5 movimenti, conciliandolo con il ciclo Yin-Yang, con quello delle stagioni e dei trigrammi, assegnando alla Terra una posizione particolare, ciò al cardine di equilibrio.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="350" height="404" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/ching7.jpg" alt="I-ching . Il Ciclo dei cinque movimenti" class="wp-image-7746" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/ching7.jpg 350w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/ching7-260x300.jpg 260w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption> (da : Eranos – I Ching- Edizioni red. Como) </figcaption></figure></div>



<p>Nei ciclo dei 5 MOVIMENTI si ha :</p>



<ul class="wp-block-list"><li>il&nbsp;<strong>Legno</strong>&nbsp;, nelle sue due forme, che, dentro la terra, si incurva e si raddrizza per nascere e crescere.&nbsp;<strong>EST/ SUD-EST</strong></li><li>Il Legno l&#8217;alimento del&nbsp;<strong>Fuoco</strong>, che necessariamente segue e fiammeggia sopra, e&nbsp; fa s che il legno si muti gradatamente in cenere o terreno.&nbsp;<strong>SUD</strong></li><li><strong>La Terra</strong>&nbsp;, il cardine dell&#8217;equilibrio, il supporto di tutti gli altri movimenti, le sue azioni sono il produrre, seminare, mietere.&nbsp;<strong>SUD-OVEST</strong></li><li>Dalla terra si estraggono&nbsp;<strong>Metalli</strong>, le sue azioni sono il trattenere in uno stampo di&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; argilla il metallo fuso.&nbsp; Questo il momento culminante dello Yin, in cui lo sviluppo si arresta per consolidarsi in &#8220;forme fisse&#8221;.&nbsp;<strong>OVEST</strong></li><li>Il movimento della&nbsp;<strong>Corrente</strong>&nbsp;deriva dal metallo fuso che scorre e descrive il moto di&nbsp; tutti i fluidi e dell&#8217;acqua in particolare. E&#8217; la fase prorompente dello Yin. Esso livella e&nbsp; dissolve le forme e allaga sotto il terreno, lo irriga e d inizio ad un nuovo ciclo del Legno.&nbsp;<strong>NORD / NORD-OVEST</strong></li></ul>



<p>Nella figura seguente vengono riassunti i cicli ed i movimenti finora descritti</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="580" height="626" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/i-movimenti-i-ching.jpg" alt="I-ching -La mappa universale delle trasformazioni (mutamenti)" class="wp-image-7744" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/i-movimenti-i-ching.jpg 580w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/i-movimenti-i-ching-278x300.jpg 278w" sizes="auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px" /><figcaption>  (da : Eranos-I Ching- Edizioni Red, Como)  </figcaption></figure></div>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>La consultazione</strong></h4>



<p>&#8220;E&#8217; opportuno usare l&#8217; I-CHING come libro di consultazione per le questioni importanti per le quali, nonostante un esame approfondito, non si sia potuti giungere ad una soluzione soddisfacente.&nbsp; Si consiglia di sottoporre al Suo giudizio sempre domande &#8220;sull&#8217;orientamento personale&#8221; assunto o da assumere nei confronti di un&#8217;altra persona o di fronte ad una situazione di fatto.</p>



<p>&#8221; L&#8217;interpretazione della risposta ottenuta richiede come condizione indispensabile, per poter essere assorbita e assimilata nel suo significato, un&#8217;assoluta oggettività specialmente verso se stessi e uno spiccato intuito&nbsp;&nbsp; per poter cogliere l&#8217;essenza della risposta, evitando di rivolgere l&#8217;attenzione su singole parole o frasi staccate. E&#8217; raccomandabile per stabilire un &#8220;controllo personale&#8221; ed &#8220;un&#8217;individuale esperienza&#8221; scrivere e raccogliere le risposte ottenute nel corso del tempo.&#8221; ( nota dell&#8217;Editore nella pubblicazione del Wilhelm).</p>



<p>La consultazione avviene attraverso l&#8217;esame degli esagrammi che si formano&nbsp; con le linee intere o spezzate, usando vari metodi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>la numerologia</li><li>i bastoncini di Achillea Millefolium (pianta considerata sacra dagli antichi Saggi cinesi)</li><li>le 3 monete.</li></ul>



<p>In altri testi sono citati altri metodi che comunque, in sintesi, non fanno che ripetere i tre pi importanti.</p>



<p>Qui prenderemo in esame solo quelli pi antichi, che ci vengono suggeriti proprio dal testo, ciò quello dei bastoncini di Achillea e quello delle tre monete; del rapporto tra numerologia e I-Ching si parlerà più avanti.</p>



<p><strong>Il metodo dei bastoncini di Achillea</strong></p>



<p>Questo metodo&nbsp; sicuramente il migliore, perché legato allo spirito specifico dell&#8217;oracolo, che lo ritiene parte del &#8220;tempo&#8221; della consultazione, inoltre d una probabilità di uscita alle righe YANG superiore di tre volte alle righe YIN, ma anche se non difficile richiede tempo e molta calma.</p>



<p>1. Usare un mazzo di 50 steli di achillea millefoglie, della stessa lunghezza, lasciandoli il pi possibile nella loro forma originaria.</p>



<p>2. Tenere il mazzetto nella mano sinistra e togliere uno stelo , mettendolo da parte, con la mano destra. Questo stelo rimane fuori&nbsp; per tutta la procedura.</p>



<p>3. Dividere il mazzo in due mucchietti&nbsp; e metterli sul tavolo, uno a destra ed uno a sinistra</p>



<p>4. Prendere uno stelo dal gruppo di destra e metterlo tra anulare e mignolo della mano sinistra</p>



<p>5. Continuate con il mazzetto di sinistra e prelevate gruppetti di 4 steli, mettendoli da parte.</p>



<p>6. Alla fine rimarrà un gruppetto costituito da 1, 2, 3, o 4 steli; metteteli tra anulare e medio della mano sinistra.</p>



<p>7. Riprendete il gruppo che avete messo sulla destra del tavolo e ripetete l&#8217;intera operazione&nbsp; di sottrazione di gruppetti di 4.</p>



<p>8. Alla fine rimarrà un gruppetto costituito da 1, 2, 3, o 4 steli; metteteli tra&nbsp; medio&nbsp; e indice della mano sinistra.</p>



<p>9. A questo punti contare gli steli che avete in mano : saranno&nbsp; 5 oppure 9.&nbsp;<strong>Metterli da parte</strong></p>



<p>10. Rimettere insieme tutti i bastoncini e ripetere tutta la procedura dal N2 al N 9. Gli steli stavolta saranno 4 oppure 8.&nbsp;<strong>Metterli da parte.</strong></p>



<p>11. Ripetere la procedura indicata al N10. Si otterrà un terzo gruppo di steli, che di nuovo saranno saranno 4 o 8.&nbsp;<strong>Metterli da parte.</strong></p>



<p>12. Conteggio finale</p>



<p>13. Il valore 9 corrisponde ad un valore di 2 (per semplificare abbiamo omesso il significato delle&nbsp; corrispondenze intermedie)</p>



<p>14. Il valore 5 corrisponde ad un valore di 3 (saltando le corrispondenze intermedie)</p>



<p>15. Il valore 8 corrisponde ad un&nbsp; valore di 2 ; il valore 4 corrisponde ad un valore di 3.</p>



<p>16. La prima linea si costruisce con i valori numerici dei tre residui totali.</p>



<p>17. Esempio : se la somma&nbsp;<strong>5 del primo conteggio</strong>&nbsp;(che corrisponde a 3) +<strong>4 del secondo conteggio</strong>&nbsp;( che corrisponde a 3)&nbsp;<strong>+4 del terzo conteggio</strong>&nbsp;( che corrisponde a 3) si otterrà&nbsp; un valore di 9 totale , ciò ad un vecchio yang -o-.</p>



<p>18. La procedura va ripetuta per altre cinque volte per ottenere l&#8217;esagramma completo.</p>



<p><strong>Il metodo delle tre monete</strong></p>



<p>Il metodo delle tre monete molto pi recente. Risale alla dinastia Song (960 &#8211; 1279). Questo metodo&nbsp; molto pi breve e semplice dell&#8217;altro, ma d il 50% di probabilità tanto al 6 che al 9 ( le linee mutanti), perciò meno preciso.</p>



<p>Si prendono 3 monete uguali e si assegna il valore 3 ad una faccia e 2 all&#8217;altra. Ogni lancio fornisce, sommando i valori ottenuti, uno dei numeri 6, 7, 8, o 9.&nbsp;</p>



<p>Esempio delle varie possibilità :</p>



<p><strong>3 + 3 + 3 = 9 linea mobile (vecchio yang ,&nbsp;&#8212;o&#8212;) che si trasforma nel giovane Yin (&#8212;&#8212;)</strong></p>



<p><strong>3 + 3 + 2 = 8 linea fissa (&#8212;  &#8212;,&nbsp; giovane Yin)</strong></p>



<p><strong>3 + 2 + 2 = 7 linea fissa (&#8212;  &#8212;&nbsp;, giovane Yang)</strong></p>



<p><strong>2 + 2 + 2 = 6 linea mobile&nbsp; ( vecchio Yin&nbsp;&#8212;x&#8212;&nbsp;) che si trasforma nel giovane Yang (&#8212;&#8212;&nbsp;)</strong></p>



<p>Costruire l&#8217;esagramma secondo le indicazioni date, partendo dal basso con il primo numero ottenuto.</p>



<p>Esempio di esagramma con sole linee fisse</p>



<p>7<strong>&nbsp;&#8212;&#8212;-</strong></p>



<p>7&nbsp;<strong>&#8212;&#8212;-</strong>&nbsp; <em>linea 5a</em></p>



<p>8&nbsp;<strong>&#8212; &#8212;&nbsp;&nbsp;</strong><em>linea 4a</em></p>



<p>7&nbsp;<strong>&#8212;&#8212;-</strong> <em>linea 3a</em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>8 <strong>&#8212; &#8212;&nbsp;</strong><em>linea 2a</em></p>



<p>8&nbsp;<strong>&#8212; &#8212;&nbsp;</strong> </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="609" height="445" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/tre_monete.jpg" alt="I-Ching - Il metodo delle tre monete" class="wp-image-7786" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/tre_monete.jpg 609w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/tre_monete-300x219.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 609px) 100vw, 609px" /><figcaption>I-Ching &#8211; Il metodo delle tre monete</figcaption></figure></div>



<p>Guardare nella tabella, individuando per primo il trigramma inferiore (la colonna verticale) e poi il superiore (la colonna orizzontale). All&#8217;incrocio dei trigrammi nella tabella, si otterrà il numero dell&#8217;esagramma.</p>



<p>Nell&#8217;esempio riportato :</p>



<p><strong>trigramma inferiore KKENN, il Monte, l&#8217;Arresto</strong></p>



<p><strong>trigramma superiore SUNN, il Vento, la Radice</strong></p>



<p>Se ne ricava l&#8217; Esagramma 53: IL PROGRESSO GRADUALE</p>



<p>Leggere con calma e ponderatezza sia utilizzando la prima parte che la seconda del libro. Nella seconda parte sono riportati anche gli intrinseci, cio&nbsp; i due trigrammi contenuti DENTRO l&#8217;esagramma considerato.</p>



<p>I due trigrammi intrinseci ( o esagramma contrapposto secondo alcuni autori) sono composti dalle linee 2a, 3a, 4a&nbsp; e dalle linee 3a, 4a, 5a.</p>



<p><strong>Nell&#8217;esempio riportato gli intrinseci sono :</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td><strong>&#8212; &#8212;&nbsp;4a</strong></td><td>&nbsp;</td><td><strong>&nbsp;&#8212;&#8212;- 5a</strong></td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td><strong>&#8212;&#8212;-&nbsp;3a</strong></td><td>Kkann , acqua , abisso</td><td><strong>&nbsp;&#8212; &#8212; 4a</strong></td><td>Li , Fuoco, chiarezza</td></tr><tr><td><strong>&nbsp;&#8212; &#8212;2a</strong></td><td>&nbsp;</td><td><strong>&nbsp;&#8212;&#8212;- 3a</strong></td><td>&nbsp;</td></tr></tbody></table></figure>



<p>Secondo l&#8217;interpretazione della Fondazione Eranos di Olga Froebe-Kapteyn (di orientamento psicanalitico Junghiano, studiosa dell&#8217;argomento fino dal 1933), il significato degli intrinseci assume una sua importanza nell&#8217;interpretazione e illumina la situazione descritta dall&#8217;esagramma originale per contrapposizione, rappresentando, per alcuni versi un esagramma opposto.</p>



<p>Personalmente preferisco visualizzare le immagini ed i significati dei trigrammi separati.</p>



<p>Se non esistono linee mobili (il 6 o il 9), la lettura dell&#8217;esagramma completa ma , non necessariamente la situazione indicata permanente o immutabile, dal momento che nulla esente da cambiamenti; ma certamente una situazione che può essere valutata solo in base all&#8217;esagramma ottenuto.</p>



<p>Quindi, concludendo, quando un segno composto in tal modo, esso non si muove e va preso in considerazione soltanto il&nbsp; suo stato come tale ( sentenza ed immagine)</p>



<p><strong>Lettura dell&#8217;esagramma contenente linee mobili o mutanti.</strong></p>



<p>Esempio :</p>



<p>9 <strong>&#8212;o&#8212;</strong> linea mobile o mutante</p>



<p>7&nbsp;<strong>&#8212;&#8212;-</strong></p>



<p>8&nbsp;<strong>&#8212; &#8212;</strong></p>



<p>8&nbsp;<strong>&#8212; &#8212;</strong> </p>



<p>6 <strong>&#8212;x&#8212;</strong> linea mobile o mutante</p>



<p>8&nbsp; <strong>&#8212; &#8212;</strong> </p>



<p>Nell&#8217;esempio riportato il trigramma inferiore corrisponde a KKUNN, IL RICETTIVO e quello superiore SUN IL VENTO; l&#8217;esagramma corrisponde al N20, LA CONTEMPLAZIONE.</p>



<p>Effettuare la lettura dell&#8217;esagramma come riportato sopra.</p>



<p><strong>Lettura delle linee mobili.</strong></p>



<p>Se una o pi righe dell&#8217;esagramma ottenuto sono mobili o mutanti&nbsp; (cioè il 6 o il 9) deve essere letta la parte finale del responso (&nbsp;<strong>Le singole linee</strong>) relativo all&#8217;esagramma dove, per ciascuna linea mobile viene data una spiegazione aggiuntiva. Questa risposta fornisce ulteriori particolari o indica cose su cui bene riflettere ulteriormente, dato che aggiunge altri elementi alla risposta generale.</p>



<p>Spesso succede che si ottengono molte linee mobili; in tal caso la situazione veramente molto fluida e soggetta a molti cambiamenti.</p>



<p><strong>Costruzione e lettura dell&#8217;esagramma risultato dal cambio delle linee mobili.</strong></p>



<p>Nell&#8217;esempio sopra riportato le linee mobili mutano nel loro opposto dando così come risultato un nuovo esagramma:8&nbsp;</p>



<p>7<strong>&nbsp;&#8212; &#8212;</strong></p>



<p>8&nbsp;<strong>&#8212;&#8212;-</strong> </p>



<p>8&nbsp;<strong>&#8212;&#8212;-</strong></p>



<p>7&nbsp;<strong>&#8212; &#8212;</strong> </p>



<p>8 <strong>&#8212;&#8212;-</strong> </p>



<p>Quindi : trigramma inferiore&nbsp; KKANN &#8211; L&#8217; Acqua, L&#8217; Abisso e superiore KKANN &#8211; L&#8217; Acqua, L&#8217;Abisso: Esagramma 29 = L&#8217;ABISSALE.</p>



<p>Il metodo di lettura lo stesso indicato precedentemente, in quanto si tratta di un nuovo esagramma. Serve per raggiungere ulteriore profondità e particolari alla comprensione della situazione attuale ; informa su come ci si può aspettare che si mettano le cose, dato il loro corso presente. Ma l&#8217;esito finale dipende in grado elevato da quali azioni si sceglie di compiere e quindi la questione non conclusa. Certe volte l&#8217;esagramma derivato si presenta come contrario o non collegato al precedente. Questo può essere dovuto ad una varietà di fattori, ma di solito consegue al fatto che le situazioni non si trovano sotto il nostro controllo.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Analisi della configurazione degli esagrammi</strong></h4>



<p>Nella configurazione degli esagrammi (il cui elenco con numero di segno, nome e immagine nella tabella che segue), oltre che della struttura, che l&#8217;elemento principale da prendere in considerazione, bisogna tenere conto anche di:</p>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td>1.</td><td>Il tempo o stagione</td><td>la situazione totale del segno;</td></tr><tr><td>2.</td><td>Le posizioni</td><td>bassi, centrali e nobili, inizio e fine;</td></tr><tr><td>3.</td><td>Il carattere delle linee</td><td>forti o tenere;</td></tr><tr><td>4.</td><td>I rapporti</td><td>corrispondenza, solidariet;</td></tr><tr><td>5.</td><td>I signori del segno</td><td>costituenti e dominanti.</td></tr></tbody></table></figure>



<p>Infine, di ogni segno, dobbiamo leggere e studiare i versi che spiegano l&#8217;immagine, cioè l&#8217;esagramma, la Sentenza, cioè il commento sul significato ed i consigli dell&#8217;Oracolo, o percorsi di saggezza. <strong>I 64 Esagrammi</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td><strong>Segno</strong></td><td><strong>Nome</strong></td><td><strong>Immagine</strong></td></tr><tr><td><strong>1</strong></td><td>Kkienn</td><td>Il Creativo</td></tr><tr><td><strong>2</strong></td><td>Kkunn</td><td>Il Ricettivo</td></tr><tr><td><strong>3</strong></td><td>Ciunn</td><td>La Difficolt iniziale</td></tr><tr><td><strong>4</strong></td><td>Mong</td><td>Follia Giovanile</td></tr><tr><td><strong>5</strong></td><td>Su</td><td>L&#8217;Attesa</td></tr><tr><td><strong>6</strong></td><td>Sung</td><td>La Lite</td></tr><tr><td><strong>7</strong></td><td>Sci</td><td>l&#8217;Esercito</td></tr><tr><td><strong>8</strong></td><td>Pi</td><td>Unificare</td></tr><tr><td><strong>9</strong></td><td>Siau Cciu</td><td>La Forza domatrice del piccolo</td></tr><tr><td><strong>10</strong></td><td>Lu</td><td>Il Procedere</td></tr><tr><td><strong>11</strong></td><td>Ttai</td><td>La Pace</td></tr><tr><td><strong>12</strong></td><td>Pi</td><td>Il Ristagno</td></tr><tr><td><strong>13</strong></td><td>Ttung Jenn</td><td>La Comunanza fra uomini</td></tr><tr><td><strong>14</strong></td><td>Ta Yu</td><td>Il Possesso grande</td></tr><tr><td><strong>15</strong></td><td>Kkienn</td><td>La Modestia</td></tr><tr><td><strong>16</strong></td><td>U</td><td>Il fervore</td></tr><tr><td><strong>17</strong></td><td>Sui</td><td>Il Seguire</td></tr><tr><td><strong>18</strong></td><td>Ku</td><td>Operare su ci che stato corrotto</td></tr><tr><td><strong>19</strong></td><td>Linn</td><td>L&#8217;Avvicinamento</td></tr><tr><td><strong>20</strong></td><td>Kuann</td><td>La Contemplazione</td></tr><tr><td><strong>21</strong></td><td>Sci Ho</td><td>Mordere</td></tr><tr><td><strong>22</strong></td><td>Ppi</td><td>L&#8217;Avvenenza</td></tr><tr><td><strong>23</strong></td><td>Po</td><td>Lo spaccarsi in due</td></tr><tr><td><strong>24</strong></td><td>Fu</td><td>Il Ritorno (Il punto di svolta)</td></tr><tr><td><strong>25</strong></td><td>U Uang</td><td>L&#8217;Innocenza (L&#8217;Inaspettato)</td></tr><tr><td><strong>26</strong></td><td>Ta Cciu</td><td>La Forza domatrice del grande</td></tr><tr><td><strong>27</strong></td><td>I</td><td>Gli angoli della bocca</td></tr><tr><td><strong>28</strong></td><td>Ta Ko</td><td>La Preponderanza del grande</td></tr><tr><td><strong>29</strong></td><td>Kkann</td><td>L&#8217;Abissale (Acqua)</td></tr><tr><td><strong>30</strong></td><td>Li</td><td>L&#8217;Aderente, Fuoco</td></tr><tr><td><strong>31</strong></td><td>Hienn</td><td>L&#8217;Influsso (Il corteggiamento)</td></tr><tr><td><strong>32</strong></td><td>Hong</td><td>La Durata</td></tr><tr><td><strong>33</strong></td><td>Tunn</td><td>La Ritirata</td></tr><tr><td><strong>34</strong></td><td>Ta Ciuang</td><td>La Potenza del grande</td></tr><tr><td><strong>35</strong></td><td>Tsinn</td><td>Il Progresso</td></tr><tr><td><strong>36</strong></td><td>Ming I</td><td>L&#8217;ottenebramento della luce</td></tr><tr><td><strong>37</strong></td><td>Kia Jenn</td><td>La Famiglia</td></tr><tr><td><strong>38</strong></td><td>Kkui</td><td>L&#8217;Opposizione</td></tr><tr><td><strong>39</strong></td><td>Kienn</td><td>L&#8217;Ostruzione</td></tr><tr><td><strong>40</strong></td><td>Hie</td><td>La Liberazione</td></tr><tr><td><strong>41</strong></td><td>Sunn</td><td>La Riduzione</td></tr><tr><td><strong>42</strong></td><td>I</td><td>L&#8217;Accrescimento</td></tr><tr><td><strong>43</strong></td><td>Kuai</td><td>Irrompere</td></tr><tr><td><strong>44</strong></td><td>Kou</td><td>Il Venire incontro</td></tr><tr><td><strong>45</strong></td><td>Ttsui</td><td>La Raccolta</td></tr><tr><td><strong>46</strong></td><td>Sciong</td><td>L&#8217;Ascendere</td></tr><tr><td><strong>47</strong></td><td>Kkunn</td><td>Oppressione (Esaurimento)</td></tr><tr><td><strong>48</strong></td><td>Tsing</td><td>Il Pozzo</td></tr><tr><td><strong>49</strong></td><td>Ko</td><td>Il Sovvertimento (La Muda)</td></tr><tr><td><strong>50</strong></td><td>Ting</td><td>Il Calderone</td></tr><tr><td><strong>51</strong></td><td>Cenn</td><td>L&#8217;Eccitante (Sconvolgimento, tuono)</td></tr><tr><td><strong>52</strong></td><td>Kenn</td><td>L&#8217;Arresto (La quiete, il monte)</td></tr><tr><td><strong>53</strong></td><td>Tsienn</td><td>Lo Sviluppo (Progresso graduale)</td></tr><tr><td><strong>54</strong></td><td>Kui Me</td><td>La ragazza che va sposa</td></tr><tr><td><strong>55</strong></td><td>Fong</td><td>L&#8217;Abbondanza</td></tr><tr><td><strong>56</strong></td><td>Lu</td><td>Il Viandante</td></tr><tr><td><strong>57</strong></td><td>Sunn</td><td>Il Mite (Il penetrante, Il Vento)</td></tr><tr><td><strong>58</strong></td><td>Tui</td><td>Il Sereno, Il Lago</td></tr><tr><td><strong>59</strong></td><td>Huann</td><td>La dispersione (La dissoluzione)</td></tr><tr><td><strong>60</strong></td><td>Tsie</td><td>La Limitazione</td></tr><tr><td><strong>61</strong></td><td>Ciung Fu</td><td>La Verit interiore</td></tr><tr><td><strong>62</strong></td><td>Siau Ko</td><td>La Preponderanza del piccolo</td></tr><tr><td><strong>63</strong></td><td>Ki Tsi</td><td>Dopo il Compimento</td></tr><tr><td><strong>64</strong></td><td>Ue Tsi</td><td>Prima del compimento</td></tr></tbody></table></figure>



<p><strong>I tempi</strong></p>



<p>La corretta attribuzione degli esagrammi rispetto al tempo (gi spiegati nel ciclo delle stagioni) può essere utile in quanto aiuta a scoprire il periodo migliore per iniziare o concludere un progetto, per la migliore scelta del tempo, ecc.</p>



<p>Infatti, se la scelta del tempo importante (nella domanda posta), la comparsa di uno dei dodici esagrammi sotto riportati, detti &#8220;sovrani&#8221;, pu avere una grande importanza, senza per dimenticare la risposta nella sua globalità </p>



<p><strong>ANTICO CALENDARIO CINESE</strong></p>



<p><strong>ESAGRAMMA SOVRANO PERIODO NOME DELLE QUINDICINE</strong></p>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td>11. La pace</td><td>dal 5 Febbraio<br>al 20 Febbraio</td><td>Inizio primavera<br>Le piogge</td></tr><tr><td>34. La forza vigorosa</td><td>dal 7 Marzo<br>al 22 Marzo</td><td>Risveglio delle creature<br>Equinozio di primavera</td></tr><tr><td>43. Lo straripamento<br>(La decisione)</td><td>dal 6 Aprile<br>al 21 Aprile</td><td>Chiaro e splendente<br>Grandine</td></tr><tr><td>1. Il Creativo</td><td>dal 6 Maggio<br>al 22 Maggio</td><td>Inizio estate<br>Minor pienezza</td></tr><tr><td>44. Il farsi incontro</td><td>dal 7 Giugno<br>al 22 giugno</td><td>Grano in spiga<br>Solstizio d&#8217;estate</td></tr><tr><td>33. La ritirata</td><td>dal 8 Luglio<br>al 24 Luglio</td><td>Minor caldo<br>Maggior caldo</td></tr><tr><td>12. La stagnazione</td><td>dal 8 Agosto<br>al 24 Agosto</td><td>Inizio autunno<br>Fine del caldo</td></tr><tr><td>20. La contemplazione</td><td>dal 8 Settembre<br>al 24 Settembre</td><td>Rugiade bianche<br>Equinozio di autunno</td></tr><tr><td>23. Lo sgretolamento</td><td>dal 9 Ottobre<br>al 24 Ottobre</td><td>Rugiada fredda<br>Discesa della brina</td></tr><tr><td>2. Il ricettivo</td><td>dal 8 Novembre<br>al 23 Novembre</td><td>Inizio inverno<br>Neve minore</td></tr><tr><td>24. Il ritorno</td><td>dal 7 Dicembre<br>al 22 Dicembre</td><td>Neve maggiore<br>Solstizio d&#8217;inverno</td></tr><tr><td>19. L&#8217;avvicinamento</td><td>dal 6 Gennaio<br>al 21 Gennaio</td><td>Freddo minore<br>Freddo maggiore</td></tr></tbody></table></figure>



<p><strong>Le posizioni</strong></p>



<p>Le posizioni delle varie righe sono suddivise in nobili o basse a seconda della loro altezza, ma solo le quattro mediane diventano attive nell&#8217;ambito del tempo. La quinta riga (partendo sempre dal basso) il posto del sovrano, il quarto quello del ministro, il terzo una posizione di transito, il secondo un funzionario di provincia in diretto rapporto con il sovrano. In certi casi viene menzionata la famiglia (moglie, padre, figli) ma le funzioni sono analoghe.</p>



<p>Spesso, la spiegazione stessa del segno designa il posto del sovrano.</p>



<p>Il posto pi basso e quello pi alto vengono considerati rispettivamente come inizio e fine in base alla situazione del segno.</p>



<p><strong>Il carattere delle righe</strong></p>



<p>Le righe vengono designate in righe Yin, tenere, scure, cioè spezzate, o righe Yang solide, chiare, cioè intere, oppure centrali (la seconda e la quinta), conformi (la linea che sta nel posto che le compete), non conformi, nella situazione contraria. (3) per esempio una linea solida nel primo, terzo, quinto posto ed una linea tenera negli altri posti.</p>



<p>Per quanto riguarda il significato favorevole o no, meglio fare un esempio:</p>



<p>quando il segno prescrive morbidezza, una linea solida al terzo posto (che sarebbe di per s conforme) indica troppa durezza e quindi non favorevole.</p>



<p><strong>I rapporti delle righe tra di loro</strong></p>



<p>Normalmente vengono dette in corrispondenza le linee di genere differente (Yin-Yang) in posizioni ben precise (prima con la quarta, seconda con la quinta, ecc.)</p>



<p>Ovviamente questo con le dovute eccezioni che comunque vengono spiegate caso per caso. Lo stesso vale anche per quello che viene considerato come solidarietà tra le righe ed anche questo viene spiegato nel testo (3).</p>



<p><strong>I signori del segno</strong></p>



<p>Si distinguono in due tipi : i signori del segno di tipo costituente e di tipo dominante . Quelli costituenti sono rappresentati dalla riga che dà all&#8217;esagramma la sua caratteristica principale .</p>



<p>I signori del segno di tipo dominante sono, di norma, di carattere favorevole e lo diventano per la posizione e per il senso. Normalmente si trovano al quinto posto. Se le due funzioni sono riunite in una sola, il segno ha un solo signore, altrimenti due. Nella seconda parte del testo di Wilhelm in ogni segno sempre spiegato la posizione e la funzione del signore del segno.</p>



<p><strong>L&#8217;interpretazione</strong></p>



<p>I Ching sono strutturati ed operano in maniera molto simile ai moderni computer. Per avere una risposta intelligente occorre fare una domanda intelligente ed inoltre , come nella matematica, si ha a che fare con probabilità piuttosto che con certezze . Tutti sappiamo che la statistica precisa nei numeri : ci può dire quante persone moriranno in un dato tempo, ma non ci può dire chi. (4)</p>



<p>Il libro dei mutamenti mostra le probabilità della vita, ma non fa predizioni di eventi effettivi, dato che rispetta il libero arbitrio. I Ching servono ad avvisare di cosa può succedere se ci comportiamo in una data maniera, ma non determinano il futuro.</p>



<p>Come scrive il Lama Anagarika Govinda :</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>&#8221; I Ching ci insegnano a non &#8221; nuotare controcorrente&#8221; negli eventi della vita : basso ed alto, perdita e guadagno fanno parte dell&#8217;universo ed anche se facciamo il possibile per adeguarci al TAO, a volte possiamo perdere. Niente di male, succede in natura. Ma a lungo andare quelli che nuotano con la corrente saranno i vincitori.</em></p></blockquote>



<p>Dobbiamo procedere velocemente quando la situazione propizia, e lentamente, cautamente (od addirittura fermarci e ritirarci) quando non lo . I Ching ci dice esattamente quale di queste cose dobbiamo fare in una data situazione . Nell&#8217;analisi degli esagrammi scopriamo che quasi ognuno di essi ci dice una di queste quattro cose : procedi veloce, procedi piano, fermati dove sei oppure torna indietro.</p>



<p>L&#8217;I CHING ci mette davanti alla nostra responsabilità sulle decisioni da prendere nelle situazioni difficili e ci rende pi consapevoli dei nostri desideri pi profondi e &#8220;veri&#8221;. Se si può usare una similitudine : come camminare sopra una ruota che procede ad una certa velocità: occorre adeguarsi al meccanismo e procedere esattamente alla velocità indicata, in pratica sincronizzarsi sulla macchina. Qualsiasi altra velocità ci porterebbe ad una rovinosa caduta : il libro dei mutamenti indica la velocità da tenere!</p>



<p>L&#8217;oracolo parla ad una persona che disposta a rivedere le proprie decisioni e le proprie scelte , che si trova nell&#8217;atteggiamento della versatilità.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8221; L&#8217;uomo superiore si subordina volontariamente ai cicli cosmici dell&#8217;universo e diviene padrone del proprio destino.. Egli può andare avanti tranquillo: il Cielo non si opporrà.. egli segue il Cielo ed agisce come il Cielo stesso agirebbe. Se il Cielo non gli si oppone, come potrebbero farlo uomini e Dei? &#8220;</p></blockquote>



<p>Infatti gli eventi non accadono in maniera caotica, ma seguono la via del Tao, rivelata attraverso le leggi delle mutazioni, cioè possono mutare solo in un certo modo ed in un certo momento. Conoscendo la fase raggiunta da un particolare ciclo possibile &#8220;predire&#8221; la fase che deve seguire. L&#8217;essere che conosce e segue queste regole viene chiamato dall&#8217;oracolo &#8221; l&#8217;uomo superiore&#8221; cioè colui che non cerca di far giungere la fortuna prima del tempo giusto, che sa accettare l&#8217;inevitabile declino, che percorre il sentiero di mezzo del progresso equilibrato, evitando conflitti e mettendo se stesso in armonia con i costanti cicli della natura.</p>



<p>Le parole dell&#8217;Oriente e dell&#8217;Occidente si fondono&#8230;</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>&#8230;.Panta rei&#8230;<br>Tutto scorre&#8230;</strong><br> <strong><em>(Eraclito di Efeso)</em></strong> </p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>&#8230;&#8230; Tutto fluisce e tutto scorre come questo fiume, senza arresto , giorno e notte.</strong><br> <strong><em>(Kung Tze)</em></strong> </p></blockquote>



<p>Un elemento essenziale che fa parte del momento (o stagione ) di un evento IL CASO che, nella consultazione rappresentato dal rito dei bastoncini di achillea o dal lancio delle monete per la costruzione dell&#8217;esagramma.</p>



<p>In effetti basta pensare all&#8217;importanza che il caso ha nella nostra vita (tanto in bene che in male) ed allo sforzo umano destinato a limitare i danni ed i pericoli ai quali ci espone, per capirne l&#8217;importanza.</p>



<p>L&#8217;I Ching lo specchio di un evento irripetibile di cui siamo parte.</p>



<p>Ed sicuramente un mezzo idoneo per lasciar andare la mente senza sorveglianza sui pensieri sia logici che analogici, come per il procedimento psicanalitico dell&#8217;interpretazione dei sogni.</p>



<p>Il significato nascosto si rivela all&#8217;intuito, in concordanza con le tendenze inconsce di ognuno di noi.</p>



<p>L&#8217;I Ching venne creato in un periodo in cui il rapporto dell&#8217;uomo con i livelli pi profondi della sua psiche erano molto pi forti e chiari di quanto non lo siano oggi : come una centrale di energia di immagini psichiche, che può agire come un ponte tra il pensiero conscio e quello inconscio.</p>



<p>Ad una prima lettura il suo modo di esprimersi arcaico e oscuro risulta sconcertante e poco accessibile ad una mente moderna occidentale, ma d&#8217;altra parte la mentalità occidentale non ha mai tenuto conto dell&#8217;assioma della&nbsp;<strong>causalità</strong>&nbsp;fino agli ultimi decenni, nei quali la fisica moderna ha ribaltato la mentalità scientifica.</p>



<p>Come dice Jung &#8221; Noi siamo abituati (scientificamente) a separare, pesare, classificare, isolare , ma dimentichiamo che in natura ogni processo subisce delle interferenze parziali o totali da parte del caso. Al contrario la mentalità cinese tiene conto dell&#8217;aspetto accidentale degli eventi, quello che noi chiamiamo coincidenza; il ragionamento orientale prende atto del momento, che contiene ogni particolare dell&#8217;evento fino al minimo dettaglio&#8221; . Ma proprio questo, semplificando, il ragionamento della fisica moderna: per esempio la struttura di un atomo si basa essenzialmente su ragionamenti statistici e di calcolo delle probabilità.</p>



<p>Infatti a livello atomico (così dice Heisenberg) la legge di causa ed effetto non vale pi : c&#8217; l&#8217;indeterminazione e quindi il risultato di un evento non regolato dalla legge causa ed effetto.</p>



<p>Nel libro &#8221; Il Tao della fisica&#8221;, l&#8217; Autore Fritjof Capra, un fisico americano che lavora nel campo delle alte energie e che un fautore delle implicazione filosofiche della scienza moderna , scrive:</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;&#8230; L&#8217;I CHING rappresenta forse, nel pensiero orientale, l&#8217;analogo pi stretto della matrice S (una struttura matematica che descrive le interazioni forti, quindi la velocità delle particelle entranti e uscenti nel processo di Scattering), cioè l&#8217;insieme di probabilità per tutte le possibili reazioni alle quali prendono parte le particelle&#8221;. In entrambi i sistemi si pongono in rilievo &#8220;processi anziché oggetti &#8221; proprio perché la teoria della relatività ci fa considerare le particelle in termini di spazio-tempo, cioè come configurazioni quadrimensionali ed in termini di probabilità di reazione.</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="526" height="215" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/i-ching.jpg" alt="Teoria dei Mutamenti" class="wp-image-7763" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/i-ching.jpg 526w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/i-ching-300x123.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 526px) 100vw, 526px" /><figcaption>Teoria dei Mutamenti</figcaption></figure></div>



<p>Capra dimostra come il comportamento e le configurazioni di particelle subnucleari (adroni) bombardate da un protone in un acceleratore di particelle (o camera a bolle) somigli alla teoria dei Mutamenti degli esagrammi.</p>



<p>Il linguaggio dell&#8217;I CHING perciò &#8220;naturalmente&#8221; oracolare, ma la curiosità, l&#8217;elasticità mentale aperta al pensiero analogico e uno studio pi approfondito scevro da pregiudizi, ce ne far apprezzare la ricchezza di immagini e di concezione.</p>



<p>Come dice ancora Jung, una cosa davvero curiosa che in Cina, nonostante l&#8217;acuta intelligenza e le possibilità materiali di cui godevano alcuni tra i suoi pensatori pi prestigiosi (non di rado li ritroviamo alla corte dei potenti ed erano ascoltati con grande rispetto), la scienza come noi la consideriamo non si mai sviluppata fino al &#8216;900 quando, a seguito dell&#8217;influenza della cultura occidentale, entrata alla grande in quel paese e oggi molti scienziati cinesi sono conosciuti nel mondo per i loro studi e le loro scoperte in campo scientifico.</p>



<p>Metaforicamente parlando, si potrebbe dire che il pensiero scientifico occidentale che sottopone l&#8217; &#8220;oggetto&#8221; all&#8217;indagine di laboratorio, di tipo lineare (maschile Yang) cioè di causa-effetto nel tempo, mentre la mentalità orientale, nella quale pi sviluppato l&#8217;intuito, la sensibilità e lo spirito di osservazione del &#8220;qui e ora&#8221; pi vicino al modo di pensare femminile cioè Yin.</p>



<p>Nel mondo dell&#8217;I CHING, il rapporto tra parole, immagine e idea tracciato nel seguente passo di Wang Bi, un poeta morto giovanissimo (23 anni), che sub una profonda impressione dal testo:</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8221; L&#8217;idea trova espressione nell&#8217;immagine<br>L&#8217;immagine si rivela attraverso la parola<br>Le parole servono a chiarire l&#8217;immagine<br>Ottenuta l&#8217;immagine si dimenticano le parole<br>Le immagini servono a contenere l&#8217;idea<br>Ottenuta l&#8217;idea si dimenticano le immagini.<br>&#8230;.</p><p> <strong><em>(M. I. Bergeron Wang Bi, pilosophe du non-avoire Parigi 1986)</em></strong> </p></blockquote>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>La struttura interna dell&#8217; I Ching</strong></h4>



<p>In questo paragrafo cercherò di sintetizzare i concetti fondamentali che sono alla base del Libro dei Mutamenti e analizzare le disposizioni e le combinazioni dei trigrammi che li esplicitano simbolicamente.</p>



<p>Vedremo inoltre come molti dei princìpi e delle intuizioni sono confermati dalla psicologia, dalla fisica e dalla genetica moderne e accenneremo infine al sistema astrologico collegato all&#8217;I Ching e al suo rapporto con la numerologia classica.</p>



<p><strong>L&#8217;ordinamento dei trigrammi</strong></p>



<p>I trigrammi che, come abbiamo visto, esprimono elementi di trasformazione definiti con i nomi di oggetti naturali (Vento, Monte, ecc.) che li rappresentano, sono stati ordinati da Fu Hi e dal re Wen secondo due visioni della realtà che costituiscono i principi base dell&#8217;I Ching.</p>



<p>L&#8217;ordinamento di Fu Hi, detto &#8220;<strong>ordine astratto</strong>&#8221; prende in considerazione le forze primarie che governano la natura e li sistema per opposti su assi simmetrici (Cielo-Terra, Fuoco-Acqua, Lago-Monte, Tuono-Vento). L&#8217;ordine astratto prende in considerazione i principi universali e il concetto di base è la polarità (positivo-negativo; creativo-ricettivo): l&#8217;universo è costituito da un gioco di forze polari contrapposte che sono anche nell&#8217;uomo che ne è parte integrante. Attenzione però: questo concetto di polarità è diametralmente opposto a quello di &#8220;duplicità&#8221; che permea la mentalità moderna; le forze opposte non si combattono, non si annullano, ma convivono, cooperano e si equilibrano dinamicamente.</p>



<p>L&#8217;ordinamento del re Wen, detto &#8220;<strong>ordine temporale</strong>&#8220;, non è interessato ai principi universali, cosmici, ma allo sviluppo della vita umana che è caratterizzato dal concetto di tempo e ordina le qualità simboleggiate dai trigrammi in senso circolare in modo da riprodurre i processi spazio-temporali (le stagioni, le direzioni, le fasi della vita, ecc.) e, mediante tutte le possibili combinazioni di trigrammi (i 64 esagrammi), tutti possibili eventi della vita. I processi vitali si muovono circolarmente alternando periodi di creatività e attività a periodi di ricettività e passività.</p>



<p>Nella figura seguente sono mostrati i due ordinamenti: nella circonferenza esterna l&#8217;ordine astratto, in quella interna l&#8217;ordine temporale. Accanto a ciascun trigramma, oltre al nome vi è anche il simbolo con cui comunemente si indica.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="578" height="553" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/iching.jpg" alt="Ordine Temporale nella Teoria del Mutamenti" class="wp-image-7764" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/iching.jpg 578w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/iching-300x287.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 578px) 100vw, 578px" /><figcaption>Ordine Temporale nella Teoria del Mutamenti</figcaption></figure></div>



<p>&nbsp;Sistemi di Fu Hi e del Re Wen</p>



<p><strong>Le otto case dei simboli primari</strong></p>



<p>La combinazione di due trigrammi forma un esagramma che rappresenta uno stato di coscienza analizzabile studiando le relazioni tra i due trigrammi che l’originano. Le combinazioni possibili di trigrammi sono 64 (8&#215;8); accoppiando i trigrammi secondo un modello logico costante i 64 esagrammi possono essere collocati in 8 cosiddette “case”, ciascuna delle quali contiene 8 esagrammi che hanno tra loro una relazione e partecipano a uno stesso processo. Vedremo anche graficamente come questo modello abbia una coerenza strutturale da cui si deduce che l&#8217;I Ching non è un aggregato casuale di idee o suggerimenti più o meno comprensibili e utilizzabili a soli fini divinatori, ma frutto di un pensiero e di un processo logico che ne fanno un libro di saggezza unitario.<br><br>Per ogni casa i trigrammi da prendere in considerazione sono:</p>



<p><strong>A</strong>: il simbolo primario di cui si vuol conoscere la casa<br><strong>C1</strong>: Valore coordinato di I° grado (trigramma con le due linee superiori uguali alle linee superiori di A e la linea inferiore opposta)<br><strong>C2</strong>: Valore coordinato di II° grado (trigramma con la linea superiore uguale ad A e le altre due opposte)<br><strong>O</strong>: Opposto complementare (trigramma con tutte le linee opposte ad A. Simbolo primario opposto ad A nell&#8217;ordine astratto)<br><strong>P</strong>: Valore parallelo (trigramma con la linea superiore e la linea inferiore uguali a quelle di A e la linea centrale opposta.</p>



<p>Restano esclusi in ogni casa tre simboli primari.</p>



<p>La sequenza degli esagrammi della casa&nbsp;<strong>A</strong>&nbsp;(movimenti) è:<br></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="597" height="84" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/iching12.jpg" alt="La sequenza degli esagrammi della casa A" class="wp-image-7765" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/iching12.jpg 597w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/iching12-300x42.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 597px) 100vw, 597px" /><figcaption>La sequenza degli esagrammi della casa A</figcaption></figure>



<p><br>Determiniamo ad esempio gli esagrammi appartenenti alla casa di Kienn (utilizzando per comodità i simboli relativi a ciascun trigramma):</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="648" height="151" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/i-ching3.jpg" alt="gli esagrammi appartenenti alla casa di Kienn" class="wp-image-7766" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/i-ching3.jpg 648w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/i-ching3-300x70.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 648px) 100vw, 648px" /><figcaption>gli esagrammi appartenenti alla casa di Kienn</figcaption></figure></div>



<p>I trigrammi esclusi nella casa di Kienn sono:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="357" height="62" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/i-ching6.jpg" alt=" trigrammi esclusi nella casa di Kienn" class="wp-image-7767" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/i-ching6.jpg 357w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/i-ching6-300x52.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 357px) 100vw, 357px" /><figcaption> trigrammi esclusi nella casa di Kienn</figcaption></figure></div>



<p>Se colleghiamo i trigrammi di ciascun movimento nella rappresentazione grafica del sistema astratto di Fu Hi, notiamo come il movimento centrale (4), che dà gli elementi fondamentali di interpretazione della casa, e i movimenti 7 e 8 formano sempre un triangolo rettangolo in cui l&#8217;ipotenusa collega elementi opposti (cielo e terra nella casa di Kienn) e il vertice opposto all&#8217;ipotenusa indica la tendenza prevalente (nella casa di Kienn l&#8217;uomo sta tra cielo e terra, dunque consapevolezza dell&#8217;universale e esperienza terrena, ma c&#8217;è una tendenza verso l&#8217;infinito in quanto il vertice opposto all&#8217;ipotenusa si colloca sul simbolo del fuoco, della luce).</p>



<p>Allo stesso modo possiamo analizzare gli altri movimenti, prendendo in considerazione il triangolo la cui base è il segmento che unisce i simboli dei trigrammi che compongono il movimento. C&#8217;è infine da considerare in ogni casa il triangolo formato dai trigrammi esclusi.</p>



<p>Nella figura che segue rappresentiamo graficamente la casa di Kienn: in rosso sono rappresentati i movimenti 2, 3 e 4 in cui il trigramma superiore è kienn (il movimento 1 in cui il trigramma inferiore e quello superiore sono uguali si può considerare un punto sulla circonferenza in corrispondenza del trigramma kienn che è disegnato in blu), in nero sono rappresentati gli altri movimenti. Il triangolo dei trigrammi esclusi è disegnato con trattini. Con lo stesso metodo possiamo rappresentare graficamente i movimenti delle altre sette case e avere quindi anche un utilissimo supporto visivo nelle interpretazioni.

</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="342" height="340" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/kkien.jpg" alt="Casa di kkien" class="wp-image-7768" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/kkien.jpg 342w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/kkien-150x150.jpg 150w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/kkien-300x298.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 342px) 100vw, 342px" /><figcaption>Casa di kkien</figcaption></figure></div>



<p>Le otto case dei simboli primari risultano così composte:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="532" height="236" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/image.png" alt="Le otto case dei simboli primari" class="wp-image-7769" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/image.png 532w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/image-300x133.png 300w" sizes="auto, (max-width: 532px) 100vw, 532px" /><figcaption>Le otto case dei simboli primari</figcaption></figure></div>



<p><strong>I concetti chiave dell&#8217;I Ching</strong></p>



<p>Da quanto esposto finora emergono chiaramente le basi filosofiche su cui poggia il Libro dei Mutamenti; in questo paragrafo ne riassumo i concetti fondamentali facendo riferimento alla più importante versione occidentale, quella del tedesco Richard Wilhelm, che nel 1948 fu pubblicata con la prefazione di Carl G. Jung che fornì a sua volta un&#8217;importante chiave di lettura dell&#8217;opera.</p>



<p>Secondo Wilhelm e Jung i concetti fondamentali dell&#8217;I Ching sono:</p>



<p>1) L&#8217;idea di mutamento (&#8220;I&#8221;) la cui legge si identifica col TAO che spiega (V. paragrafo 1) l&#8217;ordine della Natura;<br>2) La dottrina delle idee. I processi di trasformazione che avvengono nella realtà visibile, rappresentati dagli esagrammi, sono immagini dell&#8217;idea originaria di mutamento. E&#8217; importante notare però che in questo non c&#8217;è nulla di deterministico, descrive un modello di cambiamento su cui l&#8217;uomo, tramite l&#8217;esercizio del proprio libero arbitrio, può intervenire, guidato dai suggerimenti delle sentenze associate a ogni esagramma (parte essenziale del libro), per indirizzare la trasformazione nella direzione voluta;<br>3) L&#8217;idea del caso e il concetto di sincronicità. Gli eventi che per la scienza occidentale sono tutti sottoposti alla legge di causalità (ogni evento è effetto di un altro evento ed è causa di un evento successivo), possono anche essere determinati dal caso che diventa un elemento fondamentale del processo di trasformazione, su cui si basa l&#8217;intera opera. Ci sono cose che accadono simultaneamente e che sono tra loro connesse e sfuggono alla legge di causalità nel tempo e nello spazio; questo fenomeno è chiamato da Jung (che lo aveva osservato a livello psichico) &#8220;<strong>sincronicità</strong>&#8220;.</p>



<p><strong>L&#8217;esagramma che si forma in un determinato istante raffigura la serie di eventi indipendenti che si verificano in quell&#8217;istante e solo in quell&#8217;istante.<br></strong>L&#8217;approfondimento del substrato filosofico dell&#8217;I Ching mostra un&#8217;inaspettata correlazione non solo con alcuni sistemi filosofici occidentali a noi noti (ad esempio Platone e le correnti neoplatoniche), ma anche con le moderne scoperte scientifiche. L&#8217; osservazione delle leggi della natura e dei ritmi della vita ha permesso a uomini di cinquemila anni fa di intuire i segreti più profondi della natura umana (compreso il codice genetico, così come mostra egregiamente Martin Schonberger). Lascio al lettore interessato il compito di approfondire questo aspetto della materia individualmente mediante la lettura dei testi consigliati nella bibliografia e anche nei seminari individuali e collettivi che organizziamo nelle nostre sedi.</p>



<p><br><strong>I sistemi astrologici collegati a I Ching</strong><em><strong><br></strong></em><br>In stretta correlazione con I Ching si sono sviluppati in Cina due sistemi astrologici, che qui voglio solo accennare, senza approfondirli (ne parlerò diffusamente in apposite pagine del sito), al solo scopo di mettere in risalto le connessioni che hanno con i concetti di cui abbiamo parlato.</p>



<p><br><strong>1. Lo Zodiaco Cinese</strong></p>



<p>Gli otto simboli primari come abbiamo visto prendono il nome di fenomeni naturali (Acqua, Montagna, Tuono, Vento, Fuoco, Terra, Lago, Cielo) che rappresentano elementi di trasformazione che hanno caratteristiche comuni con essi. Il susseguirsi ciclico di stati di espansione e contrazione può essere simboleggiato da cinque elementi che interagiscono tra loro e ai quali possono essere correlati forme, colori, stagioni, tendenze comportamentali, ecc. I cinque elementi sono:</p>



<p>· Legno che corrisponde alla primavera, est, energia in espansione<br>· Fuoco, estate, sud, massima energia prima del declino<br>· Terra, energia di transizione<br>· Metallo, autunno, ovest, energia molto concentrata verso l&#8217;interno<br>· Acqua, inverno, nord, energia al più basso grado prima della crescita.</p>



<p>Ai cinque elementi sono associati i simboli animali dello zodiaco cinese e tibetano, ciascuno dei quali indica una tendenza comportamentale e qualità psicologiche connesse con la stagione e l&#8217;elemento a cui è correlato:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="593" height="290" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/image-1.png" alt="distribuzione dei simboli animali e le relative associazioni" class="wp-image-7771" srcset="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/image-1.png 593w, https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/image-1-300x147.png 300w" sizes="auto, (max-width: 593px) 100vw, 593px" /><figcaption>distribuzione dei simboli animali e le relative associazioni</figcaption></figure></div>



<p>Nella figura seguente è mostrata la distribuzione dei simboli animali e le relative associazioni. Nel centro della figura compare il &#8220;quadrato magico&#8221; di cui parlerò nel prossimo paragrafo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="568" height="476" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/astro.gif" alt="I cinque elementi e i simboli animali dello zodiaco cinese" class="wp-image-7770"/><figcaption>I cinque elementi e i simboli animali dello zodiaco cinese</figcaption></figure></div>



<p><br><strong>Il quadrato magico e i Nove Ki</strong></p>



<p>Per la cultura cinese, così come per i greci e i romani, il numero cinque ha una importanza straordinaria: gli elementi ma anche moltissime altre manifestazioni naturali e qualità umane si basano su questo numero. La centralità del cinque è stata espressa con la costruzione del cosiddetto Quadrato Magico, una matrice 3&#215;3 in cui il numero 5 sta al centro e gli altri numeri primari (dall&#8217;1 al 9) sono collocati in modo tale che la somma in orizzontale, verticale e diagonale dà sempre 15.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="181" height="152" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/image-2.png" alt="Il quadrato magico e i Nove Ki" class="wp-image-7772"/><figcaption>Il quadrato magico e i Nove Ki</figcaption></figure>



<p>I cinque numeri dispari si riferiscono ai cinque pianeti più vicini alla Terra, i numeri pari sono ad essi complementari; ogni numero rappresenta l&#8217;energia cosmica trasmessa dal pianeta a cui è collegato, una direzione, un elemento, una stagione, un simbolo primario. L&#8217;individuazione dei numeri associabili alla nascita di ciascun individuo determina particolari caratteristiche natali: lo studio di tali caratteristiche e la loro relazione con quelle di altri individui e con con quelle relative a ciascun anno, mese, giorno della sua vita permette di costruire un sofisticato sistema astrologico che si basa sul carattere vibratorio dei nove simboli.</p>



<p>E&#8217; da sottolineare la straordinaria connessione tra questo sistema e la numerologia non solo dal punto di vista concettuale (il carattere vibratorio dei simboli) ma anche per i significati che si attribuiscono ad essi.<br><br>Nella figura successiva vi è la rappresentazione grafica del quadrato; ad ogni numero sono associati pianeti, simboli primari, direzioni e stagioni corrispondenti.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="537" height="415" src="https://www.kuoshu.net/wp-content/uploads/2019/11/figuraki.gif" alt="I-Ching - Il quadrato magico e i Nove Ki" class="wp-image-7773"/><figcaption>Il quadrato magico e i Nove Ki</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h4>



<p>Questa breve sintesi sul&#8217;I CHING naturalmente tutt&#8217;altro che completa anzi mancano cose essenziali di cui parlare per la sua comprensione : per dirla con un&#8217;analogia, questa solo la punta di un iceberg, un piccolo scoglio bianco che emerge dal mare, mentre la parte sommersa quasi un intero continente.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>La conoscenza degli Antichi era perfetta.<br>Quanto perfetta?<br>Innanzi tutto essi non sapevano che c&#8217;erano le cose.<br>Questa la conoscenza più perfetta;<br>non si può aggiungere altro.<br>Poi essi seppero che c&#8217;erano le cose,<br>ma non facevano ancora distinzioni tra esse.<br>Alla fine fecero distinzioni fra esse,<br>ma non elaborarono ancora dei giudizi su di esse.<br>Quando i giudizi furono elaborati. </em><br><em>Il TAO fu distrutto</em></p></blockquote>



<p><strong>Bibliografia</strong></p>



<p>1 Eranos : I Ching il Libro della Versatilit Red Ed.Como</p>



<p>2 R. Wilhelm :I King il Libro dei Mutamenti, Ed.Astrolabio</p>



<p>3 A.W.Watts Il Tao: la Via dell&#8217;acqua che scorre Ubaldini Ed.</p>



<p>4 F.Capra: Il Tao della fisica Ed. Adelphi</p>



<p>5 Da Liu: I King e la numerologia Ed.Astrolabio</p>



<p>6 Lama Anagarika Govinda. La struttura interna dell&#8217;I King. Ed Astrolabio</p>



<p class="has-text-align-center"> Tratto dal sito&nbsp;<a href="http://www.erbasacra.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">http://www.erbasacra.com</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kuoshu.net/i-ching-libro-dei-mutamenti/">I-Ching 易經</a> proviene da <a href="https://www.kuoshu.net">Kuoshu.net</a>.</p>
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