321 Views

Cosa sono gli Stili di Kung Fu?

Monaco Shaolin sulle vette del Monte Song nei pressi del Monastero Shaolin

Uno stile di Kung fu è un particolare ramo dell’arte stessa, un metodo di pratica e di allenamento con una sua codifica (programma di studio), con una propria particolarità e con una propria storia. Come in tutte le arti, anche nel Kung fu esistono molte scuole, molte correnti di pensiero, molti principi diversi che derivano dai vari passaggi generazionali e sono caratterizzati dai bagagli culturali dei Maestri stessi che fino al giorno d’oggi ne hanno tramandato l’essenza.

Molti sono i fattori dai quali gli stili di Kung fu traggono le loro peculiarità ed origini, ad esempio l’area geografica dove vengono praticati e quindi il terreno, il periodo storico di origine più o meno recente, lo scopo che da essi si voleva trarre e le basi culturali e tecniche dei Maestri stessi che li hanno ideati o integrati nel tempo.

Per classificare gli stili di Kung fu esistono delle macro suddivisioni spesso oggetto di accese polemiche in quanto discutibili e talvolta imprecise ma che rimangono comunque l’unico modo pratico per tentare di ordinare gli stili per alcune loro particolarità comuni.

In cinese il termine che noi generalmente preferiamo tradurre con “STILE” è “QUAN” o “Ch’uan”, che corrisponde al carattere ‘拳’ che letteralmente significherebbe PUGNO. Per questo spesso i nomi degli Stili di Kung fu vengono anche tradotti con ‘Pugno’, ‘Boxe’, ‘Pugilato’. Ad esepio “Shaolin Quan” potrebbe essere ugualmente tradotto in “Stile Shaolin” oppure “Pugno di Shaolin” o anche “Pugilato (Boxe) di Shaolin”.

Principali caratteristiche degli Stili di Kung Fu

Anche se non è ritenuto propriamente corretto, si è soliti, per praticità, suddividere gli stili di Kung Fu in tre macro suddivisioni. In base al tipo di lavoro sul Qi, in base all’origine geografica e in base all’anzianità di creazione gli stili possono appartenere a una delle due sottocategorie che mostriamo di seguito:


I Suddivisione degli stili in base:
AL TIPO DI LAVORO SUL QI (QIGONG):

STILI ESTERNI “Waijia” (Scuola Esterna)

Prediligono l’aspetto esteriore di conseguenza sono più aerobici e più duri. Prevalgono velocità e forza esplosiva e sono normalmente più atletici e meno meditativi. Puntano sul condizionamento fisico attraverso l’allenamento duro e prolungato nel tempo. (Es. Baji Quan,Tang Lang Quan).
Il Qi Gong praticato è quindi di tipo ‘Wai Dan’ (Cinabro Esterno) detto anche Qi Gong duro.
La maggior parte di questi stili è del ceppo Shaolin.

STILI INTERNI “Neijia” (Scuola Interna)

Prediligono l’aspetto interiore di conseguenza sono meno aerobici, più lenti, morbidi e rilassanti. L’allenamento mira al rilassamento attivo del corpo e non allo sviluppo di doti fisiche particolari.
Prediligono respirazione, meditazione e concentrazione dell’energia interiore. (Es. Taiji QuanXingyi Quan).
Il Qi Gong praticato è quindi di tipo ‘Nei Dan’ (Cinabro Interno) detto anche Qi Gong morbido.
La maggior parte di questi stili è del ceppo Wudang.


II Suddivisione degli stili in base:
ALL’ORIGINE GEOGRAFICA

STILI DELLA NORD O LUNGHI “Chang Quan” (Pugno lungo)

Anche detti stili lunghi perché prediligono posizioni lunghe, piuttosto basse e l’uso abbondante di tecniche di gamba e di tecniche saltate adatte per combattimenti a medio lunga distanza. E’ probabile che queste caratteristiche fossero dovute al fatto che la Cina del Nord è ricca di regioni montuose e scoscese e spesso i combattimenti si svolgevano su terreni scoscesi, pendii e balzi. Tutti gli stili derivati da Shaolin sono stili lunghi e traggono la loro origine dall’omonimo Tempio che si trova nella regione del nord “Henan”.
Con il termine Shaolin spesso si indica infatti l’insieme degli stili del Nord.

STILI DELLA DEL SUD O CORTI “Nan Quan” (Pugno del Sud)

Anche detti stili corti perché prediligono posizioni corte e piuttosto alte, adatte in combattimenti a corta distanza, ed un uso molto ridotto di tecniche di gamba e tecniche saltate.
Questo sembra essere dovuto al fatto che nel Sud della Cina abbondavano zone allagate e risaie quindi le gambe erano spesso sommerse e poco utilizzabili sul campo. Molti di questi stili provengono dai Templi della regione Sud di ‘Fukien’ che spesso prendono il nome di Shaolin del Sud o Nan Shaolin.

Mappa della Cina

III Suddivisione degli stili in base:
ALL’ANZIANITÀ DI CREAZIONE

STILI TRADIZIONALI “Wuyi o Guoshu”

Sono i più antichi, le arti marziali originali Cinesi così come ce le hanno tramandate i grandi Maestri. Sono molto applicative e realistiche e hanno programmi di studio molto complessi e tecnici. Prevedono l’allenamento non solo esteriore e fisico ma anche quello interiore (Qi Gong). Normalmente lo studio di queste arti prevede anche l’acquisizione di principi teorici molto profondi. Esistono competizioni sportive ma non sono lo scopo principale per cui si praticano questi stili mentre viene data molta rilevanza alla salute e alla difesa personale e quindi all’applicazione. Spesso sono chiamati anche Guoshu (Arti Nazionali) oppure Wuyi (Arti della Guerra).

STILI MODERNI “Wushu Moderno”

Sono gli stili tradizionali rielaborati in tempi moderni a scopo prettamente sportivo ed agonistico dove si predilige molto l’apetto teatrale ed acrobatico. Le tecniche sono normalmente poco apllicative e poco realistiche ma molto belle da vedere. Anche le armi spesso sono finte, alleggerite e molto flessibili. Chi pratica questi stili si sottopone ad allenamenti molto intensi di ginnastica acrobatica e corpo libero ottenendo elevate caratteristiche atletiche. In cina questi stili hanno preso la via del professionismo sia a livello di Forme (Tao Lu moderno) che di combattimento (Sanda).


La suddivisione degli stili come riportata sopra, è stata da noi adottata al solo scopo di rendere le informazioni più accessibili e più ordinate possibile. Sappiamo e condividiamo pienamente le critiche sollevate da alcuni esperti ricercatori i quali fanno presente che una catalogazione così strutturata è molto limitata e non può avere la pretesa di collocare in modo preciso ogni stile ma rimane comunque un ottimo strumento di partenza per analisi più approfondite ormai adottato da moltissimi libri, testi e siti internet.

Stili praticati nella Scuola Chang

Il Maestro Chang Dsu Yao con il figlio primogenito Chang Wei Shin

Gli stili Esterni praticati in Italia nella Scuola fondata dal M° Chang Dsu Yao sono essenzialmente stili del ceppo “Shaolin”, ovvero stili cosiddetti “lunghi” o “del Nord”. Lo stile principale praticato è il “Meihua Quan” o “Meihua Zhuang”. Gli altri stili più importanti del programma della Scuola sono il “Baji Quan”, il “Tanglang Quan” e lo stile “Hong Quan”. Lo stile Interno principalmente praticato nella Scuola Chang è invece è il “Taiji Quan

Il Maestro Chang Dsu Yao ha studiato e tramandato i seguenti stili:

STILI ESTERNI

Shaolin Meihua Ch’uan
Stile del Fiore di Prugno

Lianbu Quan
Sequenze per allenare le posizioni

Baji Quan
Stile delle Otto Polarità

Hong Quan
Stile del Pugno Rosso di Shaolin

Qixing Tanglang Quan
Stile della Mantide

Yuejia Quan
Stile della Famiglia Yue

Zuiba Xian Quan
Stile dell’ubriaco

Gongli Quan
Metodo della forza Interna/Esterna

*Beibai Shaolin Quan
Shaolin Classico del Nord

Ditang Quan
Sequenza per allenare le cadute

STILI INTERNI

Taiji Quan
Stile del Polo Supremo

Xingyi Quan
Stile del Corpo e della Mente

Bagua Zhang
Stile degli Otto Trigrammi

Liangyi Quan
Stile dei Principi opposti

Sixiang Quan
Stile dei Quattro Quadrati

*Disambiguazione: 
Lo stile “Beibai Shaolin Quan” è stato oggetto di accese polemiche. In effetti con questo termine che in Italiano significa “Shaolin Classico della Cina del Nord” si è identificato a lungo lo Stile della Scuola Chang. In realtà questo non è altro che un ramo dello stile Shaolin Meihua Quan detto Lao Jia (Antica Scuola). Per maggiori approfondimenti suggeriamo la lettura dell’articolo gentilmente concessoci dal Sinologo Ricercatore, Enrico Storti.

Altri importanti stili di Kung Fu

Come già detto, gli stili di Kung Fu sono numerosissimi. Di seguito ne elenchiamo alcuni (non praticati nella Scuola Chang) che abbiamo approfondito con articoli dedicati.